Dire un no importante, fare una cosa nuova, partire per un luogo sconosciuto o buttarsi in una festa per conoscere persone nuove (parlo per gli introversi!), sono tutte situazioni nelle quali in molti casi si fa strada la paura, una delle emozioni più forti che proviamo, una di quelle che sentiamo subito nel corpo, e che rischia di bloccarci, di impedirci di fare ciò che vorremmo.

La paura, come le altre emozioni, va riconosciuta e accettata, e poi usata per oltrepassare i nostri limiti e sentirci, dopo, molto soddisfatti, ‘potenti’ e capaci.

Sebbene la paura ci serva in talune situazioni per garantirci la sopravvivenza, in altri casi essa può essere tranquillamente messa da parte (beh, non proprio ‘tranquillamente’, diciamo con un po’ di sforzo, ma si fa!) e utilizzata per essere consci che lì c’è un nostro limite e stiamo lavorando per superarlo, per andare oltre.

“The price is high. The reward is great”

Così diceva la poetessa Maya Angelou. Perché il prezzo è alto? Perché costa fatica, uno sforzo insomma, che non sempre abbiamo voglia di fare. Ma i risultati si ottengono solo con degli sforzi. È faticoso affrontare le proprie paure, ma poi la soddisfazione è davvero grande, e avvia un circolo virtuoso che, oltre a riempirci di soddisfazione, ci fa anche crescere.

È infatti nel momento in cui accettiamo la sfida della paura, che mettiamo un piede fuori dal nostro orticello, che diventiamo più bravi, più capaci, più forti. È il momento in cui cresciamo, ci evolviamo, impariamo a fare qualcosa che prima non sapevamo fare. È crescita personale, ed è un ingrediente fondamentale della vita.

Paura e crescita, insomma, sono molto legate tra loro, e guardata da questo punto di vista potremmo considerare la paura come un nostro prezioso alleato nel nostro processo di crescita. Come fare in modo che la paura sia nostra alleata, dunque, e non ci blocchi, non ci faccia scappare a gambe levate di fronte a tante situazioni ‘difficili’?

Partendo dal sapere che il coraggio non esisterebbe se non esistesse la paura: fare qualcosa di coraggioso implica aver ben presente la paura, ed essere desideroso di scavalcarla, di passare oltre, di non lasciarsi fermare. Essere se stessi, credere alle proprie intuizioni, difendere i propri principi e i propri ideali sono tutte situazione che spesso giudichiamo adatte a persone coraggiose, dimenticandoci che anche chi appare coraggioso ha lottato, e sempre lotta, con le sue paure.

Quando frequentavo l’università avevo una discreta paura degli esami, come un po’ tutti credo, chi più chi meno. Il giorno dell’esame prendevo la metro, scendevo in Duomo e nel pezzo di strada che mi portava all’Università mi ripetevo ‘ok, adesso cambio strada, vado da un’altra anziché all’esame. Sì, ok, dai, adesso vado a farmi un giro e non ci penso più, basta. Parto per un posto lontano dove nessuno saprà mai che non ho dato questo esame.’ Intanto procedevo verso la mia meta, come un’automa, ma andavo dritta per la strada che mi portava in un’aula gremita di altri studenti messi come me. E davo il mio esame. Dopo ero ovviamente felicissima e carica per preparare il successivo (dopo essermi concessa riposo e opportuni festeggiamenti).

Insomma: la paura non mi fermava. E nemmeno passava. Anche adesso se dovessi fare un esame o cose simili, so che proverei la medesima sensazione. La differenza è che, dopo un po’, sai che è un passaggio obbligato: non puoi sopprimere l’emozione della paura, non puoi far finta che non ci sia (anche perché il contorcimento delle budella te lo ricorda!), puoi semplicemente accettarla e dirle: “sì, ok, ho capito, sto rischiando qualcosa, ma niente di grave. E poi l’ho già fatto, ce la farò anche questa volta”.

Conoscere e saper trattare le proprie paure

Come fare, dunque, per essere più coraggiosi, per affrontare le proprie paure, riconoscerle, dir loro sì, ok, ti vedo, e poi superarle?

  1. provare e riprovare, fino a che ci si riesce; non c’è una ricetta magica, né una pillola, c’è solo sfidarsi, oggi, domani e dopodomani; e pian piano allenarsi ad avere a che fare con la paura, imparare a riconoscere che c’è, e trattarla nel giusto modo, ossia senza farsi bloccare;
  2. fare riferimento a dei modelli, personaggi di libri o di film, ma anche persone in carne e ossa, che ci danno l’idea di aver trovato il modo per superare le proprie paure (o alcune) chi ti viene in mente?
  3. raccontando le tue storie di successo nell’affrontare le tue paure, in modo da avere una narrazione in testa cui fare riferimento e, contestualmente, spingere gli altri a fare altrettanto.
    Comincio io: da vera introversa, ho una paura fottuta di parlare in pubblico. Ma l’ho fatto già, in passato, e lo farò di nuovo se sarà necessario per raggiungere i miei obbiettivi. A piccole dosi (e mai in dosi massicce), ma lo farò. Ho paura? Sì, non mi sento proprio a mio agio quando ho davanti tante persone, non posso nasconderlo. Ma ho anche un grande desiderio, e un grande obbiettivo: far sentire meglio le persone introverse, fare in modo che non si sentano quelli ‘sbagliati’.

The price is high, the reward is great.

 

 

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