Un introverso e un estroverso all’aperitivo. L’estroverso arriva, entra, vede un sacco di gente e si sente galvanizzato, esaltato; va dritto al suo gruppo di amici, da una pacca sulla spalla al più vicino, ordina da bere e comincia a parlare. L’introverso vede tutta la situazione in modo diverso: si ferma per un attimo, si guarda attorno, recepisce il più possibile; poi si avvicina con tranquillità agli amici. Si sente sopraffatto dal rumore e dal fermento, ma si dice ‘rilassati! sei qui per divertirti!” Ed effettivamente si diverte per un po’.

(articolo tradotto da Introvert, Dear)

Ma la cosa non dura a lungo. Ben presto l’introverso si sente stanco, proprio stanco. Non è solo una stanchezza fisica, ma anche mentale: la sua mente diventa annebbiata e lenta (e non è solo colpa dell’aperitivo!). Tutto ciò che desidera è andare a casa — o almeno fuori all’aria aperta — dove c’è calma e silenzio, e dove può stare da solo. Sta per avere quello che gli anglofoni chiamano un ‘introvert hangover’, una sorta di post sbornia.
Guarda l’estroverso che sta ancora parlando serenamente con i suoi amici e che non da nessun segno di stanchezza, o di voler rallentare. E in effetti l’amico estroverso sembra avere maggiore energia di quando è arrivato.

Ti suona familiare?
Se ti sei mai sentito così, affaticato dalle relazioni sociali, c’è una ragione reale, non è tutto solo nella tua testa e non hai niente che non va: tutto dipende dal particolare ‘impianto elettrico’ di noi introversi.

Alcune precisazioni

  1. Lo scenario descritto è solo un esempio, e una generalizzazione. Non tutti gli estroversi trascorrono i weekend tra un party e l’altro e a volte gli introversi lo fanno anche loro. Tutti – tutti – agiamo a volte ‘da estroversi’ a volte ‘da introversi’: secondo Carl Jung, fondatore della psicologia analitica, non esiste un estroverso ‘puro’, i.e. al 100% o un introverso puro. Ognuno di noi si trova in un qualche punto della scala che definisce introversione ed estroversione.
  2. Socializzare affatica tutti, in qualche modo. Uno studio recente della Università di Helsinki ha scoperto che i partecipanti hanno riportato livelli di stanchezza piuttosto alti dopo 3 re di di ‘socializzazione’, sia gli introversi  sia gli estroversi. La loro stanchezza dipendeva da più fattori: quante persone avevano incontrato, l’intensità dell’interazione, se avevano un particolare obiettivo in mente. Ha senso perché socializzare fa spendere energie, per parlare, per ascoltare, per processare ciò che viene detto.

Introversi, estroversi, e ricompense

Ciononostante, ci sono delle grosse differenze tra introversi ed estroversi. Queste differenze hanno a che fare con le ricompense, tipo ottenere il numero di telefono da qualcuno da cui siamo attratti o essere promossi sul lavoro, o anche avere un’ottima cena. A tutti piacciono le ricompense, tutti le vogliamo.

Ma introversi ed estroversi reagiscono diversamente ad esse. Per capire perchè socializzare ‘consuma’ così tanto gli introversi, vediamo cosa dice Colin DeYoung, un professore di psicologia all’Università del Minnesota, che ha pubblicato un paper sull’introversione. DeYoung, come altri esperti, ritiene che gli estroversi hanno un sistema dopaminico più efficiente (attivo) rispetto agli introversi.

Che cos’è la dopamina?

La dopamina è un neurotransmettitore che aiuta a controllare alcune funzioni mandando segnali tra il corpo e il cervello. A volte è chiamata l’ormone del ‘sentirsi bene’ perché è associato con emozioni positive come l’euforia, gioia, e la concentrazione. La dopamina gioca un ruolo importante in un certo numero di funzioni vitali , dal movimento al sonno, all’umore. Quando si prova piacere – come quando mangi il tuo cibo preferito o anche durante il sesso — il cervello rilascia dopamine. Ma c’è anche un lato oscuro della dopamina, associata con le dipendenze. Alcune droghe infatti lavorano stimolando il rilascio e l’aumento della quantità di dopamina nel cervello, ed è così che le persone vengono ‘agganciate’, per dire quanto è potente la dopamina.

Gli estroversi hanno un sistema dopaminico molto più attivo

Ma cosa ha a che fare con la socializzazione? Poiché gli estroversi hanno un sistema dopaminico più attivo, sono più attirati dalla possibilità di una ‘ricompensa’, nell’accezione che abbiamo spiegato. La dopamina dà loro energia per cominciare una conversazione con uno sconosciuto o stare al bar fino alla chiusura. Anche se queste attività sono stancanti, la dopamina riduce la quantità di sforzo necessaria, un po’ come bere un caffè prima di una gara. Sempre la dopamina è responsabile del fatto che gli estroversi parlino ad alta voce, più velocemente e con più sicurezza: questi sono modi per attirare più attenzione verso se stessi e porsi in modo da ottenere delle ‘ricompense‘ sociali.

Anche gli introversi hanno la dopamina, ma il loro sistema dopaminico non è così attivo: per questo non siamo così ‘presi’ dal cercare le ricompense che cerca un estroverso. Avere un sistema dopaminico più lento significa anche che l’introverso possa trovare alcuni stimoli – come il rumore forte o un’intensa attività – molto punitivi, stancanti, snervanti e questo spiega perché l’introverso, nello scenario di cui parlavamo all’inizio, era pronto per scappare, dopo un po’.

Il superpotere degli introversi

Gli introversi non vanno alla ricerca di ricompense nella stessa misura degli estroversi. È una brutta cosa? È un problema? No, secondo me. Anzi questo è il loro superpotere! :-).

Conosciamo tutti qualcuno che ci è andato giù pesante con le feste, e ne ha pagato il prezzo. O un marito workaholic che ha compromesso la propria salute e la relazione: ecco, queste persone sono quelle che hanno dato pesantemente la caccia alle ricompense…
Invece di guardare verso l’esterno, verso cioè il riconoscimento da parte degli altri, gli introversi tendono verso l’interno (da cui la parola): fanno ricerca su un argomento solo per imparare qualcosa di nuovo; cercano un lavoro che sia anche una passione, una chiamata, qualcosa di più di uno stipendio a fine mese. Desiderano profondità e intimità nelle loro relazioni, una connessione tra menti e tra cuori, piuttosto che un’abbondanza di conoscenze casuali. Non sto dicendo che gli estroversi sono superficiali e che gli introversi sono profondi, non è vero. A volte gli estroversi ricercano la quiete e le attività intrinsecamente appaganti; e a volte gli introversi cercano riconoscimenti esterni, ricompense. Una vita sana include un buon mix di entrambe le cose.

Ma quando ho chiesto agli introversi che cosa li motiva e gli da energia, tutti hanno parlato di attività tranquille, come andare a fare shopping da soli, una conversazione significativa con un amico, finire un buon libro, o esprimersi attraverso l’arte. Se non fosse per il loro sistema dopaminico più lento, gli introversi non farebbero così tanto queste attività. La modalità introversa non ha a che fare con la ricerca di una ricompensa, ma di un significato.