Nel mio precedente post ho proposto l’esercizio dei 30 desideri (se non l’hai fatto te lo consiglio caldamente). Se hai fatto fatica ad arrivare a 30, non ti preoccupare perchè non sei sol3, anzi sei in ottima compagnia: anch’io feci fatica la prima volta, e ne faccio ancora, ma meno dell’inizio sicuramente.
Però posso assicurarti che tutti fanno fatica: e c’e chi non arriva nemmeno a 10.
Come mai? Perchè ahinoi siamo abituati fin da piccoli a pensare che ‘volere’ – desiderare – è un’attività estremamente pericolosa.

Fin da bambini vediamo i nostri genitori allontanarsi dai propri desideri, e annotiamo mentalmente di fare la stessa cosa. Quando non otteniamo ciò che vogliamo, ci condizioniamo a non sperare più. Se osiamo dare voce a un sogno, siamo pronti a sentire una serie di ragioni per le quali non possiamo o non dovremmo sognarlo. Entro l’età  dell’adolescenza molti di noi hanno rimpiazzato la consapevolezza dei propri desideri con considerazioni sul tema: “Del perché non dovrei volere quello che voglio”.

Questo pensiero rimbalza e ritorna nel nostro cervello, come in un loop senza fine, tutte le volte che sentiamo che sta arrivando un desiderio: “Non avrò mai ciò che voglio, quindi pensarci non farà altro che frustrarmi”, o “Se non desidero nulla, non sarò mai deluso” o ancora “Desiderare ciò che desidero è puro egoismo”.

Beh, ho una notizia: non è per forza così che devono andare le cose. Possono andare diversamente. Ecco come.

La lista dei 30 desideri: cosa ci faccio?

Dunque diciamo che hai fatto la tua lista con i 30 desideri che vuoi vedere realizzati entro 6 mesi, che farne ora? La vogliamo tenere solo lì sul comodino (o nell’agenda), o vogliamo muoverci e fare qualcosa nella direzione della loro realizzazione?
Direi la seconda, anche se la mera rilettura giornaliera non è del tutto inutile, anzi! Serve a far capire al nostro cervello che deve fare qualcosa – anche se il processo è un po’ lento. Se vogliamo velocizzare la faccenda, posto che abbiamo sei mesi per raggiungerli, beh, ecco, forse è il caso di darsi una mossa. Che fare dunque?

Reimparare a desiderare. Prendi la tua lista e rileggila ogni giorno. Ogni giorno “pesca” un desiderio a caso, o quello che desideri di più, quello che vuoi, ed esaminalo con estrema attenzione – come dice Martha Beck con una mente curiosa, benevola e accogliente”.
Lo scopo di questo esame approfondito del singolo desiderio è identificare, articolare ed esplorare i tuoi desideri.

Perchè lo facciamo? Perché a volte i desideri che abbiamo messo nella lista… non sono veri desideri, o non sono i nostri desideri più profondi, ma sono il risultato di svariati condizionamenti esterni. Perché alle volte confondiamo i desideri con gli obiettivi. Perchè – infine – è bene prendersi del tempo per essere sicuri di ciò che abbiamo scritto.
Per arrivare a scoprire i nostri desideri più profondi, che sono quelli davvero e autenticamente nostri, dobbiamo prenderci un po’ di tempo per conoscerli meglio: per capire se vogliamo aggiungere o togliere qualcosa, o se la vogliamo specificare; o per essere certi che la nostra mente non ci sta tendendo dei tranelli, censurando degli aspetti o immischiandosi subito tra i nostri desideri alla ricerca del mondo migliore per metterci i bastoni tra le ruote – per esempio dicendo “non puoi davvero desiderare questa cosa, sei pazz3???”, o che desiderare questo o quello è “ingiusto/illegale/sconsiderato, una cosa che semplicemente non si fa”.
Ascoltati con mente curiosa e benevola, senza giudizio, e lascia fluire i desideri.

Se ancora hai dei dubbi, puoi cercare di capire come ti fa sentire un certo desiderio: vai in ansia? Sei divertit3? Sei eccitat3? In generale, le tue emozioni verso quello specifico desiderio sono positive o negative? Lasciate guidare: se le emozioni sono positive è molto probabile che il tuo desiderio sia quello giusto per te.
Se sono negative…. mmmmh

Quando sei arrivat3, un desiderio al giorno, alla fine del mese di esplorazione dei tuoi desideri, passiamo alla fase di realizzazione. ricorda che non è detto che tutti trovino realizzazione – c’è la vita di mezzo! – ma non è un fallimento, c’est la vie!

Realizzare i propri desideri

Da dove si parte? Partiamo da un desiderio e cerchiamo innanzitutto di capire se è realizzabile immediatamente, se è ricorrente nel tempo (tipo: andare al cinema), se ci sono delle condizioni che si devono avverare, o altro. Se possiamo fissare una data – di solito si può – per la sua realizzazione, mettiamola. Tipo: andare a Venezia; diventa “andare a Venezia il 17 giugno”. A quel punto è abbastanza facile metterlo in agenda, comprare il biglietto del treno, prenotare un albergo ecc ecc.
Se invece il desiderio è più complesso, niente panico né ansia da “non ce la farò mai”, ma piuttosto sano realismo: spezzettalo in vari passaggi, in modo che siano affrontabili senza troppa fatica o in tempi troppo stretti ma che comunque ti facciano procedere nella direzione della realizzazione del tuo desiderio.

Infine, ricorda che i desideri si realizzano se e solo se ci impegniamo per realizzarli – ossia se programmiamo, pianifichiamo, prenotiamo, organizziamo – sì, hai capito bene, esattamente come un obiettivo. A volte invece ci poniamo nei confronti dei desideri come di fronte a qualcosa che “accade”, e sì, qualche volta può succedere (quando???) ma di solito – ehm – non funziona.
Se ti fa un po’ strano trattare un desiderio come un obiettivo puoi sempre immaginarlo, pensarlo, come un qualcosa che ti farà essere più felice e che ti porterà nella direzione della vita che vuoi tu!

E alla fine?

Alla fine dei sei mesi (quindi diciamo attorno al 10 dicembre) riguarderai la lista dei 30 desideri e farai un check di cosa hai realizzato, come ti ha fatto sentire, cosa ha portato nella tua vita; è probabile che non tutti i tuoi desideri vedranno la luce, te ne ho già accennato, ma va bene così: l’esercizio è anche imparare che alle volte i desideri non si realizzano, succede, e si sopravvive. Che fare, in ogni caso, dei desideri che non hai realizzato? Hai tre possibilità:

  1. abbandonarli – forse non erano davvero dei desideri
  2. rimetterli nella lista dei prossimi 6 mesi, se pensi che non hai avuto tempo e modo di realizzarli ma continuano a interessarti
  3. rimodularli, ossia renderli leggermente diversi da prima e più “interessanti” – per te, ovviamente!

Pront3?

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