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Lavorare in tempi di genocidio

Newsletter 9 ottobre 2025

Ciao reader,
non so per te, ma per me è molto difficile lavorare in questi giorni, continuare a fare quel che si deve fare, giorno dopo giorno, con un genocidio in corso.
Negli scorsi giorni ho partecipato alle manifestazioni per Gaza, per i palestinesi, contro il genocidio. Ho scioperato, a mio modo (ché essendo in proprio danneggio solo me stessa) rinviando gli appuntamenti che avevo. Appartengo a quel gruppo di persone che fa fatica a restare indifferente, a non fare nulla. Non sto dicendo che è bene o male, sto dicendo che cosa è giusto per me: io non riesco a restare indifferente, non ce la faccio proprio. Vivrei male. Starei male, peggio di come sto.
E con il lavoro, fatico.
Ma sento che siamo in molti a faticare, ce lo diciamo fra amici, con le clienti e i clienti, con tutti. Segno che un po' di umanità ci è rimasta.

So che questa newsletter parla di lavoro, e che a questo tema mi devo attenere, però non possiamo far finta che vada tutto bene e che là fuori non ci sia un mondo, nel quale siamo anche noi, dove succede quel che succede. Va trovato il modo di convivere con questo momento in cui l'umanità sembra davvero smarrita, e il senso di umanità un vago ricordo, per alcuni. Anche questo è lavoro, in senso lato: è fatica; anche questo incide, che lo si voglia o no, sulle nostre giornate, sulla nostra produttività, efficenza, efficacia - se la vogliamo mettere in termini lavorativi stretti.

Quindi sì, come sempre di lavoro voglio parlare, e di come si fa a lavorare in tempi così, con tutto quello che arriva alle nostre orecchie e ai nostri occhi. Si può fare finta di niente, si possono evitare giornali, telegiornali, radiogiornali, social, chiudere gli occhi, guardare altrove, ma la pervasività è la cifra del nostro tempo, nel bene e nel male, e non sapere davvero nulla non si riesce.
Ci ho provato anch'io qualche settimana, quest'estate, a starne fuori, non guardare, non ascoltare, per salvaguardarmi, per difendermi da tutto questo dolore, ma poi non ce l'ho fatta e ho ricominciato a guardare. E a partecipare.
Partecipare mi ha fatto stare davvero meglio, mi ha fatto stare insieme ai miei simili, ha ricreato una connessione dove invece sembrava ci fosse solo una grande frattura, una distanza incolmabile, un vuoto penumatico.
E sai cosa? Partecipare mi da energia, e quell'energia riesco a tornare a metterla nel lavoro, con le persone, che hanno bisogno del mio supporto, del mio sostegno, della mia attenzione, del mio ascolto. Partecipare è diventato un balsamo.
Non credere a chi dice che non serve a niente, che tanto se scioperi o manifesti, a Gaza continuano a morire di fame o di bombe; a questa stregua neanche un abbraccio, un bacio, una carezza, una parola può servire - di certo non ferma la fame - ma qualcosa fa.
E io voglio provarci. Voglio sentire di aver provato a fare qualcosa e di non aver girato la testa dall'altra parte.

E il lavoro?

Già, il lavoro. Il mio lavoro di cura, di ascolto, di attenzione per le difficoltà altrui, di sostegno per chi fa fatica (anche a cambiare lavoro, certo), di supporto per chi è in proprio come me... tutto il mio lavoro fatica. Io faccio fatica. Le persone che incontro fanno fatica: lasciare il lavoro in un momento così buio fa molta più paura. Oppure il desiderio c'è ma si preferisce rimandare a tempi migliori, che questi sono troppo incerti.
Lo capisco molto bene.

