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Introversi e cura di sé


La niuzletter degli introversi 31 maggio 2019, n. 13


L'8 di maggio - un mercoledì - ho fatto (quasi) vacanza.
"Quasi" perché parte di questa newsletter l'ho scritta proprio quel giorno, ispirata da una delle tante cose che ho fatto durante la giornata di cura di me stessa.
Non volevo farla, questa giornata di stop, volevo tirare dritta come un treno fino al 15 giugno, ma non ce l'ho fatta.
Così mi sono detta: fermati (me lo sono urlato più volte a dire il vero :-))
Ho preso un caffè e fatto due chiacchiere con un'amica, ho guardato rapidamente le mail per controllare che non ci fosse nulla di urgente, ho finito un libro molto bello (è Wild, di Cheryl Strayed, e parla del suo cammino sul PCT - il Pacific Crest Trail, sentiero che va dalla California a Washington - fatto in solitaria a 27 anni che l'ha rimessa in carreggiata dopo una vita fin lì alquanto drammatica), ho scoperto che mi ero dimenticata di una cosa, ho lasciato andare e me ne sono fatta una ragione, ho pranzato sul divano, e mi sono guardata il documentario "Trovare il coraggio" di Brené Brown.
Lei è una grande ed è una delle mie personalità di riferimento e questo documentario è - ovviamente - strepitoso. Lo trovate su Netflix, e se non avete Netflix potete sempre guardare il suo famosissimo TED Talk.
Parla di coraggio e di vulnerabilità e di come non ci possa essere l'una senza l'altra, facile no? NO.
L'esatto contrario di quello che ci hanno insegnato... perché quello che ci hanno detto è che 'bisogna' essere coraggiosi, ma ci hanno anche raccomandato di non essere vulnerabili, di non toglierci mai l'armatura, di non esporci mai. Peccato che così non funzioni: per essere coraggiosi, e vivere una vita piena, bisogna accettare la propria vulnerabilità e sapere che c'è, esiste. Far finta che non ci sia non funziona, sarà allora lei a tenerci per le redini, e non viceversa.
E Brené Brown, oltre ad essere tutte queste cose, è anche un'introversa!

Ma tornando al tema della cura di sé, ho capito - o forse ho ricordato - che fermarmi mi è necessario per andare avanti: non posso andare avanti senza fermarmi, ogni tanto, a prendere fiato e a dare ossigeno al mio cervello - e alla mia anima - introversa. Se non lo faccio, dopo un po' non 'funziono' più tanto bene, faccio fatica a concentrarmi e a fare le cose che faccio sempre, faccio il doppio della fatica a fare il mio lavoro, mi dimentico tutto nel giro di pochi secondi, insomma: un disastro.
Sono molto vulnerabile da questo punto di vista, e mi ci è voluto molto coraggio per fermarmi (sì, coraggio!) e dirmi che non sarebbe successo nulla di grave. E così è stato.
La prossima volta sarò più coraggiosa? Non lo so, ma almeno avrò un precedente a cui fare riferimento... e vediamo!

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Giugno

1) Fine della scuola e conseguente liberazione da un sacco di impegni, ritmi un po' meno stressanti
2) Partenza per il cammino di Santiago (1 settimana soltanto, ma meglio che niente!)
3) Penultimo incontro del mio percorso della Via dell'artista, un percorso impegnativo ma di grande soddisfazione per chi vuole (tornare ad avere) una vita creativa. Il prossimo gruppo parte in autunno: 7 incontri una volta al mese, 250 euro. Trovi tutte le info qui!



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Aspetto la tua candidatura per raccontare la tua storia di introverso, o di introversa, (anche anonima) e condividerla con gli altri lettori di questa niuzletter, per incoraggiarli, motivarli, ecc: l'unione fa la forza, ti aspetto!

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Buon giugno!

lavinia-basso-logo
Sono una Job coach e una Life coach: il mio lavoro è aiutare le persone a essere soddisfatte e felici di ciò che fanno e di ciò che sono, aiutandole a trovare una nuova strada, sul lavoro e nella vita. Perché la strada giusta c’è, per ognuno di noi.
A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci aiuti a capire meglio cosa ci accade, creda in noi: quella sono io.
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare (perché sono un'introversa - ma questo lo sai già!)
Tra gli ultimi post del blog ti segnalo questi 3:
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