Se tuo figlio o figlia sta passando un momento di crescita particolarmente impegnativo, e pensi che abbia bisogno di una persona al suo fianco che lo sostenga, lo incoraggi, lo aiuti a sviluppare fiducia in se stess@, benessere, e a diventare il meglio che può individuando e raggiungendo obiettivi di vita in linea con i propri desideri, il teen coaching fa al caso tuo.
Come può essere utile il teen coaching
Il coaching per adolescenti è uno strumento di sostegno e di evoluzione per adolescenti, per accompagnarli nelle sfide che la crescita gli mette davanti e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, e, non da meno, per fornire loro gli strumenti per affrontare le sfide emotive e relazionali tipiche di questa fase della vita, riconoscere i propri punti di forza e i loro limiti e provando a tramutare tali limiti in opportunità di crescita.
Il teen coaching si configura come relazione a 3, anziché, come avviene normalmente, a due (coach e cliente): nel coaching per gli adolescenti, infatti, la relazione è tra l’adolescente e il coach, e tra il coach e i genitori dell’adolescente, necessari e fondamentali alleati nel viaggio di consapevolezza e di crescita del teenager.
La richiesta di sostegno arriva infatti dal genitore/dai genitori, che intravedono nel figlio delle difficoltà che possono essere sostenute dall’intervento di un coach oppure delle potenzialità che il coach può allenare e aiutare a fortificare.
Il teen coaching è un modello di coaching utilizzato nei confronti di una specifica fascia di popolazione; diversamente dagli altri ambiti in cui agisce il coach, che si distinguono per i temi trattati (lavoro, relazioni, carriera, eccetera), qui il supporto è declinato rispetto a un gruppo di persone, giovani con un’età che va dai 13/14 anni ai 23/24.
Per questa fascia d’età esistono regole e approcci del tutto particolari e specifiche, trattandosi di persone che sono in una particolare fase di vita, ancora in crescita sotto diversi profili.
Adolescenti, questi sconosciuti
Scrivere di adolescenti non è affatto facile e io non sono un’esperta pur avendone 2 in casa, e avendone avute altre 2 in casa, in passato. Ma anche se non è facile, è necessario, visto il malessere che serpeggia in questo gruppo sociale. Proprio perché non sono un’esperta – anche se ho davanti agli occhi, ogni giorno, una discreta schiera di teenagers, amici e amiche dei miei – mi sono formata, ho studiato un po’ questo mondo e le sue caratteristiche principali. Spoiler: è un mondo a parte, e nemmeno così omogeneo, anzi.
Sicuramente avrai visto la serie tv Adolescence, e avrai avuto parecchi pensieri al riguardo, ma quella è solo una storia che parla di uno dei tanti aspetti dell’adolescenza ma per fortuna non il principale. Riuscire in ogni caso a trovare qualcosa che accenda un fuoco negli adolescenti è importante tanto quanto imparare ad ascoltarli, una cosa a cui non siamo molto abituati – in generale – e nello specifico degli adolescenti, abituati come siamo stati che i genitori parlano e i figli ascoltano e possibilmente, auspicabilmente, obbediscono. Non è più così, e quello che vedo sempre più spesso sono adolescenti che non si sentono, appunto, né ascoltati né visti, che si sentono a volte come pacchi spostati di qua e di là senza troppo stare a indagare se questi spostamenti li gradiscono o no. Poi appena possono cercano un po’ di autonomia e allora pacchi non vogliono essere più (qualcun@ sì, in verità, perché ha imparato a essere comod@, ma scoprirà ben presto quanto sia negativa come condizione in questa fase di vita). Gli strumenti che gli abbiamo dato in mano per placare la nostra ansia diventano ben presto delle prigioni dalle quali fanno fatica a uscire, anche quando la porta è aperta…
Sono catastrofica? Apocalittica? Non credo. Realista. I ragazzi si chiedono i perchè della vita, cos’è l’amore e cosa il dolore, quanto dovranno soffrire, se si innamoreranno, se piaceranno… e noi rispondiamo iscrivendoli a qualsiasi corso per tenerli occupati (e forse per non farli pensare?) e consumare il tempo in modo da non averne più per parlare con loro ed ascoltare quel che hanno da dirci. “Cresceranno e dovranno affrontare la vita, come abbiamo fatto noi!”.
Ma forse c’è un altro modo. Ed è quello che proviamo a trovare insieme.
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