Non è facile spiegare un lavoro nuovo come quello del life coach, o del job coach, o del coach in generale (che poi la tecnica utilizzata è sempre la stessa)
“Dai, dai, dai! Ce la puoi fare, dai!”
Un amico per prendermi in giro dice che il mio lavoro consiste in questo: convincere chi ho di fronte che ce la può fare anche lui (o lei).

Tutte le volte che me lo dice sono lì lì per tirargli una testata sui denti, ma siccome sono una pacifista, mi trattengo.

L’essenza delle cose, che è quello che più di ogni cosa al mondo di interessa, è molto diversa dalla superficie. Spesso anche la superficie ha una sua utilità e una sua valenza, ma l’essenza è molto, molto di più.

La fatica tocca a te

Non ho mai detto a nessuno “dai, forza!” e mi vergognerei enormemente a farlo: è difficile, non ci sono storie, e molto, molto faticoso. Ma soprattutto, il coaching lo paghi, e ti fa fare fatica, ed è tutta tua. Io sto al tuo fianco, ma non faccio il lavoro per te. Il lavoro, la fatica, sta a te.

In fondo è come decidere di andare in palestra per mantenersi in forma: paghi per andare a sudare, faticare, correre, saltare. Uno potrebbe dire: vado a correre e non spendo niente.

Certo.

Poi però non ci vai davvero, hai da fare, è troppo tardi, è già buio, piove, fa freddo, non ho voglia, devo andarci da solo… cominciare è lo scoglio più grosso. Poi certo se sono anni che lo fai, anche se faticoso, lo fai, ne hai capito i benefici e anzi sai che starai meglio, e ti sforzi di andare anche quando non ne hai davvero così voglia.

All’inizio, una spinta…

All’inizio è più facile con qualcuno che ti sprona, che ti dice oggi avevamo stabilito che avresti corso, devi correre tre volte a settimana, e poi prova al mattino, prova al pomeriggio, stai attento a quando va meglio per te, senti il tuo corpo cosa dice, ascoltati.

Non è molto diverso dal coaching, anzi più faccio sport (e più esercito come coach), più mi rendo conto di quanto siano simili: il coach ti aiuta prendere il largo, ti mostra come si fa. E che puoi farlo, sei assolutamente in grado di farlo.

Poi prendi tu in mano il timone e vai, dove ti pare.

La spinta dell’inizio è fondamentale per partire, ma poi sei tu che decidi dove andare, come arrivare, qual è la strada giusta.

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