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Il burnout non è ‘tutta colpa tua’

È molto facile, quando si attraversa un periodo di forte stress lavorativo, pensare che siamo noi i soli ad avere qualcosa che non va: ci diciamo che altri, nella medesima situazione, ce la fanno senza problemi; che stiamo facendo una tragedia di una situazione ‘normale’; che dovremmo sforzarci un po’ di più; che allora forse non valiamo niente, che forse non è vero che siamo così bravi a fare il nostro lavoro, e via così, in una spirale di auto accuse che non servono, davvero, proprio a niente.

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Cosa è davvero importante per te?

Scegli ciò che è davvero importante per te

Chiedersi cosa è davvero importante per noi ci aiuta a mantenere la direzione giusta, quella che desideriamo, nella nostra vita: chiederselo con una certa frequenza è assolutamente necessario per andare nella direzione che vogliamo, semplificando il più possibile la vita.

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Cambi di carriera e come raccontarli (bene)

“Ognuno ha una storia unica, ma non tutti riescono a sfruttarne il valore”

Nel mio lavoro mi capita spesso, spessissimo direi, di incontrare persone che vogliono cambiare carriera (lavoro, posto di lavoro, tipo di carriera) e che sono mediamente molto spaventate dall’idea. Le ragioni sono tante: aver fatto un percorso di studi di un certo tipo, e che sembra di buttare via mettendosi a fare altro, aver ormai trascorso tanto tempo all’interno della stessa azienda o dello stesso settore, sentirsi troppo vecchi (anche quando si è molto giovani!), non sentirsi in grado di fare altro, aver timore del giudizio altrui – cosa penseranno di me?

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Lavoro e gratificazione possono viaggiare insieme?

La mia risposta è ovviamente SI! e ad essa aggiungerei che devono viaggiare assieme! Ma basta salire su un treno della metropolitana – qui a Milano – nell’ora di uscita dall’ufficio per sentire un sacco (davvero un sacco) di conversazioni telefoniche che hanno per oggetto l’appena trascorsa giornata lavorativa, e di solito le lamentele riguardo all’organizzazione del proprio ufficio (scarsa e/o inefficiente), la disponibilità dei colleghi e dei capi al confronto (scarsa e/o assente), la sensazione del ‘così non si può andare avanti, non ce la faccio più’.

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minimalismo

Minimalismo e semplificazione per la cura di sé

Mi sono avvicinata al minimalismo parecchi anni fa, quando sentivo il bisogno di andare all’essenza delle cose (che avevo) invece che trascinarmi fardelli intrasportabili – in tutti i sensi. Amo le case semi-vuote, minimal appunto, e periodicamente, anche se meno di quanto vorrei, mi libero di oggetti che sento mi ingolfano, mi occupano spazio, nella mente e nel cuore. Non sono sempre cose che detesto, che mi ricordano brutti momenti o brutti incontri (quelle le ho eliminate da un pezzo!), ma soprattutto cose che hanno fatto il loro tempo, hanno svolto il loro servizio e ora possono tranquillamente passare ad altri, magari anche allietare la vita di altre persone così come hanno fatto con la mia.

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