Quando il bornout comincia a farsi conclamato, si riconoscono dei comportamenti piuttosto tipici: la persona in burnout comincia ad avere difficoltà nelle relazioni con le persone che gli stanno attorno, siano essi colleghi, dipendenti, familiari.

Questa difficoltà di relazione dipende essenzialmente dalla stanchezza, fisica e mentale, del soggetto, che comincia a vedere nell’altro, chiunque esso sia, una fonte di disturbo, di distrazione dal lavoro, di ulteriore dispendio di energie che in quel momento sono già scarse. Le persone, gli altri, vengono dunque tenute a distanza, mal sopportate, viste come intralci e perdite di tempo inutili. Insomma, un vero disastro, di cui peraltro la persona in burnout difficilmente si rende conto, accecato com’è dal pensiero del lavoro e della tante, tantissime cose da fare.

Effetti fisici del burnout

Il burnout è quella condizione in cui si trova la persona che, da molto tempo, sopporta una condizione di stress (cosa è di preciso il burnout, l’ho spiegato in questo post). Molto spesso la situazione di stress comincia ad essere accompagnata da sintomi fisici piuttosto gravi e ricorrenti, come l’insonnia, i risvegli notturni che impediscono di riaddormentarsi, la stanchezza cronica, dolori di stomaco, mal di testa costante fino ad arrivare a cose anche molto importanti.

La persona fatica a mangiare, perché ha poco tempo, certo, ma anche perché mangiando male e di corsa, mette a repentaglio la salute del suo stomaco, e quindi pian piano mangia sempre meno con evidenti ricadute sulla sua funzionalità in generale – come essere vivente – e sulla sua capacità di resistere allo stress, già compromessa dalla situazione che sta vivendo.

Effetti mentali del burnout

Agli effetti sul fisico si sommano quelli sulla mente: la persona in burnout comincia a provare sentimenti di insofferenza, esaurimento e cinismo, e le relazioni con le altre persone diventano per forza difficili. Comincia a pensare che tutti ce l’abbiano con lei/lui e che nessuno lo capisca ed è molto facile all’irritazione e allo scoppio d’ira improvviso e talvolta immotivato.

Questo atteggiamento nei confronti degli altri è dovuto ad una serie di sentimenti negativi che il soggetto prova verso se stesso, verso il tipo di persona che è, verso il tipo di lavoro che svolge: pian piano la sua autostima viene erosa, perché pian piano il lavoro che svolge o le sue modalità si allontanano sempre più dai suoi ideali. Taluni sono colti anche da una sorta di delirio di onnipotenza, che li porta a pensare che solo loro possono fare le cose perché solo loro sanno come si fa. Il che rende oltremodo difficile stargli vicino o essergli d’aiuto.

In famiglia

Quando il lavoro ti prosciuga di tutte le tue energie, non sei in grado di dare più niente agli altri – e sei anche meno disposto a dare, visto che sei in costante deficit di energie – né alla famiglia né a chiunque altro. La persona in burnout ha un forte desiderio di solitudine, di isolamento.
La vita personale scompare quasi del tutto perché il lavoro pian piano arriva ad occupare tutte le ore di veglia, che spesso inoltre si prolungano oltre il dovuto. Anche la famiglia non esiste più, non esiste tempo libero dal lavoro da passare insieme. Per queste cose non c’è più tempo: ‘non posso, devo lavorare’.

Cosa chiedono le persone in burnout

Le persone in burnout, spesso senza nemmeno pensare di esserlo, chiedono aiuto per ‘tornare come prima’ ossia ‘riuscire a fare tutto quel che facevo prima, avere gli stessi ritmi, e la stessa lucidità’, perché ‘non posso fermarmi, non riesco proprio. E se anche ci riuscissi nessuno potrebbe sostituirmi. Se manco io, finisce tutto in malora’.
Purtroppo un rimedio di questo genere non esiste. E anzi il rimedio, il primo passo per uscirne è esattamente l’opposto: fermarsi, staccare, fare vacanza.

 

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