[articolo di Grace Sinclair, tradotto da Introvert, Dear]

Una delle cose più grandi che un introverso deve gestire nella sua vita è il senso di sopraffazione. Questo può letteralemnte spegnerci dal punto di vista emotivo e fermarci dal funzionare bene. E qui è dove la cura di sé deve fare il suo ingresso. la cura di sé è assolutamente necessaria, vitale, per noi ‘tranquilli’ se vogliamo esprimere il nostro potenziale e vivere una vita felice e in salute. Senza di essa, non sopravviveremmo in questo mondo estroverso e rumoroso.

Cos’è dunque la cura di sé? Secondo il dizionario Oxford, la cura di sé èla pratica di prendere un ruolo attivo nel proteggere il proprio benessere e la propria felicità, in particolare nei periodi di stress”.

Due delle parole più significative in questa definizione sono “pratica” e “ruolo attivo” perché esse presuppongono che la cura di sé sia qualcosa che dobbiamo fare intenzionalmente – ancora e ancora – per proteggere la nostra salute e il nostro benessere. Non è qualcosa che possiamo fare una volta e poi dimenticare, o permettere che cada nel dimenticatoio. È piuttosto qualcosa che dobbiamo fare regolarmente in modo da poter funzionare al meglio.

La cura di sé è importante per chiunque, sia chiaro, ma per noi introversi è ancora più importante. Perché? Perché noi veniamo velocemente spossati dal socializzare, e abbiamo bisogno di un tempo sufficiente da soli per mantenere (o recuperare) le nostre energie.

5 motivi per cui la cura di sé è importantissima per un introverso

1. Ci serve per conoscerci meglio – e per soddisfare i nostri bisogni

Nel momento in cui ci prendiamo bene cura di noi stessi e impariamo a trascorrere del tempo a fare ciò che ci rende felici, creiamo anche una relazione più forte con noi stessi. Scopriamo quali sono i nostri veri bisogni e desideri e di conseguenza siamo meglio equipaggiati per realizzarli. la relazione più importante che avremo nella vita è infatti quella con noi stessi. E connettersi alla nostra parte interiore richiede impegno e un continuo investimento delle nostre energie e del nostro tempo. Momenti di controllo emotivo e appuntamenti con se stessi creano spazio per la scoperta di sé. Saremo sempre occupati a fare qualcosa e ci sarà sempre qualcosa che attira la nostra attenzione… siamo umani! Ma è anche perfettamente giusto avere del tempo ‘vuoto’ e prenderci cura di noi stessi. Deve diventare anzi parte della nostra routine. Quand’è stata l’ultima volta che hai preso un appuntamento con te stesso/a? Un’ora (o più) tutta per te. Un posto tranquillo dove ti ‘spegni’ completamente e ti ricarichi.

2. La cura di sé è un ancòra nei ‘momenti difficili’

La pratica della cura di sé è come avere un’ancora nella nostra vita, qualcosa a cui aggrapparci e che ci tenga fermi e centrati in un modo sovrastimolato. Quando la vita ci sfida (inevitabilmente), il self-care ci dà qualcosa di stabile su cui stare. È sempre utile quindi avere nello zainetto quello di cui potremmo avere bisogno: può essere praticare yoga, journaling, tapping (EFT), una tecnica che unisce l’agopuntura con la  moderna psichologia e consiste nel battere con i polpastrelli delle dita alcuni meridiani sul corpo mentre si pensa (o si parla) al problema che ci sta causando disagio. È un processo che aiuta a diminuire l’ansia e che sblocca i blocchi emozionali.

A volte, anche piccole variazioni della tua vita quotidiana posso fare un sacco di differenza: potrebbe essere pranzare all’aperto (lontano dal tuo ambiente di lavoro), andare a letto presto, o avere una routine di esercizio fisico. Oppure ancora potrebbe essere alzarsi un’ora prima la mattina per avere la cosa tutta per sé. La cura di sé ha il potere di creare un circolo virtuoso nella tua vita: più ne fai, più riesci e trovare il tempo e l’energia per fare le cose cui davvero tieni.

