[articolo tradotto da introvertdear.com]

Lavorare con gli introversi (come me) può essere frustrante per le persone che sono di natura socievoli, estroverse. Ma anche per noi introversi è una sfida lavorare con gli estroversi! Mi ritrovo spesso a pensare: “Ma come fanno queste persone a pensare così velocemente? ” oppure “Come fanno a sapere esattamente cosa dire così, su due piedi?”

Sono una vera introversa. Preferisco ascoltare piuttosto che parlare. Mi sento sopraffatta da folle di persone. Ho pochi amici, ma sono molto stretti. Non mi pesa stare da sola, anche al cinema o al ristorante. Sono felicissima accoccolata sulla poltrona con uno o più gatti, e possibilmente con il mio fidanzato.

Ho imparato ad adattarmi perché è stato necessario. Ciò che molti datori di lavoro non comprendono, tuttavia, è che è loro interesse adattarsi un po’ anche loro. Gli introversi vengono assunti per un motivo: abbiamo esperienza e idee per contribuire. Il fatto è che esprimiamo il nostro contributo in modo differente rispetto a, diciamo, il tipico MBA.

Ecco cinque modi in cui un capo può trarre il meglio dagli introversi.

Come aiutare un dipendente introverso a brillare

1. Aiutate gli introversi a sentirsi preparati per le riunioni
“Persone che preferiscono ambienti più tranquilli, meno stimolanti”: questo è il modo in cui Susan Cain, autrice di ‘Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che sa smettere di parlare‘ definisce gli introversi.
Non sono capace di pensare o parlare in modo chiaro sotto pressione, specialmente in ambienti stimolanti. Quando vengo pressata a farlo divento estremamente ansiosa. Come molti introversi, ho bisogno di tempo per pensarci su prima di rispondere o condividere le mie idee.
Le riunioni vaghe, senza ordine del giorno, mi gettano nel terrore. E in realtà, penso che dovrebbero spaventare chiunque… come si può valutare se la riunione è stata proficua, o se hai buttato via un’ora del tuo tempo?

Se c’è materiale ‘di supporto’ al meeting, apprezzo molto se viene condiviso in anticipo in modo da avere il tempo di ‘digerirlo’. Il metodo di Amazon di concedere alcuni minuti all’inizio della riunione per alcune letture pre-riunione e per prendere alcuni appunti, è una buona alternativa. Senza un po’ di tempo per ‘assorbire’ il contesto, gli introversi si sentono vittime di un’imboscata.

Negli inviti alle riunioni, includete una nota che spieghi quali decisioni devono essere prese e cosa verrà discusso. Condividete ogni documento in anticipo. Tutti arriveranno più preparati, specialmente gli introversi.

2. Permettete agli introversi di dare voce ai propri pensieri in forma scritta

Durante le riunioni, trovo molto fastidioso dover interrompere qualcuno di quelli che sono un fiume di parole, e quindi di solito non lo faccio. Mando invece feedback scritti o magari metto in programma un follow up con un gruppo ristretto in modo che le mie domande e le mie idee possano essere ascoltate.

Non tutti gli introversi fanno così. E certamente è meno efficiente in termini di tempo. Dedicate del tempo durante e dopo la riunione per le domande e i pensieri di coloro che non avete ancora sentito. Non dovete chiamare uno a uno gli introversi, perché questo li metterebbe sotto i riflettori. Limitatevi a tenere un po’ di tempo per loro e abbiate fiducia che parleranno se hanno qualcosa da aggiungere.

Oppure, invitateli a scrivervi un email con i loro pensieri. Gli introversi spesso si sentono meglio a esprimere se stessi con la scrittura piuttosto che parlare a un largo gruppo di persone.

3. Date agli introversi tempo e spazio per esprimersi

Nelle riunioni, o tutte le volte che sono con altre persone e la mia batteria si sta prosciugando, trovo molto faticoso articolare i miei pensieri a voce alta. Apprezzo molto quando posso avere spazio per pensare e usare il tasto ‘cancella’ per fare le dovute correzioni (ce ne fosse uno nella vita reale!)

