Mai come in questo periodo mi sento – ci sentiamo un po’ tutti, credo – appesi a un destino che non riusciamo a controllare: la seconda ondata di questa pandemia ci risparmierà? Finiremo di nuovo in lockdown? Come sarà la nostra vita fino al vaccino (ma anche un po’ dopo)? Dovremo mettere sempre le mascherine? L’incertezza ci crea ansia ma potrebbe anche essere uno spazio in cui muoverci per trovare un’altra strada, un’altra modalità, altre frequenze.

Tante domande, poche risposte. Un po’ come su molti altri fronti, mi viene da dire. Ma allora non è che forse è proprio questa ricerca disperata di certezze il problema vero? Perché se abbiamo delle certezze ci sembra di ‘dominare’ la nostra vita e non ‘esserne dominati’? Se anche credo alla prima parte, e cioè che avere delle certezze ci da la sensazione di dominare la nostra vita, essa è davvero una sensazione, niente di più di questo.
Ma non posso fare mia la seconda parte di questa affermazione, e cioè che le incertezze siano strettamente legate alla sensazione di essere dominati dalla vita, di non esserne al timone, di lasciarsi trascinare dagli eventi. Non credo sia così, non per me almeno.

Certezze e libertà

Sono anch’io spesso alla ricerca di certezze da mettere in tasca, quasi da accumulare come un tesoro a cui attingere in caso di necessità, ma è davvero così? Con l’andare del tempo ho imparato che in realtà avere meno certezze mi rende più libera, esattamente l’opposto di quello che pensavo quando ero più giovane. Più libera di sperimentare, più libera di ragionare e trovare una soluzione che si adatti al luogo, al momento, alla persona. Meno soluzioni preconfezionate insomma, e più ricerca di soluzioni ad hoc.

Poi mi incontro con tanti clienti che invece mi chiedono, a volte ossessivamente, a volte disperatamente, certezze: siamo sicuri che funzionerà? Sei sicura che ne verrà fuori qualcosa? Sei sicura che si può fare???
Questa sicurezza io non ce l’ho, non ce l’ho per me stessa, non ce l’ho per i miei cari – per le mie figlie per esempio – non ce l’ho per nessuno. Ma ho la sicurezza legata a un processo, che, se messo in atto, da qualche parte diverso da qui porterà di sicuro. Navigare a vista è difficile, è faticoso ed è imprevedibile. Ma una volta che hai imparato a farlo, oltre a sentirti veramente in gamba (e non è cosa da poco!), saprai che puoi farlo di nuovo, anche in circostanze diverse. Il segreto sta tutto lì.

Certezze e fiducia in se stessi

Il segreto sta tutto lì, ma mica la faccenda è così semplice! Certo, lo so bene. La prima cosa da fare è ancora prima: credere nelle proprie capacità, qualunque esse siano. Credere in maniera generica e generale di saper fare, e ancora meglio di saper imparare a fare. Nessuno sa fare tutto, ma il punto non è quello: il punto è credere nelle proprie capacità di ragionare, studiare, riflettere e imparare, discernere. Se questa consapevolezza ce l’hai, unita alla fiducia che tu puoi farcela, puoi fare davvero di tutto.
Credo però che sia un risultato un po’ difficile da raggiungere, credo che vada costruito passo passo e coltivato ogni giorno, credo che costi un po’ di impegno e di fatica. Ma comporta anche una grande soddisfazione!

Ho la sensazione che molte persone invece siano incanalate su binari che qualcun’altro ha scelto per loro, o che sono derivati dal fatto di non scegliere, perché quella è la strada più facile, più comoda, meno faticosa. Il problema è che non sempre quello che gli altri pensano che sia giusto per noi è davvero giusto per noi: solo noi possiamo saperlo. Adagiarsi e lasciare che siano gli altri (genitori, amici, colleghi, la società nel suo complesso) a dirci come e cosa fare può apparire la via più semplice, e anche quella giusta, perché arrovellarsi in fondo? Così succede che accumuliamo una serie di credenze, di convinzioni, non è detto siano vere per noi, non è detto siano giuste per noi.

Per esserne certi, dobbiamo fare la fatica di ascoltarci, e ascoltandoci pensare che il nostro pensiero vale tanto quanto quello degli altri – chiunque siano questi altri! Ascoltarci e riflettere, metterci in dubbio e trovare soluzioni. E così pian piano costruire chi siamo. Perché solo sapendo chi siamo possiamo poi passare alla riflessione sul cosa vogliamo – dal lavoro, dalla vita, dall’amore, da tutto.

Come si costruisce la fiducia in se stessi?

Con un percorso di coaching con me! La cosa bella della fiducia in se stessi è che non si tratta di una caratteristica che o hai, o non hai. E’ piuttosto qualcosa che si può costruire, ad ogni età, e che si può coltivare innaffiandola, come una piantina.
Poi ci saranno eventi che le faranno seccare un po’ le foglie, ma con un po’ d’acqua e un po’ di concime, può ritornare a fiorire. E allora? Sei pronta a rifiorire?

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