Quando sei all’inizio della tua avventura nel lavoro in proprio, o quando sei in un periodo in cui le cose non vanno come vorresti, uno dei primi pensieri è quasi sicuramente un pensiero tragico, che può andare da “oddio ho sbagliato tutto!” a “nessuno vuole quello che vendo” e anche “quello che faccio non interessa nessuno”, e via così, come se un errore, un momento no (peraltro tutto da verificare che sia a causa tua o del momento o del mercato, o di qualsiasi altra cosa), un passo falso, un corso che non ha venduto eccetera, potesse mettere in discussione tutto dalle fondamenta. E tutto viene anche trasformato in un’accusa nei confronti di noi stesse (attività in cui siamo bravissime!).
Ma purtroppo lavorare in proprio è proprio questo: imparare a stare in equilibrio mentre fai su e giù sulle montagne russe. Non te l’avevano detto?
E’ un oscillare continuo tra i pensieri negativi, e quelli positivi – ahimé sempre troppo pochi – e che vanno da dei neutri “dai che stavolta è andata bene!”, “ora provo così, vediamo se funziona…” fino ad arrivare a grandi e impetuosi EVVVAIIII!
Le montagne russe quotidiane
Cosa succede se non sei mai stata sulle montagne russe? Cosa succede la prima volta che ci sali? Rispondo per me: ho paura, paurissima, urlo, chiedo di scendere, urlo che voglio scendere, mi tengo stretta alla barra tanto che poi le mani mi fanno male e non riesco più a muoverle, scendo che barcollo, il cervello è in pappa, lo stomaco è sottosopra magari anche vomito (tutte cose che sono successe davvero!).
Che faccio? Posso decidere che non fa decisamente per me (eccomi), posso decidere di riprovare pensando che andrà meglio, posso essere assolutamente entusiasta ed adrenalinica e volerlo fare ancora e ancora…
Lo stesso accade nel lavoro in proprio.
Prima cosa: non è per tutti, e questo ce lo dobbiamo mettere via. Se ti terrorizza, forse meglio lasciar perdere! Se ne hai paura ma al contempo ti incuriosisce, ecco che lì puoi fare uno sforzo, provare, e vedere cosa succede.
Seconda cosa: deve essere chiaro che devi cambiare la tua mentalità, in ogni caso. Sicuramente se vieni da un lavoro dipendente, ma anche se hai la partita iva e finora però non sei stata tu a capo del tuo business. Bisogna imparare a stare dall’altra parte del tavolo. E bisogna mettersi in testa che lavorare in proprio è un continuo cambiamento, talvolta del business, sicuramente della tua personalità. Lavorare in proprio ti mette di fronte chi sei, i tuoi limiti, le tue capacità e le cose che devi ancora imparare, la tua flessibilità. Io non penso che basti un business plan per tutto questo. Ci vuole molto di più.
E’ il suo bello e il suo brutto, è il motivo per cui in tante abbiamo scelto di lavorare in proprio e assumerci un rischio bello grosso. Ed è anche quello che ci fa saltare fuori dal letto la mattina, anche se non sappiamo bene cosa ci aspetta…
Uno dei tanti rischi che si corrono quando si è in proprio è fare un investimento, di tempo e di denaro, per un corso, un workshop, un webinar, qualsiasi cosa che sulla carta è fighissimo, ma che poi davanti al prezzo ci fa chiedere: “manterrà davvero quel che promette? Davvero imparerò questo e quello? Davvero imparerò a fare anche questa cosa?”
La risposta non ce l’abbiamo, non possiamo che fidarci del nostro istinto che ci ha portato su quella pagina, su quel sito, a seguire quella persona, a farci dire che forse è la persona giusta per noi, che ci piace quello che scrive e quello che pubblica. Ed è già parecchio!
Un’altra prospettiva
Ora provo a passare dall’altra parte, e a proporti la prospettiva opposta, quella di chi vende qualcosa che non può essere (magari non del tutto) mostrato, fotografato, publicato, messo in vetrina. Sono dall’altra parte del bancone e mi chiedo: come faccio a far capire a chi mi legge, mi segue, mi ascolta, che c’è del buono in quel che faccio, che propongo, che vendo?
E che posso essere davvero la persona che ti aiuterà a risolvere il problema che hai in questo momento?
Perchè chi mi ascolta vorrebbe una certezza al 100% che quei soldi saranno spesi bene.
E allora ti chiedo: quante volte ti è successo? Quante volte un medico ti ha soddisfatto al 100%, una borsa ti ha soddisfatto al 100%, un vestito ti ha soddisfatto al 100%?
A me poche. Perché niente è davvero perfetto (forse solo la natura – ma quello non è il mio campo :-)).
Quindi non starò qui a dirti che se partecipi al mio gruppo di Mentoring sarà tutto perfetto, otterrai tutto quel che vuoi, imparerai tutto-quel-che-c’è-da-sapere per avere un business, raggiungerai tutti gli obiettivi che vorrai e farai soldi a palate: può essere – e te lo auguro – ma potresti ottenere (anche) un mucchio di altre cose, diverse da quelle che ti eri immaginata, ma altrettanto utili per sviluppare il tuo business: una mentalità flessibile, una resilienza alle avversità, una capacità di ricominciare da capo, di riprovare, di sperimentare: ancora e ancora e ancora.
Ma soprattutto credere, ostinatamente, in te stessa e nel lavoro che fai, e nel fatto che questo abbia un valore per le tue giuste persone.
Questo è ciò che credo di poterti offrire, e credo anche a un prezzo accessibile.
Lo so che se una non sta fatturando – o sta fatturando meno di quanto avrebbe desiderato – si fa mille menate. E’ così anche per me! Però fidati quando ti dico che a volte la scelta che appare meno sensata (sono senza soldi, non posso spenderne) può avere senso nella vita, ma può averlo molto meno quando lavori in proprio: il rischio va calcolato e poi va preso.
Non è un debito: è un investimento su te stessa e il tuo lavoro.
Il mio gruppo di Mentoring riapre le porte, e ricomincia a fine settembre.
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