Che poi è un po’ come chiedersi: vivere per lavorare o lavorare per vivere? E la mia risposta è che assolutamente SÍ, c’è dell’altro oltre il lavoro, e se te lo stai chiedendo ora forse è perché giunto il momento di mettersi a cercare la risposta, la tua risposta intendo, che non è detto che sia uguale a quella di chi ti sta accanto (di scrivania, o nella vita) – anzi ti svelo un segreto: è sicuramente diversa!

Come dice questo post che ho tradotto nel mio blog, non sempre è utile, opportuno, o necessario cambiare lavoro per uscire da una situazione di stallo, di insoddisfazione, noia, o ansia. Dipende. Dipende da come è fatto ognuno di noi, dipende dal contesto nel quale si muove la nostra vita, dipende da quanti soldi abbiamo da parte – anche se non sempre – dipende da un mucchio di cose che spesso facciamo fatica a vedere, immersi come siamo nella disperazione quotidiana.
Per questo motivo suggerisco sempre ai miei clienti di fermarsi a pensare, ma non due minuti al giorno: un po’ di più, decisamente di più, è un po’ più a lungo. Non si possono risolvere problemi che ci trasciniamo da anni in poco tempo, e chi ve lo dice semplicemente imbroglia, prende al volo una vostra debolezza e la usa a suo vantaggio: non ci sono soluzioni semplici, né veloci, per questioni complesse. E le ‘questioni’ che riguardano le nostre vite sono sempre complesse.

Il tempo

Allora bisogna prendersi tempo, quel tempo che ci diciamo sempre di non avere perché siamo troppo impegnati, beh, bisogna trovarlo altrimenti non si va da nessuna parte, non si conclude niente. Se ci diciamo che non abbiamo tempo per ‘perdere’ tempo a riflettere allora vuol dire che il cambiamento che tanto aneliamo non lo vogliamo davvero. Perché ci spaventa, perché ci mette di fronte ad alcune cose davanti alla quali non vogliamo essere messi, perché forse in fondo preferiamo lamentarci, fare le vittime, e trovare qualcun’altro da accusare delle nostre pene.

Chi invece vuole davvero cambiare, trovare una soluzione, il tempo lo trova, esattamente come tutti troviamo il tempo di fare le varie cose che vogliamo fare (vedere gli amici, uscire a cena, andare al cinema, leggere, andare in palestra, ecc ecc)

E se non so come fare a trovare questo tempo?

C’è chi sorpreso mi chiede se davvero c’è vita oltre il lavoro: si ce n’è, ce ne può essere quanta ne desideri, se solo ti metti al timone e decidi tu da che parte portare la tua barca, anziché farti trascinare dalla corrente o dal vento.

Già, c’è poi chi ha l’agenda che prevede un solo ed unico impegno: il lavoro. Inizia presto, finisce tardi, quando ci sono delle scadenze non ci sono weekend, non ci sono serate, non c’è null’altro che il lavoro. E’ questo che vuoi? O è questo che volevi, e ora non sai più se lo vuoi ancora? Forse è arrivato il momento di chiederselo, di porsi la domanda e aspettare sulla riva del fiume una risposta. Magari anche facendo qualcosa, oltre che aspettare. Perché porsi la domanda va bene, poi bisogna darsi da fare per trovare una risposta. E no, ti svelo un secondo segreto: la risposta non ‘arriva’ stando fermi ad aspettare, la risposta arriva solo se ci attiviamo, facciamo delle cose insomma, che ci aiutano a trovarla. ‘Sì, ok, ma: tipo?’

Alcuni passi da compiere

  1. Fare qualcosa di diverso e di nuovo, possibilmente tutti i giorni (ma si può cominciare con una volta alla settimana): non si deve trattare di grandi cose, anzi meglio se piccole
  2. Fare qualcosa che si fa sempre (il tragitto casa-lavoro, per dire) ma in modo diverso, con altri mezzi di trasporto o seguendo un percorso diverso, o scendendo a una fermata prima e facendo un pezzo a piedi
  3. Introdurre un ‘cuscinetto’ tra casa e lavoro. Quindi non: scendere dal letto, uscire di casa e catapultarsi in ufficio, ma qualcosa di più: leggere, scrivere, bersi un caffè al bar e leggere un giornale, fare una passeggiata.
  4. Fare una lista dei ‘piccoli piaceri’ da concedersi almeno una volta al giorno

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