diario di viaggio

Tenere un diario, fare journalling

Quando il caos dentro di te è troppo, apri un quaderno e scrivi. Lo so che non siamo più abituati a scrivere a mano su un quaderno (c’è chi non lo fa da anni!), e so anche che la pagina bianca, brrr, mette molto a disagio. Ma l’ansia che ci stringe la gola, la tristezza che ci appesantisce il petto, la solitudine che ci avvolge come una melassa, o la gioia che ha attraversato la nostra giornata possiamo fissarle su una pagina, e magari lasciarle lì, magari scoprire che dopo ci sentiamo meglio, o magari scoprire altre cose interessanti. Trasferire il caos interiore sulla carta può diventare una delle forme più potenti di liberazione.

Non è un gesto sempre facile, e non tutti i giorni abbiamo voglia di mettere nero su bianco i nostri pensieri e le nostre emozioni. Soprattutto quando si tratta di emozioni che preferiremmo non avere. Ma vale la pena fare un tentativo. Perché la scrittura è uno strumento che possiede un grande potere (quasi magico!): quello di aiutarci a comprendere noi stessi, le cose che ci accadono, la vita in generale.

gioia e verità

Un viaggio alla scoperta della gioia

Lentezza. Calma. Fermarsi. Stare.

Come ti fanno sentire queste parole? A me mandano subito in sbattimento (“ma come? ho mille cose da fareeeee!”). Ma dopo anni di lavoro nel campo della crescita personale, so che sono importanti. Fondamentali. Eppure fatico ogni volta.

Siamo ancora in inverno, nell’inverno naturale, in cui tutto riposa, tutto resta sotto terra e raccoglie le energie in vista del risveglio primaverile – manca ancora un po’! – e stare sarebbe, dovrebbe essere, lo stato naturale. Invece siamo tutti nel fare, nel correre dietro a impegni e scadenze, senza permetterci un momento di sosta nemmeno davanti al caffè. Perché stare ci metterebbe di fronte a qualcosa che forse non vogliamo vedere.

La pianificazione non è una gabbia (è una coperta, a volte corta)

Pianifico, organizzo, sistemo, riordino.Poi la vita accade e allora: pianifico, organizzo, sistemo, provo a rimettere in ordine. E ricomincio. Ancora e ancora. È un continuo. Un loop infinito che per anni mi ha fatto sentire come se stessi correndo su un tapis roulant senza mai arrivare da nessuna parte. Ma da quando mi sono messa in proprio, le cose sono cambiate, in meglio ma non come avevo immaginato.

lavoro in proprio

Lavoro in proprio e partita iva

Ho la partita iva da quando ho cominciato a lavorare – sono sempre stata una partita iva – ma per diverso tempo l’ho trattata come una forma alternativa al contratto da lavoro dipendente .

Poi quando ho cominciato questo lavoro, la coach, ho capito che non era proprio così, e che mi mancavano le basi per il lavoro in proprio.

Lavorare in proprio non equivale ad avere una partita iva. E’ molto, molto di più.

Presentarsi è importante

Come fare per avere una buona stima di sé, e perché è importante

Stanca di dover rincorrere un’ideale che si allontana sempre più dalla tua realtà, stanca di non sentirti mai all’altezza di nessuna situazione, stanca di non riuscire a fare tutto? Stanca di essere sempre insofferente, insoddisfatta, e nel mentre desiderosa di raggiungere obiettivi personali e/o professionali?

Sei anche tu lì? Ti vedo, e come te vedo un sacco di altre donne, di tutte le età, nella stessa condizione.

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