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Com è andato il mio ‘shopping ban’ (e perché l’ho fatto)

Dallo scorso 21 settembre, fino al 16 ottobre, io e il gruppo del Mentoring Club ci siamo lanciate una sfida: un mese senza acquisti, salvo quelli necessari. Tra di noi ci sono le shop addicted, le sobrie, le equilibrate, le compulsive, le attente: un po’ di tutto insomma. E c’è chi come me ha subito pensato: ma non ho bisogno di fare uno shopping ban, sono una consumatrice attenta e consapevole! Subito dopo è però arrivata la coach dentro di me a dirmi: ma se sei così sicura perché non partecipi? Così verifichi questa tua convinzione! E così ho fatto.

Tempo per stare da soli

Cosa significa stare da soli e perché farlo (ogni tanto)

Che cosa significa stare da soli? Stare da soli non significa necessariamente essere soli. Stare da soli significa stare in compagnia della tua vera anima gemella: te stesso. Perché poi, si sa, tutto comincia da noi stessi: la relazione con i nostri figli, con il partner, la famiglia, i tuoi amici. Il tuo lavoro, i tuoi sogni e i tuoi obiettivi. Il modo in cui ti muovi nel mondo. Tutto comincia con TE.

Certezze e incertezze nell’autunno di una pandemia

Mai come in questo periodo mi sento – ci sentiamo un po’ tutti, credo – appesi a un destino che non riusciamo a controllare: la seconda ondata di questa pandemia ci risparmierà? Finiremo di nuovo in lockdown? Come sarà la nostra vita fino al vaccino (ma anche un po’ dopo)? Dovremo mettere sempre le mascherine? L’incertezza ci crea ansia ma potrebbe anche essere uno spazio in cui muoverci per trovare un’altra strada, un’altra modalità, altre frequenze.

Riconoscere il burnout prima di essere… carbonizzati

Riconoscere, affrontare e superare il burnout non è affatto facile, ma neanche impossibile. Tra le tante cose che ho letto sull’argomento, questo brano tratto da Simple Abundance di Sarah Ban Breathnach è uno dei pezzi più potenti ed efficaci. E allora l’ho tradotto qui.

Un diario è utile, nei momenti difficili, soprattutto per gli introversi

Come ho già scritto in un altro articolo, sulla carta il lockdown avrebbe dovuto (potuto) essere il paradiso per gli introversi. Ma non è stato così: né per chi viveva da solo, né tantomeno per chi – come la sottoscritta – ha convissuto e convive con altre persone. Come ci si organizza? Come si cerca di ‘sopravvivere’? Non è affatto semplice, ma una soluzione può essere quella di tenere un “diario di bordo”.

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