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Sindrome dell’impostore: una lettura culturale

Di fronte a degli ostacoli, spesso lasciamo la possibilità del successo agli altri, perché non ci riteniamo dei vincenti. Quando consideriamo l’ipotesi di acquisire responsabilità o prestigio, ci convinciamo subito di essere semplicemente degli “impostori”, come un attore che interpreta il ruolo di un pilota, mentre indossa l’uniforme e fa i suoi annunci dalla cabina, e non è in grado di avviare i motori.

Rischiare

Strettamente connesso al tema dei desideri che vanno fatti (ri)emergere nelle nostra vite, di cui ho scritto in Dove sono finiti i desideri?, è il concetto di rischio: nessun desiderio (o quasi) potrà essere mai raggiunto senza una più o meno grande componente di rischio: la strada verso una vita piena di gioia è costellata da paure, e prima ce lo mettiamo in testa meglio è.
Per inseguire i nostri desideri dobbiamo passare attraverso gli inevitabili terrori che saltano fuori da chissà dove (chissà dove?) per farti fare un passo indietro.

perfezionismo

Little Miss Perfect ovvero “Del Perfezionismo”

Quante volte ti sei astenuta dal dire o più spesso dal fare qualcosa, in attesa che fosse “tutto a posto”? Quante volte hai rimandato, pensando che “ancora non ci siamo, c’è qualcosa che ancora…”? E quante volte hai abbandonato strada facendo un progetto, un’attività perché non era – secondo i tuoi standard – perfetto? Se queste volte sono state tante, hai un problema con il perfezionismo, che non è aspirare al meglio ma avere paura di sbagliare. Sei una “Little Miss Perfect” ed è ora di cambiare!

Autostima, sicurezza, efficacia

Che cos’è l’autostima?
E’ quella caratteristica che ci fa fare le cose, che ci fa procedere nella vita, che ci fa sentire capaci di fare… più o meno qualsiasi cosa.
Può essere equilibrata, bassa o alta. Ovviamente lo stato ottimale è che sia in equilibrio; quando l’autostima è troppo alta si è ‘troppo pieni di sè’ e quando è bassa viaggiamo sempre molto cauti, come se camminassimo sulle uova: faticoso!

Com è andato il mio ‘shopping ban’ (e perché l’ho fatto)

Dallo scorso 21 settembre, fino al 16 ottobre, io e il gruppo del Mentoring Club ci siamo lanciate una sfida: un mese senza acquisti, salvo quelli necessari. Tra di noi ci sono le shop addicted, le sobrie, le equilibrate, le compulsive, le attente: un po’ di tutto insomma. E c’è chi come me ha subito pensato: ma non ho bisogno di fare uno shopping ban, sono una consumatrice attenta e consapevole! Subito dopo è però arrivata la coach dentro di me a dirmi: ma se sei così sicura perché non partecipi? Così verifichi questa tua convinzione! E così ho fatto.

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