I dirigenti che mi hanno detto cose tipo: “Perché non ci pensi e poi torni da me con un piano?” sono stati i miei più preziosi alleati. Mi hanno dato non solo il tempo per riflettere sulle mie azioni, ma anche per selezionare quello che mi passa per la testa e metterlo giù in modo più chiaro rispetto a quando mi viene richiesto di tirar fuori idee su due piedi. Mi sento più sicura delle mie proposte, perché ho tempo di rifinirle, e i miei dirigenti riescono a capirle meglio rispetto a un’improvvisa eruzione del flusso di coscienza.

La vita non sempre funziona allo stesso modo. Non sempre è possibile dare al tuo dipendente introverso quello spazio e quel tempo. Ma quando ci riesci, significa molto per noi.

4. Organizzate gli eventi sociali attorno a un’attività

Gli eventi sociali sono veramente tosti per noi introversi. Il mio modus operandi tende a essere “ragazza al party che passa tutto il suo tempo con il cane/il gatto” oppure “Quella che partecipa alla festa del Ringraziamento e scappa via in cucina”. Non voglio non partecipare. In nessun modo potrei permettere che la mia introversione mi impedisse di mangiare il mio agognato tacchino. Ma ho bisogno di decomprimere per qualche minuto, ogni tanto.

In un contesto lavorativo, amo quando il focus di un evento sociale è qualcosa di più del semplice socializzare, che invece mi ‘spaventa’ e mi fa sentire forzata. La mia mente non si riesce a focalizzare su nient’altro.

Invece, creare un evento attorno a un argomento, a un film, a un video game (sì per favore!), a una partita di bowling, a qualcosa del genere metterà molto più a proprio agio gli introversi, e la conversazione scorrerà molto più naturalmente (sempre che ci sia bisogno di conversare).

5. Celebrate i punti di forza degli introversi

Non dimenticherò mai quella volta durante la pianificazione del reclutamento per l’associazione studentesca femminile. Il consulente che lavorava con noi disse: “Io guardo sempre Season. Se lei c’è, allora so che siamo pronti per partire”. Essere considerata riflessiva — come qualcuno che non si limita alla superficie giusto per arrivare fino in fondo — fu davvero figo.

E’ facile per un introverso sentirsi un po’ meno ‘adeguato’ per il solo fatto che non ha le parole pronte al momento giusto. O perché ha bisogno di qualche minuto per pensare. O sentirsi come se il mondo ti passasse davanti alla velocità della luce mentre tu stai ancora cercando di capire come infilare le prese di due monitor in un laptop. C’è un sacco di gente che proprio non riesce a capire cosa sia l’introversione.

Invece, esorterei chi dirige i miei compari introversi a celebrare la loro capacità di rallentare e pensare, in un mondo così frenetico. La loro tranquillità non è un segnale di distacco, di disimpegno. Ma è proprio l’opposto: gli introversi ascoltano davvero le persone e aspettano il loro turno per parlare.

Piuttosto che essere delusi perché non sono i primi a parlare, siate pronti  a riconoscere che probabilmente stanno usando quel tempo per capire le implicazioni del problema e arrivare con una soluzione meticolosamente strutturata. Potreste anche aiutarli quando sentono di dover essere iper-preparati su un argomento, o quando pensano troppo o diventano ansiosi per qualcosa: dategli spazio e incoraggiamento e loro saranno brillanti. Sentitevi fortunati di avere qualcuno nel vostro team che le persone cercano quando vogliono essere comprese sul serio.

Gli introversi sono spesso percepiti come lenti e antisociali. Facciamo troppe domande e abbiamo bisogno sempre di troppo tempo per pensare. Ma queste tendenze sono anche ciò che rende gli introversi di grande valore, nella società e sul lavoro.  Quando, come gruppo, stai affrontando un problema, avere diversi modi di pensare aiuta, perché il problema verrà compreso più facilmente e si finirà per avere più potenziali soluzioni  — quindi fate in modo di invitare al tavolo della discussione anche qualche introverso!

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