La creatività è quell’idea che ci viene in mente sotto la doccia, mentre camminiamo in un parco o mentre facciamo la doccia: insomma, mentre stiamo facendo ‘altro’, rispetto al nostro lavoro, la nostra attività, la nostra arte. Mentre il nostro corpo è impegnato a fare delle cose, muoversi, lavarsi, correre, la nostra mente è libera di andare dove vuole e di trovare connessioni inaspettate tra cose apparentemente molto lontane tra loro, soluzioni ‘geniali’ ad annosi problemi, momenti “aha”, ossia momenti in cui abbiamo una rivelazione su qualcosa o qualcuno.

La creatività non è (o non è solamente) un dono, nel senso che non è dominio di pochi, ma la creatività è una qualità, una caratteristica, che abbiamo più o meno tutti, la cosa che la rende diversa di persona in persona è l’uso – o il non uso – che se ne fa.
La creatività non è qualcosa di dato per sempre, non è un carattere genetico, non è che ce l’hai o non ce l’hai: è certo che ce l’hai, ma forse non la coltivi, non le parli, non ti occupi di lei, non la nutri, non le dai da bere. E pian piano la creatività che fa? Si spegne, si rinsecchisce, e noi ci dimentichiamo della sua esistenza.
Perché la creatività funziona, ossia ci viene in soccorso quando ne abbiamo bisogno, solo se ci abituiamo a metterla in pratica, quotidianamente quasi, se proviamo ad agire in modo diverso dal solito, e continuiamo a farlo – ossia siamo perseveranti – anche se i risultati ci sembrano mediocri o, peggio ancora, pessimi.

Creatività e paura

Alimentare la nostra creatività significa scontrarci con la nostra paura di non fare le cose bene, non farle perfettamente, come ‘vanno fatte’, o come si è sempre fatto. Scontrarci anche con il fatto che non siamo talentassi come Mozart o Picasso. E va bene lo stesso.
La verità è che ci possono essere mille modi di fare la stessa cosa, ai quali possiamo aggiungere tranquillamente il nostro. La creatività si nutre di esperimenti, tentativi, esplorazioni, e anche di fallimenti, se solo riusciamo a vederli come un’opportunità e non come un problema (o una tragedia).

Creatività e lavoro

Sul lavoro, e sulla sua ricerca, la creatività ha un ruolo molto importante: non solo la stesura del nostro cv, ma anche il lavoro vero e proprio ha bisogno della nostra creatività. Non lo dico io, ma il World Economic Forum che mette la creatività tra le 3 competenze indispensabili da qui al 2020 (ossia: domani). In questo articolo de IlSole24Ore ‘Creatività, una competenza di cui non potremo più fare a meno‘ si dice che ogni giorno “ci troviamo ad affrontare situazioni sempre diverse e con interferenze costanti, senza il supporto di strumenti e concetti imparati sui libri di testo“. E quindi la creatività è necessaria.

Come fare per ‘essere (più) creativi?’

Già. Ma come fare a introdurre un po’ di creatività nella nostra vita, e quindi anche nel nostro lavoro?
Non esistono, come spesso accade, né segreti né formule magiche, esiste solo l’impegno e la perseveranza, esiste il FARE, l’AGIRE, l’OSARE, anziché starsene fermi in attesa.
Nel percorso di gruppo della Via dell’Artista (che detto così mette un po’ di soggezione “io un’artista? ma va!”) ci cimentiamo con noi stessi per superare le varie paure che ci impediscono di osare, rischiare, provare a fare qualcosa di diverso.
Abbiamo un libro, degli esercizi da fare, ma soprattutto ‘cose’ da fare, perché se la creatività non la si fa, non cresce, non riusciamo ad alimentarla.
Uno dei tanti modi per provare a sviluppare la creatività (e anche per rendere il nostro lavoro e la nostra vita più interessanti!) è fare delle cose nuove. Delle cose che non abbiamo mai fatto prima. Per alcuni è eccitante, per altri è terrificante.
Non parlo di cose grandi, enormi o sconvolgenti, al contrario: parlo di piccole, piccolissime cose, da fare diversamente dal solito: cambiare il percorso casa-lavoro, cambiare il mezzo con cui si va al lavoro, ascoltare un genere musicale mai ascoltato prima, parlare con un collega con cui non si è mai parlato…

Il prossimo gruppo parte il 15 gennaio, ci sono ancora pochi posti disponibili (il gruppo è di max 8 persone), ci si incontra una volta al mese e – nel tempo in mezzo – si fanno un sacco di esercizi.

Vuoi unirti?

Scrivimi a lavinia@laviniabasso.it
Il percorso, da gennaio ai primi di luglio (ultimo incontro il 2/7), costa 210 euro.
Se vuoi altre informazioni sul percorso, leggi qui

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