Ho già detto, ma continuerò a ripeterlo, che non c’è un solo modo di essere introversi. Lo ripeto perché mi capita di sentirmi dire cose del tipo ‘ma tu sorridi, allora non sei una vera introversa’, come se ci fosse un introversione doc, e il resto fosse estroversione. Non è così. Si può essere più o meno introversi (e se lo si è poco, emergono molte più caratteristiche estroverse), come del resto dimostrano  le 8 personalità introverse di cui parla l’indicatore Myers Briggs.

Il tipo introverso ISFJ, detto anche ‘Difensore’, è il gruppo di introversi più rappresentato, oltre il 10%, e si caratterizza per la sua fortissima inclinazione verso la strenua difesa dei propri cari, amici e parenti.

Si tratta di persone con una pazienza straordinaria (il che mi esclude immediatamente e senza dubbio dal gruppo….!) che vivono per regalare momenti indimenticabili alle persone che amano. Ma spesso sono vittime del loro estremo perfezionismo e del desiderio di essere di aiuto verso il prossimo.

L’acronimo ISFJ indica:
introversione (I)
osservazione (S)
sentimento (F) e
giudizio (J).

Gli introversi ISFJ sono di solito persone molto pratiche, pragmatiche, e con i piedi per terra. Tendono a essere molto focalizzate su ciò che sta accadendo o che è appena accaduto nell’ambiente che li circonda, su ciò che vedono, sentono, di cui fanno esperienza, e lasciano le teorie ad altri: preferiscono rimanere con i piedi saldamente per terra e concentrarsi sul presente invece che perdersi in pensieri sul perché o quando qualcosa possa accadere.

Se sei interessato a conoscere il tuo tipo specifico di personalità ci sono moltissimi siti online che propongono test, ma io prediligo per completezza e livello di approfondimento quello di personalityhacker.com (che però è tutto in inglese), o quello di 16personalities.com, in cui il test e alcune pagine del risultato sono in italiano, ma il resto in inglese.

Tratti specifici di un/una ISFJ

Cosa significano dunque le 4 lettere dell’acronimo ISFJ?
Introversione: è l’attitudine, la ‘preferenza’, che l’individuo mostra di avere verso il proprio mondo interiore, diversamente da chi ha una ‘preferenza’ per il mondo che lo circonda (estroversione). Su questo aspetto mi sono dilungata molto in un post nel quale ho cercato di spiegare cos’è un’introversa, uno dei primi che ho scritto sul tema; qui mi limito a ripetere e ribadire tre concetti fondamentali:

  • essere introversi è semplicemente una caratteristica, una propensione, un tratto, come avere i capelli biondi o gli occhi scuri, non c’è niente di sbagliato, niente che non va (questo lo dico soprattutto agli introversi!); semplicemente viviamo in un mondo orientato all’estroversione, nella scuola, nel mondo del lavoro, nelle relazioni; e questo rende difficile a noi introversi trovare il nostro spazio;
  • è assolutamente necessario far pace con la propria introversione, riconoscerla, accettarla, scoprirla e studiarla, e trarne il massimo vantaggio possibile; negarla è controproducente e alla lunga pericoloso (per la propria sanità mentale e per quella di coloro che ci stanno vicino). E’ vero: si possono tingere i capelli, ma poi il colore naturale torna sempre fuori
  • allo stesso modo e conseguentemente, scimmiottare gli estroversi perché ci sembrano avere più successo in tutti i campi è inutile e improduttivo: loro sono bravi a fare alcune cose, noi a farne altre. Loro hanno la loro modalità di agire, che va bene per loro; noi abbiamo la nostra – che funziona altrettanto bene – se solo riusciamo a riconoscerla, portarla alla luce e  mostrarla agli altri (tutte cose non facilissime, lo ammetto)

Osservazione: l’attenzione si posa su ciò che viene osservato con i 5 sensi. La persona isfj preferisce mantenere i piedi per terra e focalizzarsi sul presente. Sono quindi molto bravi ad avere a che fare con i fatti, con le cose concrete, piuttosto che fantasticare su ciò che ‘potrebbe essere’, su astratte teorie, o scenari fantastici. Anche il loro modo di comunicare è chiaro e molto pratico. Questa caratteristica crea parecchie incomprensioni con i tipi intuitivi, che vedono come naif, poco pratici, e con la testa tra le nuvole.
Riescono meglio se possono concentrarsi su una cosa alla volta, invece che saltabeccare da un’attività all’altra, consumando le loro energie.

Sentimento: indica il modo in cui una persona prende le decisioni, ed è la funzione utilizzata per prendere decisioni razionali (sottolineo: razionali) sulla base delle informazioni raccolte; coloro che hanno il sentimento come funzione dominante (non esclusiva, come tutte le caratteristiche della personalità) tendono ad agire sulla base di quello che provano, di ciò che sentono.

Attenzione: questo non significa che coloro che hanno il ragionamento (T come ‘Thinking’ nell’acronimo) come funzione dominante ragionino meglio delle altre: non c’entra niente.

Valutazione, giudizio: descrive come la persona si relaziona con il mondo esterno e come prende le decisioni: ossia se preferisce uno stile di vita più strutturato e organizzato (J) o più flessibile e adattabile (P). Quello che vedono gli altri, cioè, è una persona che preferisce uno stile di vita pianificato e ordinato e che si sente più tranquilla quando le decisioni sono prese.

Altre cose importanti da sapere sul tipo ISFJ

#1 Estremamente pazienti e capaci di perdonare pressoché qualsiasi cosa alle persone che amano

#2 Affidabili

#3 Molto altruisti, fin troppo: si dimenticano facilmente che dentro il concetto di ‘umanità’ da aiutare e di cui soddisfare i bisogni, ci sono ricompresi anche loro

#4 Poco inclini al cambiamento, preferiscono rimanere nel solco della tradizione; riescono a cambiare idea solo se si arriva a un punto di scontro o ne sono persuasi da qualcuno cui vogliono molto bene

#5 Preferiscono fare affidamento su informazioni certe

#6 Perfezionisti all’estremo, anche nei confronti dei loro cari, che possono finire per tiranneggiare

#7 Attenzione a non superare la linea di tolleranza, altrimenti l’isfj potrebbe facilmente trasformarsi in un drago sputafuoco!

#8 Un buon modo per farsi apprezzare da un isfj è mostrargli il nostro apprezzamento per ciò che fa, anche per sottolineare che ‘lo abbiamo visto’. In questo modo, infatti, lo aiuteremo a ‘vedersi’.

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