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È difficile, ricominciare


Newsletter Lavoro 25 settembre 2020
PBP_Basso-380

Ciao!

Ho ancora negli occhi il sole accecante dell'estate, e siamo già in autunno.
È difficile ricominciare dopo quest'estate di pandemia.
È difficile ricominciare quando si vuole cambiare lavoro, direzione, strada.

Non so se si tratta della stessa difficoltà, ma lo scoprirò mentre scrivo questa newsletter, che mi vede ancora una volta in ritardo sulla mia tabelle di marcia, una cosa che non mi è capitata spesso da quando ho cominciato a fare questo lavoro.

Pensavo di essermi sufficientemente riposata per affrontare il rientro, la ripresa (di lavoro e scuola), ma al momento mi sento un po' troppo senza energie. Mi dico che è colpa del caldo di questa fine di settembre, ma non ci credo troppo - vediamo.
Poi mi confronto con tante persone che sono nella mia stessa situazione, colleghi, clienti, amici, e a parte qualche vantaggio derivante dallo smartworking - per esempio un po' di facilità in più nella gestione di questi assurdi primi di giorni di scuola a 3/4 ore al giorno, o il minor disagio da spostamenti - mi sembra che siano in molti ad aver piuttosto sofferto svantaggi: eccessivo carico di lavoro, richiesta di disponibilità oraria esagerata, difficoltà a mettere dei paletti, eccetera.
Tutto questo, unito allo stress della pandemia, ci ha portato ad essere molto più stanchi del solito, e ad avere tuttavia a disposizione lo stesso (poco) tempo di recupero.

Non è per tutti così, per fortuna: qualcuno è arrivato da me dicendomi che l'azienda gli ha concesso un mese intero di ferie per riprendersi dal grosso impegno profuso nei mesi precedenti, qualcun altro ha maturato delle consapevolezze che prima non aveva, ossia quanto spazio prende il lavoro, e deciso che d'ora in poi farà diversamente. Qualcuno ci è riuscito, qualcuno sta ancora provando a mettere dei paletti (non lavoro oltre l'ora X), altri ancora hanno cominciato a prendersi delle pause per ricaricarsi.
Per molti altri, si è arrivati o si sta arrivando alla consapevolezza che "questo lavoro non fa (più) per me", e allora ci si è messi in moto per cambiare le cose.

Ma la fatica che vedo è meno legata al fatto di aver vissuto un lockdown e più all'incertezza sul futuro, alla paura di ammalarsi e a quella di rimanere bloccati in quarantena per tanti giorni, bloccando a catena tutti i contatti. In molti si muovono circospetti.
Insomma qualcosa è cambiato in tutti noi, e forse val la pena pensare a che cosa è cambiato, a come ci sentiamo adesso, a cosa possiamo fare per stare meglio, a come possiamo affrontare la lunga e complicata stagione che ci aspetta.

Io non ho ricette salvifiche, né alcuna pozione magica.
Ho solo l'esperienza mia personale e quella delle tante persone con cui lavoro e con cui mi confronto, e mi sono convinta che uno dei modi che abbiamo per fronteggiare questa situazione è: prenderci cura di noi stessi.
Lo so che sembra a molti controintuitivo "ma come, qui c'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare a manetta, ma che dici???" Dico che una cosa non esclude l'altra!
Lo so che è faticoso trovare degli spazi, dei momenti, solo per noi e per prenderci cura di noi (soprattutto per le donne), ma so anche che è strepitosamente efficace.
Non servono ore, serve una pratica costante di piccole cose, e serve che ci 'autorizziamo' a farlo senza sensi di colpa.

Self care vuol dire fare qualsiasi cosa ci faccia stare bene, o meglio di come stiamo prima di praticarlo. Se facciamo sport, sappiamo bene la fatica che facciamo a farlo e a superare la pigrizia, e sappiamo anche come ci sentiamo bene dopo. Lo stesso vale per la nostra mente, o la nostra anima: ha bisogno delle nostre cure, ha bisogno che le dedichiamo del tempo.

Come si fa? Da dove si comincia?
Si comincia pensando a cosa ci piace fare e ci rilassa/ci dà energia/ci rende felici ecc; magari ce lo si scrive da qualche parte. E si fissa un momento sull'agenda in cui farlo, un giorno e un orario.
Oppure, senza fissarlo in agenda, lo si fa quando ci si sente che non si 'funziona' tanto bene ed è inutile continuare a stare davanti allo schermo del pc.
Può essere cambiare stanza, uscire a fare un giro con il cane, leggere, prepararsi qualcosa da bere, stendersi sul divano a guardare il soffitto (siamo in smartworking, no?), ascoltare un po' di musica... finché sentiamo che abbiamo staccato, ci siamo immersi in un altro mondo e dimentichiamo per un attimo la nostra realtà. Non serve tanto tempo, e poi si riprende con molta più calma e molta più efficacia.

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Ma tornando alla fatica, e a quanto è difficile ricominciare, anche con un altro lavoro: è vero: è difficile. È vero: è faticoso.
Ma se senti che non stai vivendo la vita che vorresti, facendo il lavoro che vorresti, ottenendo quel benessere che cerchi, allora mi sa che non c'è altra strada: devi fare quella fatica. E devi darti il tempo che ci vuole per affrontarla. Altro tema caldissimo, il tempo, in una società del tutto e subito; non tutto si può ottenere subito, né alla svelta. Per tante cose ci vuole tempo. Per i cambiamenti ci vuole tempo.
Ma di questo parleremo in una prossima newsletter!

L'autunno (incombe...)

A settembre e ottobre ho già esaurito i posti per fare percorsi con me - non posso prendere più di un tot di clienti altrimenti non riuscirei a seguirli - quindi se hai in mente di fare un percorso con me (da novembre!) e vorresti fare l'incontro conoscitivo, è meglio che ti affretti.
Puoi prenotare l'incontro qui. È sempre gratuito e sempre senza impegno.


Buona ripresa!
Lavinia
_lavinia basso

Chi sono

Sono una Job coach e una Life coach: il mio lavoro consiste nell'aiutare le persone a essere soddisfatte e felici di quello che fanno e di quello che sono, aiutandole a trovare una nuova strada, sul lavoro e nella vita.
Perché la strada giusta c’è, per ognuno di noi. A volte però abbiamo bisogno di qualcuno accanto che faccia il tifo per noi, ci aiuti nella ricerca, ci suggerisca come fare per trovarla: quella sono io.
Se vuoi vedere cosa faccio, puoi dare un'occhiata alla pagina Per il tuo lavoro
Sono sorridente, di poche parole ma sono molto brava ad ascoltare perché sono un’introversa.

Cosa posso fare per te

Per ottenere dei risultati che rendano soddisfatti del proprio lavoro ci sono tanti modi, ma tutti prevedono delle serie e approfondite riflessioni su ciò che vogliamo.
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Il percorso di coaching prevede sempre un incontro conoscitivo e gratuito, che non comporta alcun impegno e che ci serve per capire se possiamo lavorare bene insieme, se ci troviamo, se posso esserti davvero d'aiuto.
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