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Sarò abbastanza brava/o per...?


Newsletter Lavoro 15 novembre 2019
Lavinia_Basso-Per il tuo lavoro

Quando si tratta di mettere mano alla propria carriera, quando ne sentiamo il bisogno perché non siamo soddisfatti di quello che facciamo o quando ci troviamo costretti a farlo perché l'azienda vuole chiudere o lasciarci a casa, una delle cose di cui siamo più preoccupati è di saper davvero fare qualcosa.
Il lavoro è diventato, in molti casi, molto fluido: cominciamo a svolgere determinate mansioni , certe attività, seguiamo certi progetti e poi piani piano cambiamo genere, cresciamo (auspicabilmente!), facciamo cose nuove e diverse, magari anche un po' più complesse ed articolate. Risultato: non sappiamo più che cosa facciamo.

Ma è davvero così?
NO, non è poi proprio così. E' solo che non riusciamo ad incasellare quello che facciamo in una definizione concisa - il cd. Job title - e questo immediatamente ci porta a pensare che facciamo un insieme di cose che non hanno davvero valore sul mercato.
Da qui a dirci 'non mi prenderà mai nessuno' il passo è spesso breve.
A questo si aggiunge il difetto molto italico del sentirsi davvero competenti e a posto solo se abbiamo un titolo, un certificato, un attestato, un qualsiasi pezzo di carta che dica che sappiamo fare una certa cosa.
Sia chiaro: fare corsi, migliorarsi di continuo, voler crescere professionalmente e aumentare le proprie competenze è assolutamente un bene e una cosa da perseguire.
Quello che secondo me non va sempre bene è pensare che - benché abbiamo una lunga esperienza, questa non sia sufficiente a dimostrare le nostre capacità come un pezzo di carta.
Eppure abbiamo provato tutti la sensazione, appena usciti dall'università o dalla scuola, di non saper fare niente, di avere la testa piena di nozioni ma di scontrarci con una realtà pratica molto diversa (e questo un po' il lato negativo del nostro sistema di istruzione ma questo è un altro discorso): eppure in quel momento avevamo un titolo in mano, un bel pezzo di carta che diceva: sai fare questa cosa. Ma non era proprio proprio così...
E quindi? Perché poi, con magari 10 anni di esperienza in un certo settore, sentiamo di aver bisogno di un pezzo di carta per essere credibili? Certo, direte, ma questo è ciò che viene richiesto dal mercato.
E io risponderei: non sempre. Conta anche quanto sei credibile tu, quanto ci credi tu di saper fare quello che stai dicendo di saper fare. E in definitiva come lo comunichi.
Se racconti un po' poco convinto che quella cosa la fai da sempre, e poi aggiungi che però non hai mai fatto un corso per imparare a farla, che cosa comunichi? Che cosa 'passa' dall'altra parte?
E se invece ti presenti dicendo che da 10 anni fai quella cosa lì, che la fai bene, che hai raggiunto degli ottimi risultati, che i tuoi capi ti riconoscono capace, che sei un punto di riferimento, che, che, che..., che cosa passa al tuo interlocutore?

Forse alle volte basterebbe sentirsi abbastanza bravi per fare una certa cosa, per candidarsi a una posizione, per mandare un cv, per lanciarsi in una nuova avventura professionale e smettere di pensare che abbiamo bisogno di qualcosa in più per provarci.

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TI interessano questi temi? Sul blog trovi gli ultimi post che ho pubblicato e che parlano di Cura di sé, di Burnout e della differenza tra introversi e timidi.
Buona lettura!

E Buon autunno!
Lavinia

Chi sono

Sono una Job coach e una Life coach: il mio lavoro è aiutare le persone a essere soddisfatte e felici di quello che fanno e di quello che sono, aiutandole a trovare una nuova strada, sul lavoro e nella vita. Perché la strada giusta c’è, per ognuno di noi.
A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci dica come fare per trovarla: quella sono io.
Se vuoi vedere cosa faccio, puoi dare un'occhiata alla pagina Per il tuo lavoro
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare perché sono un’introversa.

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