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"L'introversione esiste e non è una malattia"


La niuzletter degli introversi 30 giugno 2019, n. 14
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Questa frase l'ho già letta e ripetuta diverse volte, ma stavolta l'ho virgolettata perché non l'ho detta io ma un'altra introversa, Alessandra, che ha risposto al mio appello di raccontare la propria storia di introversa per condividerla con tutti coloro che ricevono questa newsletter.
L'idea alla base di questa condivisione è che anche gli introversi, anche se spesso sono i primi a non crederci, possono essere felici e avere una vita piena e soddisfacente. Il primo passo è però sapere di essere introverso (o introversa) e il secondo, agire in accordo - e non in contrasto - con la propria natura.
Un sacco dei miei clienti sono introversi - e un sacco non sanno né di esserlo, né che cosa comporti esserlo.
Non è una malattia, tanto per cominciare, come ribadisce Alessandra.
E' solo un modo di essere che richiede determinati accorgimenti dovuti al fatto che viviamo in una società decisamente estroversa - in una più introversa, come quella giapponese, ci troveremmo forse più a nostro agio.
Se vuoi approfondire cosa significa essere un introverso, puoi leggere questi miei post:
Cos'è un'introversa
Non c'è un solo modo di essere introversi
E poi tutti gli altri post che trovi nella categoria 'Introversi'

Ma ora veniamo alla storia di Alessandra:

"Quando ho iniziato a studiare coaching e a fare un'analisi più approfondita di chi sono, ho scoperto che l'introversione esiste e non è una malattia!
La svolta definitiva è arrivata quando ho capito la differenza tra introversa e timida. Sono due cose diverse, spesso viaggiano a braccetto, ma sono semplicemente dei modi di essere e non delle caratteristiche negative da cambiare o "curare".
Sono sempre stata un'introversa inconsapevole e da piccola ero anche molto timida, cosa che ovviamente non ha aiutato la mia vita sociale. Ricordo ancora come un incubo i mini-club dei villaggi turistici dove i miei genitori mi parcheggiavano per quelle che a me sembravano ore interminabili; se non era disponibile il mini-club mia madre socializzava con i vicini di ombrellone e mi portava compagni di gioco con cui io mi sentivo costretta ad interagire...insomma, una faticaccia!
Crescendo ho smorzato molto la mia timidezza e adesso mi piace stare in mezzo alla gente (meglio comunque se in piccoli gruppi), quello che non mi era ancora chiaro era perché, nonostante un'uscita con gli amici mi piaceva tantissimo e mi divertivo, arrivavo a casa stanca morta. Poi ho capito: stare con altre persone scarica tantissimo le mie batterie: ma non sono un'asociale, sono semplicemente un'introversa!
Sono sempre stata bene con me stessa e non ho mai avuto troppa paura della solitudine, ma prima di capire davvero come funziona un introverso, mi sentivo molto in colpa verso gli amici che cercavano di coinvolgermi in mille attività. Adesso ho imparato a calibrare momenti di socialità e momenti di solitudine e, non con poco sforzo, sto cercando anche di tenere a bada i sensi di colpa.
Dopo aver fatto il test di Meyers Briggs e aver scoperto di essere una Sostenitrice (INFJ, se vuoi saperne di più su questo tipo introverso puoi leggere questo mio post) ho fatto pace con questa parte di me e ho imparato a comprenderla, ad accettarne i limiti e, soprattutto, a riconoscerne i lati positivi per sfruttarli al meglio, sia per aiutare me stessa sia per aiutare gli altri."


Se vuoi fare anche tu il test per sapere che tipo di introverso sei, ti consiglio questi due siti, che propongono un test gratuito:
16personalities.com - è anche in italiano (seleziona la lingua sull'icona del mondo)
personalityhacker.com - è solo in inglese

Con il risultato in mano, puoi leggere i miei post sui Tipi introversi (trovi i link in questo post)

Alessandra progetta brand identity per piccoli business e ti aiuta a comunicare al meglio le tue emozioni e i tuoi sogni, con le tecniche del coaching. Vuoi saperne di più?
La trovi qui:
https://alessandraclerle.it




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Luglio e Agosto


Finalmente mi fermo.
Lo so, lo so, sono un sacco di vacanze, ma la verità è che in parte mi sono necessarie per ricaricarmi (lo dice anche Joe Strummer: "no input, no output"! Se non mi ricarico, non riesco più a fare nulla), in parte lavorerò preparando contenuti e nuovi servizi - ma niente sessioni con le persone.
Camminerò, leggerò, farò quattro chiacchiere tranquille con gli amici a cena, mi occuperò di alimentare la mia mente e di trascorrere bei momenti con la mia famiglia: insomma tutto quello che so che mi fa stare bene.

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Buona estate!



lavinia-basso-logo
Sono una Coach (Life & Job le mie specialità), il che significa che alleno, ma non a uno sport: alleno le persone a fare le cose diversamente da come le hanno sempre fatte, e le aiuto così a essere soddisfatte e felici del lavoro che fanno e di ciò che sono. Insieme troviamo una nuova strada, sul lavoro e nella vita.
Perché la strada giusta c’è, per ognuno di noi. A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci aiuti a capire meglio cosa ci accade, creda in noi: quella sono io.
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare (perché sono un'introversa - ma questo lo sai già!).

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