Gli introversi possono essere dei (buoni) leader? Se penso alle varie persone, per lo più uomini, che sono stati il mio ‘capo’ posso affermare senza incertezze che avevano ottime doti di comunicazione, prendevano decisioni velocemente, ascoltavano molto poco, adoravano essere al centro dell’attenzione e cavalcare la scena. Sul fatto che avessero vere doti di leadership (un buon leader deve saper prendere decisioni e risolvere problemi), posso dire serenamente: non sempre (quasi mai).

Perché un introverso dovrebbe avere doti di leadership? (Perché no? potrei rispondere)
Per farmi qualche idea sono andata a rileggermi post americani di psicologi, coach, esperti, ma quello che mi ha colpito di più è stato questo qui ‘4 Reasons Why Introverts Make Great Leaders’. Non intendo qui sostenere che un leader introverso sia meglio di uno estroverso, intendo solo posare un mattoncino a favore degli introversi, che spesso vengono trattati come inetti, inadatti al ruolo, per il solo fatto di non essere istrioni da palcoscenico e/o non amare la confusione e la cagnara.

Mi sento in effetti di dire che la leadership ha poco a che vedere con l’essere estroversi o introversi, ma molto a che vedere con il tipo di società o organizzazione in cui ci si trova a vivere e lavorare. A Singapore il 53% dei top manager è introverso, in Finlandia solo il 23%.

Non voglio dire che gli uni siano meglio degli altri, perché non è così, penso solo alcune cose fondamentali:

  1. che gli introversi hanno sicuramente una capacità di analisi e una capacità di ascolto molto sviluppate, e queste sono doti che chiunque sia al vertice dovrebbe avere
  2. che sanno andare molto in profondità e sviscerare le questioni da ogni punto di vista, analizzando tutti i pro e contro come pochi; sanno osservare e recepire ogni informazione per poi processarla e prendere le loro decisioni
  3. che parlano solo dopo aver pensato lungamente a quel che vogliono dire, e quindi molto spesso il loro punto di vista è complementare – e altrettanto utile – rispetto a quello di un estroverso che “si lancia” subito a dire quel che pensa.

Nelle ipotesi peggiori, ho visto estroversi al vertice solo ed esclusivamente per le loro capacità istrioniche e di comunicazione, un po’ incantatori di serpenti ecco. Caratteristica utile, ma non sufficiente a fare di un soggetto un buon leader.

Estroversi e introversi, caratteristiche principali

Con molta approssimazione, le riassumo qui:

[infografica tradotta da Positive Psycology] 

Ovviamente queste indicazioni non vanno prese alla lettera, ci sono introversi ‘alla mano’ e ci sono estroversi molto ‘consapevoli’, ma diciamo che in linea di massima ci siamo.

Quali altre caratteristiche hanno i leader introversi?

Secondo l’articolo che ho citato sopra, pubblicato su Inc.com, gli estroversi sono considerati grandi leader per via della loro grande sicurezza di sì, per il loro impegno e per la loro innata capacità di mettere insieme le persone. Ma sono sempre più gli studi scientifica che affermano che gli introversi sono altrettanto capaci, oltre ad essere mediamente più efficaci nelle situazioni più complesse e imprevedibili.

I punti di forza dei leader introversi sono dunque:

  1. la loro motivazione: non sempre ambiziosi, il loro scopo non è tanto il riconoscimento o l’avanzamento di carriera, ma piuttosto la soddisfazione di tenere lata la produttività del proprio team e una alta qualità del lavoro svolto.
  2. La loro capacità di costruire relazioni significative: proprio perché sono motivati dalla qualità e dalla produttività, possono sembrare poco interessati o incapaci di costruire relazioni. In realtà, hanno solo una modalità diversa di farlo: anziché in grandi occasioni o con grandi gruppi, preferiscono le conversazioni uno a uno; questo gli consente di conoscere bene i membri del suo team o i suoi clienti.
  3. Sono molto concentrati, non si distraggono facilmente: se stanno facendo una cosa difficilmente cedono al multitasking e/o alle distrazioni che provengono dall’ambiente che li circonda.
  4. Il problem-solving è il punto cruciale di una buona leadership e secondo la scienza gli introversi hanno una materia grigia più spessa nella corteccia prefrontale, l’area del cervello in cui avviene il pensiero astratto e il processo decisionale. Questo significa che gli introversi prendono una decisione solo dopo averci pensato a lungo e aver riflettuto su modi creativi per risolvere il problema (anche perché la qualità del lavoro è un loro obiettivo, e non potrebbero mai accettare un risultato mediocre).

E tu? Che tipo di leader sei?

 

Iscriviti alla Niuzletter degli introversi