Il burnout è una condizione di malessere piuttosto importante che una persona vive nell’ambito lavorativo per un tempo prolungato, non è lo stress, ma forse potremmo definirlo uno stress all’ennesima potenza. Lo stato di malessere della persona è sia fisico sia mentale, ed ad entrambi gli ambiti va pertanto prestata attenzione e cura, e ricercata una guarigione.


La ‘guarigione’ non è né rapida, né indolore: sugli aspetti fisici non mi pronuncio poiché non è il mio campo, ma su quelli mentali posso dire con relativa certezza che la strada è lunga e faticosa, e che non c’è una pillola che fa passare il burnout… bisogna lavorare per cambiare il proprio atteggiamento nei confronti del lavoro, della vita, del loro bilanciamento; e cominciare a pensare a cosa vogliamo, da questa vita.

Cosa fare se ti senti in burnout?

Cercare aiuto. Sembra banale, ma non lo è affatto.
Andare dal proprio medico e raccontare i nostri sintomi fisici – che possono andare dalla stanchezza, all’insonnia, risvegli notturni, diarrea, inappetenza, nausea, dolori al petto, mal di schiena e di testa, è un primo passo, importantissimo.
Ma poi ci sono da affrontare gli altri sintomi, mentali: tensione costante, irritabilità, frustrazione, ridotta produttività, ridotto interesse verso il proprio lavoro, scostamento dai propri valori, scarsa (o nulla) socialità, desiderio continuo di fuga…

Affrontare questi aspetti non è affatto facile, per nessuno. Figuriamoci per chi ha fatto della iper-produttività, del multitasking e del lavoro non-stop la sua vita.
Per chi si è identificato così tanto con il lavoro da venirne risucchiato.

E fa anche un po’ paura.
Perché ‘qualcosa’ ci ha trascinato in un gorgo e non riusciamo a vedere nessuna luce, nessuna flebile speranza, di uscirne.
Perché parlarne con le persone che ci vogliono bene non è facile, e magari quando ci riusciamo ne ricaviamo solo maggiore irritazione.
Perché pensiamo che nessuno possa aiutarci, nessuno possa capire lo stato in cui viviamo (sic!)
Perché non possiamo permetterci di perdere tempo con queste cose, dobbiamo lavorare e pazientare finché la situazione si sistemerà (spoiler: da sola non si sistemerà!)
Perché, ma questo non è così facile dirselo, il lavoro è così pervasivo nella nostra vita che farne (anche solo un po’) a meno sembra impossibile.

E così, quando suggerisco di prendersi qualche giorno di riposo, le persone mi guardano strano: ma come? Allora non hai capito! Faccio un lavoro importante, c’è bisogno di me – sempre! – non posso fermarmi, sei matta? Io ho bisogno che mi fai uscire da questa situazione! (sottotesto: ma senza cambiare nulla della mia vita e della mia giornata lavorativa!)

Come (si prova a) uscire dal burnout

Eh. Peccato che se non cambi nulla, nulla cambierà. Possiamo parlarne all’infinito ma nessuna parola potrà cambiare lo stato dei fatti, la tua situazione e il tuo malessere. Io non posso farlo al posto tuo.
E’ faticoso? Molto.
E’ possibile? Sì!
Quanto ci vorrà? Non lo so. Quel che ci vorrà.

Prima cosa: vai dal tuo medico. Stai a casa. Fermati. Prendi vacanza. Starai malissimo, un po’ come in crisi di astinenza, non sarà una vacanza. Nel mentre puoi provare a fare qualcosa di diverso, cambiare qualcosa della tua quotidianità. Chi ci è passato consiglia per prima cosa:

  1. Meditazione, 2 volte al giorno, per 10 minuti: ti aiuterà a ridurre l’ammontare di stress, ad avvicinarti di più alle tue emozioni, e ascoltare quello che hanno da dirti il tuo cuore, la tua mente e il tuo corpo. Farla diventare una abitudine quotidiana può essere utile per i futuri momenti difficili e pesanti
  2. Prendersi almeno 2/3 giorni OFF. Lontano da tutto e da tutti (lavoro, famiglia, soci, persone che non ci piacciono, tutti!), senza pc, spegnendo il telefono per un po’ di ore al giorno. Se dopo questi giorni non ti senti ancora sollevato, e ancora sei terrorizzato da ciò che ti aspetta il giorno dopo, forse sei davvero in burnout conclamato.
    Chiediti allora se ti è già successo, se ti sei già sentito così in passato; e cerca di capire da quanto tempo dura questa tua condizione. Come ho già scritto, se pensi di essere in burnout considera seriamente di rivolgerti a un professionista – e parlane con le persone che ti vogliono bene.
  3. Fai attività fisica, di ogni genere, possibilmente all’aria aperta, in mezzo alla natura. Si sa che l’attività fisica fa eliminare tossine dal corpo, ma fa anche bene al cervello, che ‘stacca’ da tutti i pensieri che ci assillano normalmente. Se poi lo fai all’aperto in un parco o ancora meglio in un bosco, anche la natura ti da una mano a rilassarti (è provato scientificamente da numerosi studi)
  4. Prenditi del tempo per te. Se ti senti anche ‘solo’ stressato, una delle cose da fare è concedersi dei momenti di… nulla! E’ una delle cose verso cui le persone iperstressate o in burnout fanno più resistenza (e c’è da capirlo, abituati come sono a lavorare, lavorare, lavorare!), ma fondamentale. Bastano pochi minuti al giorno, come per la meditazione. Esci a fare un giro, beviti un caffè, leggi qualche pagina di un libro, lascia il cellulare in un cassetto: stai nel mondo reale, per un po’.

Riprendersi dal burnout si può, ma hai bisogno dell’aiuto di qualcuno. E avrai bisogno di impegnarti per fare dei grossi cambiamenti. Un passo alla volta.

[disclaimer: non sono un’esperta di burnout, e non voglio sostituirmi a nessun professionista, racconto solo fatti reali accaduti con i miei clienti, come li abbiamo gestiti e come li abbiamo superati]