cura di te

L’essenziale semplifica la vita ma comporta scegliere

In questo 2020 ho deciso di dare una svolta pesante alla mia esistenza sul tema della semplificazione, riducendo sempre più la quantità di oggetti che mi circondano. Già periodicamente faccio ‘pulizia’ di oggetti, libri, vestiti, cose vecchie che non voglio più tenere, regali che non mi sono piaciuti (succede!) e via. In genere regalo, a chi ha gusti diversi dai miei e può essere felice di ricevere quello che io elimino, oppure a chi ne ha bisogno, oppure anche a chi non ne ha davvero bisogno, ma ha piacere di riutilizzare cose che possono ancora essere utilizzate (penso ai vestiti dei bambini, che spesso non fanno in tempo nemmeno a sciuparsi).

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Il burnout non è ‘tutta colpa tua’

È molto facile, quando si attraversa un periodo di forte stress lavorativo, pensare che siamo noi i soli ad avere qualcosa che non va: ci diciamo che altri, nella medesima situazione, ce la fanno senza problemi; che stiamo facendo una tragedia di una situazione ‘normale’; che dovremmo sforzarci un po’ di più; che allora forse non valiamo niente, che forse non è vero che siamo così bravi a fare il nostro lavoro, e via così, in una spirale di auto accuse che non servono, davvero, proprio a niente.

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Cosa è davvero importante per te?

Scegli ciò che è davvero importante per te

Chiedersi cosa è davvero importante per noi ci aiuta a mantenere la direzione giusta, quella che desideriamo, nella nostra vita: chiederselo con una certa frequenza è assolutamente necessario per andare nella direzione che vogliamo, semplificando il più possibile la vita.

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Cambi di carriera e come raccontarli (bene)

“Ognuno ha una storia unica, ma non tutti riescono a sfruttarne il valore”

Nel mio lavoro mi capita spesso, spessissimo direi, di incontrare persone che vogliono cambiare carriera (lavoro, posto di lavoro, tipo di carriera) e che sono mediamente molto spaventate dall’idea. Le ragioni sono tante: aver fatto un percorso di studi di un certo tipo, e che sembra di buttare via mettendosi a fare altro, aver ormai trascorso tanto tempo all’interno della stessa azienda o dello stesso settore, sentirsi troppo vecchi (anche quando si è molto giovani!), non sentirsi in grado di fare altro, aver timore del giudizio altrui – cosa penseranno di me?

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Lavoro e gratificazione possono viaggiare insieme?

La mia risposta è ovviamente SI! e ad essa aggiungerei che devono viaggiare assieme! Ma basta salire su un treno della metropolitana – qui a Milano – nell’ora di uscita dall’ufficio per sentire un sacco (davvero un sacco) di conversazioni telefoniche che hanno per oggetto l’appena trascorsa giornata lavorativa, e di solito le lamentele riguardo all’organizzazione del proprio ufficio (scarsa e/o inefficiente), la disponibilità dei colleghi e dei capi al confronto (scarsa e/o assente), la sensazione del ‘così non si può andare avanti, non ce la faccio più’.

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