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Tempo per stare da soli

La fatica da “privazione” di solitudine

L’uso che facciamo della tecnologia è tale per cui ci lascia senza del “vero” tempo solitario. Anche quando siamo/stiamo da soli non stiamo davvero trascorrendo del tempo da soli con i nostri pensieri, non se siamo costantemente sintonizzati su altri contenuti: ascoltare un podcast, scrollare i feed dei social, eccetera.

Tu chiamale se vuoi emozioni

Nell’Atlante delle emozioni umane, l’autrice Tiffany Watt Smith individua e descrive più di 150 emozioni umane. Se devo pensare alla mia capacità di dare un nome alle emozioni, e alle loro diverse sfumature, credo che arriverei con fatica a 20. La nostra scarsa, scarsissima preparazione nel campo delle emozioni la dice lunga sulla nostra capacità di interpretarle e gestirle in maniera proficua – e non distruttiva.

Gioie e dolori di un multipotenziale

La parola multipotenziale è diventata molto di moda dopo che Emily Wapnick ne ha parlato nel suo Ted Talk, e identifica quelle persone che non hanno una sola vocazione nella vita, ma molte, e magari vogliono diventare esperti in un campo del sapere, ma poi vogliono passare oltre, spaziare, esplorare altri interessi. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, ossia non perdersi dentro questa esplorazione… come fare? E cosa distingue un multipotenziale (o anima rinascimentale, o scanner) da chi ha solo un po’ le idee confuse o è indeciso sulla strada da intraprendere?

Job crafting: cos’è e come utilizzarlo sul lavoro (Parte 2)

Il Job crafting viene descritto come il modo in cui i dipendenti possono assumersi un ruolo attivo nell’innescare cambiamenti nelle caratteristiche fisiche, cognitive o sociali del loro lavoro. E’ un processo informale che i lavoratori usano per modellare il lavoro che svolgono in modo che si avvicini sempre più ai loro interessi e ai loro valori. In questo senso, il job crafting è una forma di comportamento proattivo guidato dai dipendenti anziché dal management (Grant & Ashford, 2008)

Job crafting: cos’è e come utilizzarlo sul lavoro (Parte 1)

Il termine Job crafting è stato coniato dalle Professoresse Amy Wrzesniewski e Jane Dutton nel 2001: si tratta di fare dei passi e delle azioni per ridisegnare e modellare il proprio lavoro adattandolo a nuove esigenze, interessi o gusti personali, cambiando mansioni, relazioni e percezioni riguardo il proprio lavoro. La premessa è che si rimane nello stesso ruolo, ma si riesce a trarre maggiore soddisfazione dal proprio lavoro semplicemente cambiando ciò che facciamo e quel che ci sta dietro.

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