Ogni giorno, lo confesso, mi chiedo che senso ha, fare quello che faccio, qui.
Allora ritorno al mio perché, al perché faccio il lavoro che faccio e alla decisione che ho preso di fare qualcosa di utile per le mie persone.
E mi dico che ognuno di noi può contribuire, nel suo piccolo, per rendere questo mondo un posto migliore, non potremo certo cambiarne le sorti, ma possiamo cambiare qualcosa nel nostro piccolissimo pezzo di mondo, anche solo una persona alla volta.
Se riesco a far migliorare la vita e il lavoro di una persona, non è comunque una persona più felice e meno arrabbiata, meno frustrata, meno risentita in giro? E questo a sua volta non può produrre altri effetti positivi? E' un goccia nel mare, ma genera un piccolo spostamento dell'acqua, e magari, pian piano, onde.

E tu? Come affronti le tue giornate in questo periodo?
Leggo volentieri il tuo pensiero, basta che rispondi a questa mail.

Cosa posso fare per te (per tutti i gusti e le tasche) - lo spiegone (o ripassone)!

Sei dipendente?
  1. Trova il lavoro che fa per te - coaching 1:1 (online o in presenza a Milano, 5 incontri): 750€
  2. Trova il lavoro che fa per te - coaching 1:1 con Voxer (5 incontri): 550€
  3. Coaching di gruppo per dipendenti, 4 incontri (min 3 persone, max 7, si parte quando si forma il gruppo): 250€
  4. il mio workbook Strategie per un nuovo lavoro: €19,90
  5. Il mio blog, il mio podcast, questa NL che stai leggendo: GRATIS, ma se vuoi puoi offrirmi un caffè
Lavori in proprio?
  1. In proprio a modo tuo, 1:1 (online o in presenza a Milano, 5 incontri): 750€
  2. In proprio a modo tuo, 1:1 con Voxer (5 incontri): 550€
  3. Mentoring di gruppo per donne che lavorano in proprio, da ottobre a giugno (17 call, 2 al mese): 700€
(pssst: se appartieni a questo gruppo, se cioè lavori in proprio, forse ti può interessare la mia newsletter dedicata a chi lavora in proprio, la trovi qui)

Hai figli adolescenti?
Faccio (anche) teen coaching: sostengo e supporto adolescenti in deficit di autostima e sicurezza per ritrovarla e avviare una vita come la vogliono, per aiutarli a capire cosa vogliono fare da grandi, per mille altre piccole o grandi difficoltà che possono incontrare in questa fase della vita, per allenare e scoprire il loro talento - con il supporto dei genitori.

"Aiuto, sembra tutto molto interessante ma sono un po' confus@"
NO problem, c'è l'Open Day, il giorno in cui risponderò a tutte le tue domande: una mezza giornata in cui potrai collegarti con me online e farmi tutte le domande che desideri. Gratis.
Quel giorno è venerdì 17 ottobre (brrr), dalle 14 alle 19. Se vuoi avere partecipare clicca qui, compila e ti inserisco nella lista.
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Altrimenti, quando vuoi fare due chiacchiere e capire se e come posso esserti utile puoi fissare un incontro conoscitivo, gratuito e senza impegno, mezz'oretta in cui mi racconti la tua situazione così ci conosciamo, e poi capiamo insieme come fare, senza nessuna pressione.
Scrivimi rispondendo a questa mail oppure a lavinia@laviniabasso.it.

A presto,
Lavinia
PS: nel mentre, pare ci sia una tregua, un cessate il fuoco, qualcosa. Speriamo
_lavinia basso

Chi sono

Sono una Job coach e una Life coach: il mio lavoro è aiutare le persone a essere soddisfatte e felici di quello che fanno e di quello che sono, aiutandole a trovare una nuova strada, sul lavoro e nella vita. Che tu sia dipendente o in proprio, il lavoro è senz'altro tanta parte della tua vita (come della mia!) e la strada giusta c’è, per ognuno di noi.
A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci dica come fare per trovarla: quella sono io.
Se vuoi vedere come puoi lavorare con me, puoi dare un'occhiata qui.
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare perché sono un’introversa.