Il mindset, o forma mentis, con cui vediamo noi stessi e il mondo non è un elemento immutabile ma può invece essere modificato – con un po’ di tempo e di impegno – da statica a dinamica, ovvero da un modo di pensare le capacità come qualcosa di innato al pensare che tali capacità si possono acquisire e sviluppare lungo tutta la nostra vita fino a raggiungere traguardi inaspettati.

Lo afferma Carol Dweck che definisce il mindset un mix tra la modalità di pensare e le proprie convinzioni. Il termine deriva dalla psicologia cognitiva, che pone l’attenzione su come le persone processano le informazioni. Mentre una mentalità statica ci mette in una posizione giudicante e ripetitiva, senza scampo, una mentalità dinamica ci porta a mettere in atto azioni costruttive, di continuo apprendimento e trasformazione. E se cambiamo noi, genereremo impatti positivi e cambieremo anche tutti gli altri intorno a noi.

Quale pensi sia la mentalità più adatta quando decidi di metterti in proprio? Decisamente la seconda! Pensi di non averla? O di doverci lavorare su? Pensi di essere a posto così come sei, senti di avere già una mentalità dinamica, quindi pronti via? In tutti questi casi la questione va approfondita, perchè c’è sempre un altro strato da esplorare e da scoprire, aggiungendo quindi “pezzi” quello che sai già. Anch’io pensavo di essere “a posto”, e invece… diciamo che probabilmente avevo fatto dei passi ed ero più avanti rispetto ad altri, ma “a posto” veramente, con questo tipo di argomenti, non lo sei mai, e piuttosto anzi è questo aspettarsi sempre che qualcosa d’altro salti fuori a mettere in crisi le tue certezze che costituisce una vera mentalità dinamica.

Io e il mindset

E’ strano perchè per molto tempo nella mia vita ho cercato “certezze”, ho pure studiato giurisprudenza per cercare di ancorarmi alla ben nota “certezza del diritto”, salvo che… è anch’essa tutt’altro che una certezza, essendo nelle mani degli esseri umani.

Poi mi sono ritrovata, o meglio mi sono cercata e costruita, un lavoro che di certezze ne ha veramente poche, quantomeno quelle certezze che vengono ritenute da molti fondamentali: un impiego sicuro, uno stipendio a fine mese, qualcuno che ti indica la strada e le cose da fare, l’ufficio, i colleghi. Entra tutto a far parte del grande bagaglio delle certezze, che per alcuni è estremamente importante e vitale, per altri è una gabbia, un recinto, un limite e spesso anche una grande noia.

Lavoro con persone della prima e della seconda specie, e con tutti troviamo un modo per far girare meglio le cose, essere maggiormente soddisfatti, qualunque cosa voglia dire per ognuno di noi. E la cosa che sempre mi colpisce è che tutti cercano LA risposta, LA soluzione, e fanno estremamente fatica a concepire che LA soluzione non esiste, esiste una soluzione per ognuno di noi.

Mindset per lavorare in proprio

Quindi devo essere sincera, non sono sicura che avessi il mindset giusto quando ho cominciato a lavorare in proprio, ma certamente avevo qualche idea in testa, magari ancora abbozzata e da coltivare, ma ce l’avevo.

La prima idea che avevo in testa era che non avevo voglia che qualcuno mi dicesse cosa dovevo fare, come e quando: per molti è una tranquillità, per altri genera ansia. Io appartengo alla seconda categoria e vado in sbatti (si dice così?) quando qualcuno mi fa diventare puramente operativa. L’ho fatto qualche volta nella mia carriera, ma mi sono presto stufata e me ne sono andata.

Io ho bisogno di sentirmi dentro quello che faccio, mi piace idearlo, fantasticarci su, girarlo e rigirarlo nel cervello, poi anche crearlo, renderlo reale, tangibile; poi raccontarlo e farmi suggestionare dalle domande che mi fanno gli altri e rimettere le cose in circolo, aggiustare magari il tiro, rimaneggiare. E poi buttarlo fuori e vedere cosa succede, come viene percepito e raccolto dagli altri.
Se ha un senso per qualcun’altro oltre che per me. E quindi venderlo. Trovare qualcuno disposto a pagare per il servizio che propongo.

