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Introversi & Lockdown


La niuzletter degli introversi 30 aprile 2020, n. 21

Ciao, e bentrovat*
spero che tu stia sempre bene.
Io così così, speravo in un allentamento dal 4 maggio, come immagino tutti, e invece siamo ancora qui. Ho fatto molta fatica ad accettarlo (non che potessi fare altro, però un conto è accettare, altro è subire - l'approccio con cui affronti le giornate è molto diverso) e quindi ho passato alcune giornate piuttosto pesanti.
Poi, come spesso mi accade - per fortuna! - ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno: dal 4 maggio potrò allontanarmi più dei fatidici 200m, e quindi potrò fare delle lunghe, lunghissime camminate nel parco più vicino.
Ma soprattutto, potrò risalire in sella alla mia bici (è attività motoria!) e farmi un giro per la città, per le strade che quasi sto dimenticando, a vedere se tutto è ancora lì dov'era. E mentre pedalo, lo so già, la mente mi si rischiara, il cervello si ri-ossigena, il corpo si muove, suono il campanello, sento il profumo dell'aria (vediamo se è vero che profuma, anche in centro!). Sicuramente tornerò a casa diversa, anche nell'umore.
Poi potrò rivedere qualche 'congiunto', che non vedo da più di un mese - a distanza, sì certo! ma almeno vedere di persona qualcun'altro oltre ai soliti tre che mi girano attorno sarà un'altra boccata di ossigeno.

Cosa farai tu?
In molti mi avete scritto dopo la scorsa Niuzletter, da ovunque, persino dal Giappone! Mi ha fatto un sacco piacere condividere qualche riflessione insieme, leggere quello che state vivendo, come state trascorrendo questo periodo.
Se vuoi farlo ancora, o se non lo hai ancora fatto e ne hai voglia, scrivimi, anche rispondendo direttamente a questa mail.

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Zoom e il resto

Ormai sappiamo tutto su questa piattaforma e le altre, e passiamo gran parte delle nostre giornate lavorative in call: non so voi, ma a me call del genere, con più di una persona, esauriscono quasi come un incontro con 200 persone che dura tutta una giornata.
E la cosa peggiore è che non puoi scappare, non puoi chiudere una conversazione e girarti dall'altra parte per prendere fiato, allontanarti da tutta questa socialità: devi stare lì inchiodata, ad ascoltare tutti che parlano spesso gli uni sugli altri, e il tuo cervello che va in loop e tu che non riesci a intervenire...
Un incubo.
Io mi alzo dalla scrivania esaurita e mi muovo come un sacco vuoto alla ricerca di energie da utilizzare nella call successiva, ma senza grande successo.
Capita anche a te?
E pare che sia proprio vero che gli introversi si stancano di più con le interazioni via call rispetto a quelle in persona perché il nostro cervello fa più fatica a interpretare i segnali non verbali tipo il tono di voce e il linguaggio del corpo, che ci aiutano di solito a capire chi abbiamo di fronte. E quindi maggiore energia spesa :-(

Quando poi qualche amico propone una zoom call con altre 10 'per fare due chiacchiere', io potrei morire. Il mio cervello espone un cartello 'out of service', non c'è verso che riesca a fare una cosa del genere. A meno che sia l'unica call della giornata, nel weekend, perché allora posso fare le cose alla maniera mia, da introversa, farmi un film della conversazione e andare 'preparata'.



Aprile

E' la prima volta nella vita che passo aprile chiusa in casa. Per fortuna ci sono state le fioriture a tenermi compagnia, nel mio giardinetto e fuori (la foto in apertura lo dimostra!).

Una canzone

Ho appena rivisto il film e questa canzone… mi mette sempre i brividi!



Ci risentiamo il mese prossimo!
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_lavinia basso
Sono Lavinia e sono una coach.
Parlo di introversi perché sono un'introversa non perché abbia particolari conoscenze sul tema salvo quelle che mi sono fatta fin qui, vivendo, leggendo, studiando in autonomia.
Parlo di introversi e introversione perchè non ho trovato nulla, in italiano, sul tema, salvo un libretto di uno psicoterapeuta che non mi è molto piaciuto (perché trattava l'introversione come un qualcosa di cui 'liberarsi', da 'superare' per poter vivere una vita felice) e un altro libro scritto da un coach (Introversi è meglio, di Marco Bonora), simpatico ma diverso da me.
Allora un giorno ho deciso che potevo provare a parlarne io, alla mia maniera e partendo dalla mia esperienza personale, da quello che ho studiato, e dalla mia frequentazione con tanti introversi, clienti compresi.
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