Libri e film per l’estate

L’estate è il momento del riposo, ma anche del nutrimento del nostro cervello. Quest’estate sarà un po’ particolare per tutti, ne sono consapevole, e forse avremo una gran voglia di stare all’aria aperta visti i mesi in cui siamo stati costretti dalla pandemia a stare chiusi in casa. Con tutte le precauzioni del caso, credo che comunque una buona lettura possa farci compagnia anche all’aria aperta, anzi forse fa ancora meglio!

Durante il lockdown volevo fare un sacco di cose, tra cui senz’altro leggere, ma ahimè le cose sono andate un po’ diversamente (come sempre, vien da dire…), quindi non ho letto tutto quello che avrei voluto né visto tutti i film e le serie che avrei voluto, ecc. ecc.

Cosa leggere?

Ecco in ogni caso i libri che mi sento di consigliare:

Il sale della terra, Jeanine Cummins, Feltrinelli
Un romanzo piuttosto verosimile sulla fuga di due persone attraverso il Messico per raggiungere la frontiera USA. A tratti avvincente come un giallo, a tratti torcibudella, a tratti epico, a tratti commovente. Molto molto bello

Documenti, prego, Andrea Vitali, Einaudi
Un racconto un po’ kafkiano, tra sogno e realtà. Destabilizzante

Canta, spirito, canta, Jesmyn Ward, NN
Secondo atto della Trilogia di Bois Sauvage (Salvare le ossa, il primo; il terzo deve ancora uscire in italiano). Crudo. Politicamente scorretto. Da leggere.

Possiamo salvare il mondo prima di cena, Safran Foer, Guanda
Mi ha fatto molto sorridere mentre lo leggevo, cioè in piano lockdown, questo saggio che parla di ciò che possiamo fare contro i cambiamenti climatici, in particolare riducendo drasticamente il nostro consumo di carne.

Introversi e felici, Sylvia Löhken, Giunti
Iniziato ma non ancora finito, promette bene!

Cosa guardare

Anche qui: poche serie tv e brevi (quelle che durano 8 stagioni con 54 episodi a stagione mi annoiano… ho cominciato Vikings ma dopo un po’ non ce l’ho fatta più, però all’inizio non era male. Su Netflix)

Self made, una storia vera, una delle prime imprenditrici donna e afroamericana, Netflix

Broadchurch, poliziesco, crudo, molto bello, lento, Netflix

Il giovane ispettore Morse, poliziesco molto stile noir, Paramount Network

The English game, la storia della nascita del gioco del calcio, Netflix

The Crown (oramai non nuovissima ma sempre bella), storia del regno di Elisabetta, dalla morte del padre in avanti, Netflix

Luther, poliziesco border line ambientato nei sobborghi di Londra, inquietante al punto giusto, Netflix

Sì, mi rendo conto, sono tutte serie tv ambientate in Inghilterra (Dorset, Oxford, Londra…) ma è un caso, o forse no, non lo so.

Film

Unbroken, seconda guerra mondiale, 2 aviatori americani ammarati, giorni e giorni su un gommone nel Pacifico, poi ‘salvati’ dai giapponesi e messi nei campi di lavoro. Una storia vera, molto bella.

La grande muraglia, con Matt Damon, una storia di draghi e uomini, una delle tante leggende attorno alla muraglia cinese. Molto carino.

 

 

 

Un diario è utile, nei momenti difficili, soprattutto per gli introversi

Come ho già scritto in un altro articolo, sulla carta il lockdown avrebbe dovuto (potuto) essere il paradiso per gli introversi. Ma non è stato così: né per chi viveva da solo, né tantomeno per chi – come la sottoscritta – ha convissuto e convive con altre persone. Come ci si organizza? Come si cerca di ‘sopravvivere’? Non è affatto semplice, ma una soluzione può essere quella di tenere un “diario di bordo”.

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Ezio Bosso, musicista e compositore scomparso di recente, ha detto che la musica ci insegna una cosa fondamentale: ad ascoltare. E gli introversi, più di chiunque altro, sono molto bravi a farlo, ma cosa più importante, è una cosa che gli viene abbastanza naturale, senza fare troppa fatica. A meno che non si tratti di ascoltare small talk, ovvio, perché in quel caso potrebbero uccidere :-).

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Ti senti in burnout? Ecco cosa puoi fare

Il burnout è una condizione di malessere piuttosto importante che una persona vive nell’ambito lavorativo per un tempo prolungato, non è lo stress, ma forse potremmo definirlo uno stress all’ennesima potenza. Lo stato di malessere della persona è sia fisico sia mentale, ed ad entrambi gli ambiti va pertanto prestata attenzione e cura, e ricercata una guarigione.

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Gli introversi e le video call

Lo dicono gli esperti: le video call sono un discreto un incubo per noi introversi, ora che a causa della pandemia molta della nostra vita sociale si è spostata online. A prima vista potrebbe sembrare una cosa interessante e bella per gli introversi: il mondo virtuale è quello in cui spesso ci muoviamo con agio, non dobbiamo neppure lasciare la nostra casa! Possiamo socializzare comodamente dalla nostra camera, evitando la folla e rimanendo in pigiama. Ma la verità è un po’ diversa, e le video call sono un po’ diverse da essere il paradiso degli introversi.

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