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Quanta fatica si fa a chiedere

Niuzletter 30 settembre 2024
Ciao e bentrovat@,
sono reduce da un weekend di formazione che mi ha esaurito ma anche molto nutrito e provo a condividere qualcosa di quello che ho raccolto, ovviamente a tema lavoro.
E parto con una domanda:
Hai mai pensato a come sarebbe la tua vita senza il lavoro? Per alcuni sarebbe un trauma che non vogliono nemmeno immaginare, per altr@ è una boccata di ossigeno, per altri ancora è fantascienza, altri mi risponderebbero con un "ma sei pazza? Ma che domanda è?".
Io non so come sarebbe la mia vita, so però che se potessi, non lavorerei, e mi dedicherei al 100% alle millemila attività che voglio fare e che ahimè non riuscirei a fare nemmeno con 2 vite.
Però sì, se potessi scegliere, farei altro che lavorare.

Nel corso della storia il lavoro non è sempre stato quella cosa che vediamo oggi - e non mi riferisco agli aspetti tecnici ovviamente - ma lavorare era una attività infima che veniva svolta prevalentemente da schiavi e/o da persone di rango inferiore. Quelli che invece era di rango superiore (gli aristocratici), si occupavano di pensare, governare, andare a caccia, fare altre cose, tutto fuorché lavorare che era considerato un'attività piuttosto... indegna.
Come siamo arrivati alla situazione di oggi in cui più o meno tutti - salvo qualche eccezione diciamo - lavoriamo? E soprattutto come è successo che il lavoro ha fatto una scalata così veloce verso l'apice della piramide dei valori, assurgendo ad attività necessaria ma anche così legata al nostro valore di persone, tanto che se non lavori sei un fallito o non ti sei dato abbastanza da fare e in fin dei conti è colpa tua?

La risposta è molto complessa e io non credo di averla, ma ogni tanto guardare a quel che era prima, in epoche precedenti intendo, e ricordarsi che tante cose non sono come le viviamo oggi, fa bene per prendere consapevolezza e per chiedersi: cosa posso fare io allora, in questo momento e in questo contesto?

Oggi una cliente mi raccontava di una lavoro su turni che di fatto le impedisce di vedere la figlia di 2 anni: quando lei è a casa la figlia è all'asilo, quando la figlia è a casa lei è al lavoro. Si può cambiare questa cosa? E come, posto che nessuno di noi ha il potere per cambiare un sistema, un'organizzazione, un'azienda? La risposta è no, non da soli sicuramente - e questo ci porterebbe molto lontano - ma io posso cambiare qualcosa di me, posso modificare il mio modo di agire. Posso cercare un lavoro diverso, posso chiedere altri turni, posso chiedere che siano rispettati i miei diritti, posso chiedere dei permessi, insomma qualcosa posso fare!
Ma spesso - e sono, siamo, soprattutto noi donne - non ci diamo il permesso di farlo.
Rinunciamo senza nemmeno provarci o ci aspettiamo che arrivi qualcosa dall'altra parte, che si accorgano, che notino, che si rendano conto.
NO!
Chiedi!
Solo se chiedi ti sarà dato!
E no, non immaginarti o non dare per scontato che gli altri "si accorgano" (perché non è detto), e anche se si accorgono, se non chiedi, non ti verrà dato nulla!
CHIEDI!

Questo è un esempio di tanti che potrei fare, ma la sostanza è: non è detto che si debba fare sempre come si è sempre fatto, non è vero che le cose non si possono cambiare. Con fatica, tanta a volte, qualcosa possiamo cambiarla e migliorarla.
Cosa puoi fare oggi, quale piccola azione puoi compiere oggi perché la tua situazione lavorativa migliori?
Pensaci e poi scrivimelo (rispondi a questa mail), ti leggo volentieri.

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Ho letto/Sto leggendo:
Bull Mountain, di Brian Panowich
La via della gioia, di Goliarda Sapienza
La pioggia prima che cada, di Jonathan Coe
Come nascono le storie, di Pablo Trincia

A presto!
Lavinia
_lavinia basso

Chi sono

Sono una Job coach e una Life coach: il mio lavoro è aiutare le persone a essere soddisfatte e felici di quello che fanno e di quello che sono, aiutandole a trovare una nuova strada, sul lavoro e nella vita. Che tu sia dipendente o in proprio, il lavoro è senz'altro tanta parte della tua vita (come della mia!) e la strada giusta c’è, per ognuno di noi.
A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci dica come fare per trovarla: quella sono io.
Se vuoi vedere come puoi lavorare con me, puoi dare un'occhiata qui.
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare perché sono un’introversa.