Se sei un introversa, o un introverso, sai bene che una delle nostre attività preferite è fare andare il cervello, pensare e ripensare alle 1000 cose che ci accadono, a quello che abbiamo fatto, a quello che faremo, a quello che avremmo potuto fare – o dire, a quello che accade intorno a noi: più o meno qualsiasi cosa esterna a noi diventa oggetto della nostra attenzione e della nostra analisi.

A volte anche un po’ troppo, penso: vorrei ogni tanto riuscire a ‘non accorgermi’ di un po’ di cose e scivolare allegramente lungo la mia giornata, ma accade molto di rado, tipicamente quando mi costringo a fare qualcosa di manuale o di fisico, perché allora mi concentro nel corpo, o nell’oggetto, e i miei pensieri volano via verso altri lidi.

Analisi, elaborazione, profondità di pensiero

Tuttavia, questa capacità di elaborazione e rielaborazione (e rimuginazione) può essere anche un grande, enorme punto a favore degli introversi perché è uno di quelli che Laurie Helgoe, nel suo libro Introvert Power, chiama ‘superpoteri’ – ossia una caratteristica, una qualità, che gli introversi hanno e che danno per scontata, non rendendosi nemmeno bene conto di quanto valore possa avere, e anzi spesso mistificandola.

La capacità di profonda introspezione è invece una caratterisitica tipica degli introversi, che abbiamo la fortuna di avere innata e ben sviluppata. Non che gli estroversi non ce l’abbiano eh? semplicemente, è meno sviluppata.
Alle volte, tuttavia, anzi direi piuttosto spesso, gli introversi non solo sanno nemmeno di cosa parlo quando parlo di introspezione, ma addirittura si fermano allo stadio prima e mi chiedono: davvero pensi che io sia un introverso? Ma perché? E quindi?
Sono quindi giunta alla conclusione che molti introversi… non sanno di essere introversi! E ovviamente non sanno cosa questo significhi, nella vita di tutti i giorni, non si rendono conto che alcune loro ‘fatiche’ sono dovute a questa loro caratteristica, non sanno – non si rendono conto – che si comportano da estroversi per adeguarsi agli altri e non sentirsi diversi, inadeguati o altro. Non sanno, men che meno direi, di avere delle caratteristiche molto interessanti, come quella di cui sto parlando: capacità di analisi, introspezione e approfondimento.

Perché è importante saperlo? Per molte ragioni, ovviamente.
Per esempio per sapere che in questo ambito, su questo specifico ambito – e anche su molti altri in verità – noi introversi abbiamo una marcia in più. Sì ok, non saremo brillanti – o più verosimilmente non lo saremo sempre, in ogni occasione – non saremo l’anima della festa e non saremo nemmeno dei gran compagnoni, ma la nostra profondità di pensiero è davvero preziosa. Ma se nemmeno noi ne siamo consci, come faranno ad accorgersene gli altri?

Profondità di pensiero: a volte anche troppo!

C’è anche l’altro lato della medaglia, è chiaro, ed è la fatica che mi raccontano molto spesso i clienti: il cervello che non si spegne mai, che continua a pensare e ripensare a ciò che abbiamo detto e fatto, o a ciò che hanno detto e fatto gli altri, alla ricerca di un significato, di un senso, di una spiegazione. Alle volte si vorrebbe avere il telecomando per spegnere tutto e rilassarsi, ma non è per niente facile riuscire a farlo.

‘Pensare troppo’ ci dice che la questione oggetto dei nostri pensieri è qualcosa di molto importante per noi, ma ci dice anche che stiamo rischiando di bloccarci.

Perché gli introversi pensano così tanto? Secondo alcuni studi, gli introversi hanno livelli di attività elettrica nel cervello più alti rispetto agli estroversi, non importa il loro stato, se cioè sono ‘a riposo’ o occupati in una qualche attività: la loro attività cerebrale è molto alta. Questo potrebbe significare che gli introversi processano più informazioni al secondo (rispetto agli estroversi), e potrebbe spiegare come mai gli introversi tendono a ‘pensare troppo’.
Inoltre, sembra che 2 aree del cervello associate al ‘pensare troppo’ – la corteccia frontale e l’area Broca – siano molto attive negli introversi. La prima è responsabile della memoria, pianificazione, decisioni e risoluzione problemi, mentre la seconda è associata al dialogo interiore.

Ci siamo capiti no?

Come puoi fermarti dal ‘pensare troppo’

Che fare quindi? Dirsi di smettere di pensarci è del tutto inutile, quindi bisogna elaborare altre strategie, che possono essere:

  • esci a fare un giro, anche breve, ma esci e cammina
  • vai a correre
  • mettiti a fare un lavoro manuale, che necessiti concentrazione (cucinare, zappare, tagliare l’erba ecc)
  • ‘svuota’ la mente con qualcuno che ti ascolti, fai una specie di download insomma. Funziona se hai qualcuno di cui ti fidi e che è disposto ad ascoltare le tue ‘pippe’
  • scrivi: metti nero su bianco quello che ti gira nella testa, pro, contro, pensieri, riflessioni, tutto. Aiuta a liberare il cervello – un po’ come quando si fa la lista della spesa!
  • prendi una decisione, in un senso o nell’altro, ma prendila – Ok, è fatta! (Se poi ci ripensi, troverai una soluzione!)
  • respira: respirare – come camminare o correre – ci riporta nel corpo, allenta l’ansia e ossigena il cervello.

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