Credo che la bellezza, come la felicità, sia uno stato dell’anima. Solo che siamo bombardati da messaggi opposti e spesso ce ne dimentichiamo. O peggio: non ci crediamo. Perché tutto ciò che ci circonda sembra volerci dire – e in effetti ce lo dice – che quel che conta è il contenitore: se il contenitore è gradevole alla vista, allora tutto è ok, e noi saremo felici.
Sebbene ci raccontiamo e forse davvero sappiamo riconoscere ciò che ci influenza in un modo che non vogliamo, pure ne siamo influenzati: siamo più consapevoli, certo, ma non ne siamo immuni.
Esserne consapevoli non ci rende più forti rispetto ai condizionamenti esterni, ci rende solo più capaci di leggerli, individuarli, riconoscerli.
Dopodiché in ogni caso ci tocca fare fatica, la fatica di tenerli alla giusta distanza, di impedirgli di influenzare la nostra vita quotidiana, le nostre scelte, le nostre decisioni. In ogni momento, davanti a ogni scelta, a ogni decisione.
Chi tra noi è più intellettualmente attrezzato è convinto di riuscire a dominarle e a non esserne dominato – o quantomeno influenzato – ma io ho qualche dubbio che sia davvero così.
Usiamo parole più difficili, espressioni più forbite, per cercare di dare un nome il più preciso possibile a questa situazione, ma non per questo riusciamo davvero a farla da padroni.
Io stessa cerco di interpretare la realtà che mi circonda e ciò che mi succede, o i comportamenti che tengo, con uno sforzo intellettuale notevole – credo; notevole almeno per me – ma poi finisco lo stesso dentro la centrifuga e ‘mi dimentico’ che sono altro, altro da quello che ci racconta la società, la pubblicità, i canoni dominanti.
Uno dei campi in cui questo discorso vale di più è quello della bellezza, e sappiamo bene qual è il canone dominante e pur consapevole di essere altro, io stessa mi ritrovo spesso rinchiusa in questo schema.
Poi vedo le donne attorno a me, le donne normali insomma, che tutto sono tranne quel canone, e lo stesso belle.
Audrey Hepburn diceva che ‘Le donne belle sono quelle felici’, certo – sento già i commenti delle scettiche – lo dice lei.
Eppure la bellezza, come la felicità, è davvero uno stato dell’anima
Non ci può essere bellezza dove c’è infelicità, frustrazione, insoddisfazione, disistima o peggio disprezzo per se stesse. Assocereste mai, a queste parole, ‘bellezza’? Io non credo proprio.
Certe mattine mi sveglio e sono felice. Per nulla o per tutto, o semplicemente perché mi sono svegliata e mi aspetta un altro giorno, un altro giorno a fare quel che mi piace, un altro giorno con le persone che amo, un altro giorno con chissà quali opportunità ad aspettarmi.
Altri giorni invece sono proprio nera, mio dio un altro giorno di questa roba qua, non ne posso più: e lì mi vedo brutta, vedo le rughe, le occhiaie, e sì, probabilmente le vedono anche gli altri.
Ma quando sono felice, beh, è tutta un’altra storia. Lo specchio mi rimanda un’immagine completamente diversa. E io sento di poter fare qualsiasi cosa e di poter conquistare il mondo.
Quando siamo felici siamo portate a non trascurarci, a ridere di più e soprattutto ad essere più indulgenti con noi stesse. E questo ce lo mettiamo da parte (dobbiamo mettercelo da parte) anche per i giorni no.
Si cambia, sempre
E beh, insomma, tutto questo mi ricorda che siamo mutevoli, come tutte le cose del mondo – tranne forse la plastica 🙂 – che non siamo mai la stessa persona da un giorno all’altro, e se ci pensate bene, è normale che sia così.
Certo poi c’entra certamente la cura di sé, in ogni forma la vogliate praticare, ma forse ogni tanto ricordarci che oltre al contenitore c’è anche un contenuto da curare, non sarebbe male.
Curare solo uno dei due aspetti, curare solo il contenitore, come spesso accade, perché in un certo senso è più facile, porta, prima o poi, a dei disequilibri: forse allora sarebbe cosa saggia fare qualcosa per l’esteriorità e qualcosa per l’interiorità, laccarsi le unghie ma anche regalarsi un buon libro che ci faccia riflettere.
Ché un brutto regalo con un bel fiocco resta pur sempre un brutto regalo…
Come ci si prende cura di ciò che abbiamo dentro, della nostra anima?
E ora sta a te, non basta riflettere, bisogna anche agire. Per esempio pensando a cosa ci guida nella nostra vita e mettendolo nero su bianco: cosa è importante per te? Quali sono i tuoi valori? Prendi carta e penna e scrivi. Poi chiediti se li onori e li rispetti ogni giorno.
Se la risposta è sì: ottimo, continua così!
Se la risposta è no: chiediti cosa puoi fare di concreto da domani per onorarli e rispettarli.
E se vuoi una mano: contattami!