Ovviamente non è che queste fasi siano sempre così fluide, di solito da qualche parte mi incarto, ma so che devo solo avere un po’ di pazienza e poi le cose ricominceranno a muoversi, a evolvere.

Tutto questo:

  1. non è stato sempre così
  2. non sempre porta a qualcosa di “reale” e vendibile
  3. non avviene con la leggerezza con cui lo racconto qui – non sempre – ma a volte con corsi e ricorsi che mi fanno dannare.

Credo che l’essenza di ciò che secondo me è mindset per lavorare in proprio sia il fatto di procedere per tentativi ed errori, con tutto ciò che ne deriva in termini di paura, senso di inadeguatezza, timore del rifiuto, convinzioni che ci affossano (e che vanno combattute, sempre, è una battaglia che credo non finisca mai), condizionamenti esterni che non aiutano – soprattutto noi donne.

Credo anche che muoversi con un certo tipo di intenzione in testa sia molto, molto importante. E la mia intenzione è sempre stata creare qualcosa che fosse più a mia misura di qualsiasi altra cosa abbia mai fatto, qualcosa di importante per me e che portasse un valore anche agli altri. Da lì a riuscire a venderlo, però, ne è passata davvero tanta di acqua sotto i ponti! Ma è stato un viaggio bellissimo che consiglierei a chiunque, dotandosi degli strumenti giusti.

Quali sono gli strumenti “giusti”?

Là fuori è tutto un fiorire di corsi, percorsi, consigli, suggerimenti su ciò che ti serve, su ciò che è necessario, sulle “10 cose che devi sapere…” e le “5 cose che devi sapere…”, e io ne ho fatti molti di corsi e letto un sacco di roba. Ma sono sempre stata molto critica, cioè non mi sono mai accontentata e sono stata sempre attenta a quello che poteva andare bene a me, e a quello che non faceva per me. Non sempre ci ho azzeccato, ovviamente, ma spesso sì. Non tutto è per tutti. E prima lo capisci, meno fatica farai a trovare ciò che è giusto per te. Non tutto si fa alla stessa maniera – e per fortuna, altrimenti sai che barba! – e non tutto funziona. Dipende.

E dipende da come sei tu, da quello in cui credi, quello che vuoi, quello che desideri portare nel mondo, quello che vuoi raccontare e quello che no.

Per lavorare sul mindset – ma non solo! – e per aiutarti a costruire una struttura tua personale che ti sostenga – anziché sabotarti – quando decidi che vuoi metterti in proprio, ho creato il percorso di coaching Un lavoro su misura per te.
E’ un viaggio che facciamo insieme per costruire il sostrato, le fondamenta, che ti servono per poi lanciarti e creare il tuo business plan, il tuo piano marketing, e tutte le cose tecniche che sono necessarie per mettere in piedi un business.
Ma prima di tutto serve una base solida, sotto, su cui appoggiarle, altrimenti crolleranno alla prima spallata, o giro del destino, come vuoi chiamarlo. E quel giro del destino tu devi essere in grado di affrontarlo, gestirlo, farne tesoro, e metterlo in un cassetto per evitare che diventi un muro oltre il quale non riesci ad andare.

Il lavoro sarà divertente, impegnativo, potente e nutriente, ma a tratti potrà essere anche… scomodo e poco piacevole. E il tuo cervello potrebbe dirti “ma va, lascia stare, già lo sai”, per impedirti di indagare ancora più a fondo la questione. Quando succederà, ricordarti che è quello il momento in cui sforzarsi per andare oltre.

C’è anche il mini-corso!

Per spiegarti meglio come funziona e per capire se fa davvero per te, iscriviti al mio mini-corso: 5 email per 5 giorni in cui ti svelo alcuni argomenti che affronto con i miei clienti e che potremo discutere insieme nel percorso. E’ un assaggio per farti capire meglio il mio metodo, quali argomenti tocchiamo e come, cosa ti porterai a casa. Il link per iscriversi è qui.

Ti aspetto!