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Rallentare

Siamo a dicembre e tutti intorno a me corrono, mentre io vorrei solo fermarmi e riposare. Rallentare per chi vive in una città (come Milano) è quasi una bestemmia, ma come, ma sai cosa ti perdi? Sì, e me lo voglio proprio perdere…

Come ogni volta che mi trovo in una situazione scomoda, osservo cosa fanno gli altri e vado in senso opposto. Sono sempre stata una bastian contrario quindi mi viene naturale, ma mai come negli ultimi anni ho capito che questa cosa alla fine mi torna utile. Anziché fare come la maggior parte delle persone ossia accelerare e aumentare i ritmi, io rallento.

Cosa significa per me lavorare in proprio

Lavorare in proprio: cosa significa per me

Lavoro in proprio, nel senso reale del termine, da circa 6 anni nel mondo del coaching. Ma in modo “fittizio” sono sempre stata una freelance e ho raramente lavorato come dipendente. Questa recente esperienza, tuttavia, è stata decisamente la più formativa sia grazie alla natura del lavoro che svolgo – che è di per sé formativo e di crescita – sia perché effettivamente è stata la prima esperienza da “one (wo)man show”. E ho imparato davvero un sacco di cose.

Cosa farò durante questo secondo lockdown

Non è facile arrendersi alla prospettiva che le cose non andranno come desideriamo né come avevamo pianificato, ma trovo che l’unico modo sensato (almeno per me) di sopravvivere e andare oltre è pensare al domani, a ciò che potrà essere in futuro. Perché un futuro, di certo, ci sarà!

Com è andato il mio ‘shopping ban’ (e perché l’ho fatto)

Dallo scorso 21 settembre, fino al 16 ottobre, io e il gruppo del Mentoring Club ci siamo lanciate una sfida: un mese senza acquisti, salvo quelli necessari. Tra di noi ci sono le shop addicted, le sobrie, le equilibrate, le compulsive, le attente: un po’ di tutto insomma. E c’è chi come me ha subito pensato: ma non ho bisogno di fare uno shopping ban, sono una consumatrice attenta e consapevole! Subito dopo è però arrivata la coach dentro di me a dirmi: ma se sei così sicura perché non partecipi? Così verifichi questa tua convinzione! E così ho fatto.

introversi e video call

‘Fare’ versus ‘stare’

Tra il fare e lo stare preferisco il fare. Ma in questo momento credo che si debba soprattutto stare.
Quante volte presa dal desiderio di mettere subito in pratica qualcosa che hai imparato o dare il là a un’idea anche ti è venuta improvvisamente – come tutte le idee del resto – ti sei ritrovata sommersa di cose da fare (perché c’è anche tutto il resto, lo sappiamo, no?)? Quante volte ti sei detta che no, vabbè, come faccio a fare tutto quello che ho in mente in un giornata che è sempre così corta? E quante volte, nonostante questo desiderio di entrare subito in azione ti sei accorta che le energie non ti assistevano minimamente, che avevi altre ennemila cose da fare?

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