3. È il primo passo per creare dei sani confini con gli altri

Megan LeBoutillier ha scritto un libro che raccomando caldamente: No Is a Complete Sentence. Questa fantastica parola di due sole lettere (che ora anch’io amo usare) non necessita di alcuna spiegazione perché è affermazione chiara e potente. (…)

Una parte essenziale della cura di sé è usare la parola NO regolarmente e senza bisogno di scusarsi. E’ abbastanza divertente quando diventa la norma dire no e non sentirsi in colpa; è molto potente esprimere in questo modo i tuoi bisogni e i tuoi standard – ma bisogna fare un po’ di pratica.
Si sperimenta una certa libertà nel diventare esigente sul quando dire di sì, che è il primo passo verso la creazione dei confini nei confronti degli altri. Quando decliniamo rispettosamente le richieste o gli inviti degli altri per mantenere fermi i nostri standard di self care, mostriamo agli altri che la nostra salute mentale ed emozionale ci stanno molto a cuore. Phil McGraw la mette così “Insegniamo alle persone come devono trattarci”.
I confini sono essenziali per avere relazioni sane e se qualcuno non rispetta il tuo no, allora probabilmente non è una persona da avere attorno: I confini cominciano sempre con te al primo posto. (Puoi trovare qualche consiglio su come dire di no in maniera efficace qui – in inglese).

4. Ci mette in una posizione comoda

Una delle cose che gli introversi odiano sono le sorprese: niente gli crea maggiore ansia che l’inaspettato. Questo accade quando un amico o un familiare ci piomba in casa (i.e. nel nostro santuario) inaspettatamente o senza aver avvisato. O se un collega ci chiede un favore mentre stiamo facendo altro. Ci fa sentire a disagio e a volte anche all’angolo perché richiede la nostra immediata attenzione.
E’ in questo momento che il ‘prendersi cura di sé’ ci viene in aiuto, facendoci dire: ‘te lo faccio sapere’, ‘ne parliamo dopo’ o ancora ‘adesso non è un buon momento’: queste risposte ci permettono di avere lo spazio di cui abbiamo bisogno, da introversi, per valutare e capire bene come ci sentiamo prima di impegnarci a fare quel che ci è stato richiesto. Ci dà l’opportunità di interagire con le persone in modo aperto e onesto, ma anche la possibilità di essere noi stessi.

5. Riusciamo così a fare le cose che amiamo

Per gli introversi, un ampio “me time” (tempo per me) non è un lusso – è una necessità. L’idea di solitudine e di riposo varia per ognuno di noi. Per alcuni, è connettersi con la natura facendo una lunga passeggiata nel parco o passare del tempo in riva all’oceano. Per altri può essere avere un intero pomeriggio o serata da soli a guardare Netflix. Non importa l’attività, l’importante è sapere che cosa ti aiuta a rilassarti e ‘staccare’. Gli introversi sono per natura dei pensatori  — a volte pensano troppo — e quindi quando ci prendiamo cura di noi dobbiamo anche trovare dei modi per ridurre il nostro rimuginare. Se la tua mente è ancora molto attiva anche dopo i tuoi tempi di solitudine, allora forse è perché attorno a te ci sono troppi stimoli: trova il tuo personalissimo modo per staccare e ricaricarti. La tua mente e il tuo spirito te ne saranno grati.

Avere un programma di self-care non significa che non andrai mai più in ansia o che non ti sentirai più ‘sopraffatto’, ma che sarai equipaggiato per gestire le sfide quando arriveranno. Il self-care ci dà l’opportunità di rallentare, tirare il fiato, e prenderci una pausa dal nostro mondo così frenetico e dominato dal digitale. Più impari a fare di te stesso una priorità, più avrai la migliore versione di te… tranquillamente.

 

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