Lavinia Basso

Life & Job Coach

Category: Introversi (Page 1 of 2)

Perché per gli introversi è più facile scrivere che parlare?

[articolo tradotto da Introvert, Dear]

“Oh, mi piacciono i podcast!” dissi all’intervistatrice che mi stava registrando come ospite nel suo podcast, “ne ascolto almeno uno al giorno”.
“Davvero?” – replicò lei – “e qual è il tuo preferito?”
“Mmm… ecco…”. Merda! Ascolto quel podcast ogni settimana! Perché non mi viene il nome?” “È quello della NPR (la radio pubblica)… mmmh…aspetta…”. Non riuscii a tirar fuori il nome se non dopo averlo cercato su Google. E a quel punto la conversazione era già proseguita su altro, e il punto che stavo cercando di raggiungere morì di una morte pubblica e goffa.

La storia della mia vita. Quella non fu la sola volta che andai in tilt, sotto pressione. Colloqui di lavoro e appuntamenti erano il peggio. “Raccontami di te” spesso si risolveva in una momentanea ma totale perdita di memoria su tutto ciò che avevo mai fatto.

Anche in situazioni meno difficili, come in una conversazione con un amico, ho bisogno di qualche secondo per pensare prima di parlare. E non è insolito che io abbia pensieri che fluttuano nella mia testa ma che non riesco a tradurre in parole.

Perché parlare è così difficile per un introverso? Ecco cosa dice la scienza.

Gli esseri umani sono predisposti per il ‘visual thinking’

A tutti, in certe occasioni, è capitato di  ‘non trovare le parole’ o di sentirsi la lingua secca, anche gli estroversi. La ragione può essere collegata a come è connesso il cervello umano. Uno studio dell’Università di Harvard suggerisce che gli esseri umani sono più propensi, predisposti, verso il pensiero ‘visuale’ che verso il ‘pensiero verbale’.

Ciò significa che le persone tendono a pensare per immagini, non per parole. Secondo gli scienziati, questa tendenza è insita nella parte più primitiva del nostro cervello, e questo potrebbe essere dovuto al fatto che il linguaggio è una evoluzione piuttosto ‘recente’ dell’essere umano (che ha cominciato a parlare ‘solo’ 100.000 anni fa).

Le immagini che vediamo nella nostra mente, quindi, devono essere tradotte in parole. Nessuna sorpresa quindi che alle persone, ogni tanto, si secchi la lingua: i nostri cervelli fanno una gran fatica!

Ma questo non è tutto – specialmente se si tratta di introversi.

Perché per gli introversi è peggio?

Per gli introversi ‘trovare le parole’ sembra ancora più difficile. Se appartieni alla categoria, ti sarà successo di trovarti con un estroverso che non smette nemmeno un secondo di parlare. Nel mentre, i tuoi pensieri sono come bloccati dentro la tua testa e non c’è verso di farli uscire con la stessa eloquenza, a volte nemmeno di farli uscire tout court.

Il problema degli introversi con le parole fa sì che spesso vengano etichettati come ‘silenziosi’ o ‘timidi’. Ci fa apparire come se non sapessimo ciò di cui stiamo parlando, anche se spesso abbiamo intuizioni profonde e siamo esperti di un certo argomento. Ma in una società che dà valore a chi parla tanto e velocemente, può essere davvero dura essere un introverso!

Potrebbe essere che gli introversi utilizzino di più la memoria a lungo termine

Una delle ragioni per cui parlare potrebbe essere particolarmente complesso per gli introversi ha a che fare con la memoria a lungo termine. Le informazioni custodite lì sono per lo più fuori dalla nostra consapevolezza cosciente. Come dice il nome stesso, la memoria a lungo termine contiene informazioni che sono conservate da lungo tempo. Alcune di queste informazioni sono abbastanza facili da recuperare, altre molto più difficili.

La memoria a breve termine, all’opposto, è invece limitata e trattiene informazioni per pochi secondi. È quella che ci mette le informazioni sulla punta della lingua: è facile da raggiungere, ma non trattiene l’informazione a lungo a meno che noi non decidiamo di spostare quell’informazione nel ‘cassetto’ della memoria a lungo termine.

Nel suo libro del 2002, The Introvert Advantage, Marti Olsen Laney scrive che gli introversi tendono a favorire l’utilizzo del ‘cassetto’ della memoria a lungo termine mentre gli estroversi fanno l’opposto. Tirare fuori le informazioni dal cassetto della memoria a lungo termine può essere difficile: hai bisogno della giusta ‘chiave’ per aprirlo, una sorta di parola chiave che ti faccia da ponte verso l’informazione che stai cercando.

Per esempio, diciamo che stai cercando di ricordarti il tuo primo appuntamento con tuo marito; passate davanti a un ristorante italiano e senti profumo di carbonara. BAM! Quel profumo ti fa ricordare il piatto che avevi preso a quell’appuntamento ed è la chiave che ‘apre’ il cassetto della memoria a lungo termine contenente altre informazioni su quella serata.

Raggiungere quindi le informazioni contenute nella memoria a lungo termine può essere un processo lungo e complesso, e questo potrebbe spiegare perché, per gli introversi, parlare è a volte così difficile.

L’ansia non aiuta e rende difficile pensare

Un’altro motivo per cui parlare può risultare difficile per gli introversi ha a che fare con l’ansia. Non tutti gli introversi sono ansiosi – e non tutti gli ansiosi sono introversi: ma c’è sicuramente una sovrapposizione tra introversione, timidezza e ansia. Anche se un introverso non soffre di ansia in modo patologico, non è insolito che provi un po’ di ansia in mezzo alle situazioni sociali. Del resto, la sua comfort zone è a casa, nella sua tana.

Chiunque abbia sofferto di ansia sa che è mentalmente drenante, e questo ‘prosciugamento’ può rendere difficile pensare, concentrarsi e ritrovare le informazioni. Il cortisolo, l’ormone dello stress, viene rilasciato proprio durante gli stati di ansia e interferisce con la memoria e la concentrazione, tra le altre cose.

La scrittura segue altri sentieri – e per questo è più facile per gli introversi

È noto che gli introversi amano la scrittura. Molti degli scrittori professionisti sono introversi dichiarati: da John Green a J.K. Rowling, e anche se non siete introversi che scrivono per vivere, probabilmente preferite scrivere messaggi e email piuttosto che parlare al telefono.

Perché per molti introversi scrivere i propri pensieri è più facile che parlare? Secondo Laney Olson, per scrivere si usano ‘strade cerebrali’ diverse da quelle usate per parlare; e questi sentieri sembrano più facili per gli introversi. Se senti che la tua mente va in bianco, la miglior cosa da fare è provare a rilassarti e lasciare che la mente vaghi. Perché quando la mente è libera di vagare potrebbe riuscire a incappare in quella chiave necessaria per tirare fuori dalla memoria il ricordo che cerchi. Prendi tempo dicendo “ho bisogno di un momento per pensarci”. Se nulla funziona, dì alla persona che glielo farai sapere dopo, con un messaggio o un’email.

[da settembre 2018, ogni mese pubblicherò un post tradotto dall’inglese, tratto da blog, siti o libri non tradotti in italiano] 

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