Come ho già scritto in un altro articolo, sulla carta il lockdown avrebbe dovuto (potuto) essere il paradiso per gli introversi. Ma non è stato così: né per chi viveva da solo, né tantomeno per chi – come la sottoscritta – ha convissuto e convive con altre persone. Come ci si organizza? Come si cerca di ‘sopravvivere’? Non è affatto semplice, ma una soluzione può essere quella di tenere un “diario di bordo”.

Ho letto vari articoli in rete sull’argomento, e molti ripetevano lo stesso concetto: nonostante le ‘apparenze’, il lock down è stato molto pesante anche per gli introversi, che pure normalmente stanno bene da soli e faticano invece nelle relazioni sociali. Tutto vero, salvo che comunque le relazioni sociali fanno bene a tutti, introversi ed estroversi, anche se in diversa misura. Mentre infatti gli estroversi si caricano di energia durante le interazioni sociali, per gli introversi funziona esattamente al contrario: le relazioni sociali ci ‘succhiano’ energie e per ricaricarci e ritrovare nuove energie abbiamo bisogno di starcene un po’ da soli, in pace, magari anche in silenzio.

Tuttavia, lunghi periodi di nulla o scarsa relazione sociale non ci fa bene neanche a noi introversi, in primo luogo perché un conto è scegliere di avere poche relazioni sociali, e/o sapere di doversi ricaricare in solitudine dopo di esse, tutt’altro è essere costretti a non averne, e doversi limitare a quelle virtuali, che sono ben altra cosa da quelle reali.
E’ altrettanto vero che spesso gli introversi ‘funzionano’ meglio nelle relazioni online, nelle quali riescono infatti ad esprimersi più pienamente, ma è anche vero che le videochiamate sono mediamente molto faticose per un introverso, che, abituato a captare anche segnali ulteriori oltre alle parole dette (gesti, tono di voce, sguardi, ecc) fatica 3 volte tanto perché questi segnali, online, si percepiscono molto meno – oltre alla visuale limitata della persona che si ha ‘di fronte’. E’ per questo che le video call sono un vero incubo per gli introversi!

Come può esserti utile un diario?

E’ probabile che molti siano un po’ perplessi dall’invito a scrivere un diario buttando dentro le proprie emozioni, la propria ansia, tristezza, solitudine. Però è un modo molto efficace per buttarle fuori, esserne consapevoli e mettere un po’ di distanza tra noi e loro. Ovviamente non tutti i giorni saremo felici di mettere nero su bianco questi sentimenti, soprattutto considerando che magari nella maggioranza dei casi potrebbero trattarsi di emozioni negative, ma vale la pena fare un tentativo.

La scrittura infatti, come ho già scritto in altri post, è uno strumento molto potente per comprendere noi stessi, le cose che ci accadono, la vita in generale. E per gli introversi lo è ancora di più.
Perché proprio per gli introversi? Perché gli introversi hanno la tendenza a rimuginare troppo, e tenere un diario dove mettere nero su bianco questi rimuginii può aiutare a risolvere i conflitti nella nostra testa. Gli introversi appaiono molto tranquilli all’esterno ma la verità è che le nostre menti sono piene di pensieri, opinioni, ricordi, idee. Tenere un diario può essere un buon modo per scaricarli e trovare un posto sicuro per i pensieri che gli altri non possono/non riescono a capire. E questo funziona in ogni momento, ma in special modo nei momenti difficili.

Quali sono i benefici del tenere un diario?

1. Ti aiuta a esaminare le emozioni

Mai come in questo momento storico, nella pandemia, esaminare le proprie emozioni può essere utile: c’è il distanziamento sociale, le relazione mediate da guanti e mascherine, forse non possiamo ancora (o non riusciamo) ad avere le relazioni sociali “di prima” e in ogni caso ci sono un mucchio di altri problemi che incontriamo giorno per giorno. Allo stesso tempo però ci viene richiesto, e in parte è giusto così, di riprendere le nostre vite di sempre.

Scrivere può essere utile per riconoscere che siamo tristi, arrabbiati, o che ci sentiamo impotenti o in colpa: il semplice atto di scrivere (a mano!) ci aiuta a capire cosa, quale emozione stiamo davvero provando e a dare un senso a tutti i pensieri che corrono nella mente, possiamo essere del tutto sinceri e non dobbiamo nascondere nulla.

2. Diventiamo più gentili con noi stessi

Con un po’ di pratica, riusciremo ad avere molta più compassione verso noi stessi. Il senso di colpa per non essere abbastanza produttivi, o perché ‘perdiamo tempo’, o ancora perché ci viene da piangere (e piangiamo!) potrebbe essere rimpiazzato da una maggiore gentilezza: è ok stare male, avere giorni no, improduttivi, o sentirsi sconvolti. E’ davvero un momento difficile quello che stiamo vivendo e dobbiamo essere pazienti prima di tutto con noi stessi.

3. impariamo ad affidarci agli altri in modo sano

Da introversi quali siamo, ogni tanto siamo convinti di poter fare, vivere, senza gli altri. Ma magari mettere nero su bianco le nostre emozioni al riguardo può farci rivedere questa posizione e farci capire quanto invece ci mancano le relazioni con le persone a cui vogliamo bene, e quanto abbiamo bisogno di un amico quando veniamo travolti dai cattivi pensieri. E possiamo anche realizzare che se anche diciamo che non stiamo molto bene, questo non ci rende meno indipendenti.

4. impariamo ad apprezzare le piccole cose della vita

La gratitudine, già! Fare journaling può aiutarci a vedere le tante piccole cose della nostra vita che ci rendono felici, e che prima faticavamo a vedere. Segnarsi ogni giorno le cose che ci hanno fatto sorridere e ci hanno fatto bene al cuore e all’anima è una grande medicina! Ne ho scritto anche qui.

Nei momenti difficili, quando è facile farsi consumare dai pensieri negativi, riuscire a scovare dei momenti belli in ogni giornata può davvero cambiare la tua prospettiva!

5. si imparano un sacco di cose su se stessi

Anche rimuginando, in realtà, ma credo che scrivendo si vada ancora più a fondo, e con più costrutto; scrivere ci costringe ad essere più lucidi, a non essere troppo involuti, a sviluppare e spiegare concetti, così da renderli più chiari prima di tutto a noi stessi. E questo può aiutarci tanto in seguito anche con gli altri. Scopriamo ancora di più chi siamo e come siamo, e questa chiarezza ci aiuta a esprimerci meglio anche con gli altri, e in definitiva a farci capire meglio dagli altri.

Non sai da dove partire? Ecco alcune idee

Se tutto questo ti è piaciuto, e ti ha convinto, ma ti senti un po’ perso davanti alla pagina bianca, ti suggerisco alcune domande da cui potresti partire; vedrai che una volta partito poi altre idee non tarderanno ad arrivare!

  1. Cosa ti è stato particolarmente pesante negli ultimi tempi?
  2. Cosa invece ti ha reso felice, o ti ha strappato un sorriso?
  3. Qual è la tua emozione ricorrente? Descrivi anche come la senti nel corpo
  4. Che cosa avresti voglia di fare in questo momento, proprio adesso?
  5. Che cosa puoi fare per rendere la tua giornata più ‘accettabile’?
  6. Scrivi una lettera ad una persona che non vedi da tempo e raccontagli quel che ti succede.
  7. Con chi avresti voglia (!) di litigare? Scrivi un dialogo con questa persona, dicendole tutto quel che vuoi: sfogati!

 

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