Ezio Bosso, musicista e compositore scomparso di recente, ha detto che la musica ci insegna una cosa fondamentale: ad ascoltare. E gli introversi, più di chiunque altro, sono molto bravi a farlo, ma cosa più importante, è una cosa che gli viene abbastanza naturale, senza fare troppa fatica. A meno che non si tratti di ascoltare small talk, ovvio, perché in quel caso potrebbero uccidere :-).

Una delle ragioni per cui ho capito che potevo fare il lavoro che faccio, è proprio la mia capacità di ascoltare, che per me è sempre stata una cosa ovvia, ma che da un certo punto in avanti – ossia quando qualcuno me l’ha fatta notare – ho cominciato a vedere come un mio superpotere (come direbbero i coach americani!) o più semplicemente come una qualità che ho e che mi viene spontaneo utilizzare. Se vi state chiedendo se ascolto tutto e tutti, la mia risposta è no. Ho un udito selettivo, e sono in grado di scegliere cosa ascoltare e a cosa posso prestare un’attenzione superficiale. Ma quando decido di ascoltare, lo faccio in maniera molto profonda, e da quando ho appreso i ‘segreti’ del coaching, ancora di più.

Ascoltare è un superpotere

Più pratico l’ascolto nella mia professione, e ci faccio attenzione, più mi rendo conto che è davvero un superpotere, e sai perché? E’ molto semplice, e se fai un rapido check delle persone che conosci ti renderai ben presto conto che sono proprio poche quelle che ascoltano davvero. 

Ci sono in primo luogo quelli che mentre gli parli controllano il telefono, poi ci sono quelli che rispondono al telefono (perché tutto è sempre super urgente). Poi ci sono quelli che parlano per un bel pezzo, sapendo che tu li ascolti come pochi, e alla fine ti chiedono: “E tu?”, ma è per pura cortesia, o diciamo forse ipocrisia, perché poi non ascoltano minimamente quel che hai da dire tu, si girano a cercare qualcun’altro con cui parlare, vengono ‘distratti’ da qualcosa o qualcuno, si mettono a controllare il telefono.

Al di là della pura maleducazione, che mi capita raramente, la maggior parte di queste persone è convinta di aver ascoltato, di aver fatto la sua parte nella conversazione, parlando e ascoltando. Ma non è così. Non è affatto così. La verità è che la maggior parte delle persone, semplicemente, non ascolta.
Non credo nemmeno che sia disinteresse: semplicemente ha intavolato una conversazione con me (perché sa che sono una che ascolta!) ed è soddisfatto di aver parlato, di aver ascoltato il suono della sua voce. Ma quando finisce, è a posto, ha finito. Voleva un pubblico, in definitiva, qualcuno che ascoltasse quel che aveva da dire, ma nulla più.
Sia chiaro che non parlo di situazioni estreme, ma di situazioni normali, normalissime, tra amici.

Come difendersi dai logorroici

Che fare in questi casi? Scappare è la mia prima mossa! Scherzi a parte (ma neanche troppo!) ecco quello che metto in campo in queste situazioni e che di solito funziona:

  1. una volta individuato il soggetto, provare a fargli capire che anche tu hai qualcosa da dire facendo esattamente il suo gioco: interrompendolo. E’ una cosa che a noi introversi risulta difficilissima, perché in genere siamo molto rispettosi e non parliamo ‘sopra’ gli altri, ma a mali estremi… provate! A volte succede che il malcapitato, che non se l’aspettava, rimanga… senza parole (per qualche secondo eh?)! Vittoria!
  2. Se siete molto in confidenza potete provare a fargli notare che non vi ascolta, che nella vostra relazione, o conversazione, è sempre lui/lei che parla e voi che ascoltate, e non viceversa. Alle volte qualcosa si ottiene.
  3. Se è qualcuno di cui non vi importa un granché, che conoscete poco, o altro, l’opzione migliore è la fuga. Semplicemente non fatevi accalappiare in una conversazione/monologo. Forse pian piano capirà che non volete ascoltarlo, e si rivolgerà altrove.
  4. Per quelle conversazioni alle quali proprio non vi potete sottrarre, cercate in tutti i modi di fissare voi tempi e modi: “guarda ho solo 5 minuti, mi spiace, poi devo scappare”, “ho la pentola sul fuoco, scusa, devo proprio andare”, “devo finire assolutamente quella cosa, scade!”, e così via. Funziona. Sperimentato.
  5. In estrema ratio, lasciate perdere. Chi non vi vuole ascoltare, non vi merita. Chi adora il suono della sua voce ma non della vostra, non vi merita. Chi è troppo impegnato, sempre, per ascoltarvi, non vi merita. Andate da un introverso!

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