Scrivere è un’esplorazione. Cominci dal niente, e impari mentre vai.
(E. L. Doctorow)
L’esercizio della scrittura è uno tra i più utili che l’uomo possa compiere. Per farlo, e perché sia utile alla vita di ognuno, non sono necessarie doti particolari nel senso che non serve saper davvero ‘Scrivere’ come si fosse dei romanzieri o dei saggisti. È sufficiente invece far correre la penna sul foglio e mettere nero su bianco tutto quel che in quel momento ci passa per la testa, fregandosene di grammatica e sintassi: lo scopo non è scrivere bene, ma, semplicemente, scrivere.
Tra gli esercizi cardine del percorso sulla creatività La via dell’artista ci sono le Pagine del mattino, 3 pagine da scrivere alla mattina appena svegli con tutto quello che in quel momento attraversa il nostro cervello. È un esercizio interessante, spaventoso, a volte pesante, a volte noioso, a volte l’ultima cosa che vorremmo fare appena svegli, ma l’autrice Julia Cameron ci esorta fortemente a scrivere quelle 3 pagine, qualunque cosa ne pensiamo di esse: scrivete, e basta.
Capisco, e lo verifico spesso con le persone, che a non tutti piaccia scrivere; capisco anche, perché la vivo ogni mattina, la fatica di aprire gli occhi e ancora in piena sonnolenza dover afferrare un quaderno e una penna e mettersi a scrivere: e cosa poi? Non mi viene in mente niente, non o idee brillanti, il mio cervello non è ancora in funzione, non ce la faccio. Ma il trick è proprio lì, nel cervello ancora spento: quando scriviamo le pagine del mattino il nostro cervello DEVE essere spento, non deve essere lucido. Quindi la domanda ‘cosa scrivo’ è mal posta: lascia correre la penna sul foglio e non preoccuparti di cosa stai scrivendo. Ma scrivi, scrivi, scrivi.
Scrivere soft
Capisco, infine, che questo approccio non è per tutti, che non tutti hanno davvero la possibilità di alzarsi e mettersi a scrivere, o che dovrebbero puntare la sveglia troppo presto per farlo, o millesima altre situazioni. Se questo approccio vi spaventa, è troppo hard per voi insomma, potreste cominciare con qualcosa di più soft, e magari anzi trovare il vostro modo per farlo.
Potreste cominciare semplicemente scrivendo 5 minuti al giorno, quando è il momento migliore per voi. Tutta questa libertà potrebbe però essere pericolosa, nel senso che potrebbe portarvi a non farlo davvero, o con costanza, per cui vi consiglio di fissare un momento nella vostra giornata, quello in cui per voi è più semplice farlo, e farlo. 5 minuti, tutti i giorni, alla stessa ora e magari nello stesso luogo.
Per chi invece vuole sperimentare qualcosa di più impegnativo, oppure per chi ha facilità con lo scrivere quei 5 minuti e vuole qualcosa di più (ma non troppo di più!) consiglio di scrivere almeno 15-20 minuti: questo consente un approfondimento maggiore della questione di cui stiamo scrivendo e una maggiore analisi. Sicuramente avrete bisogno di una situazione che vi metta a vostro agio, c’è chi ha bisogno di isolarsi da solo in una stanza, chi ha bisogno della musica e chi di stare in silenzio; chi riesce a farlo anche in un tavolino al bar: qualsiasi situazione va bene, basta che vada bene per voi, per immergervi totalmente in ciò che scrivete, nelle riflessioni e nei pensieri che emergono.
Che cosa scrivere?
Quando consiglio alle persone di scrivere, la prima domanda è proprio questa: sì, ok, tutto molto bello, ma io non idee, cosa scrivo? Questa domanda proviene da quella parte di noi che pensa che dobbiamo scrivere a tutti i costi qualcosa di ‘memorabile’. Vorrei tranquillizzarvi: non è così. Nessuno leggerà ciò che scrivete, a nessuno probabilmente interessa, ma soprattutto ciò che scrivete non è per il mondo. È solo ed esclusivamente per voi. È sufficiente scrivere, di quello che ci succede, di come ci sentiamo, di cosa vorremmo, di cosa non vorremmo più (fare, dire, sopportare).
Quindi rilassatevi, fatevi passare l’ansia da prestazione, e scrivete a ruota libera.
Le pagine del mattino
Cosa sono queste pagine del mattino e come si differenziano dagli altri tipi di scrittura? Sono uno strumento inventato da Julia Cameron, autrice de La via dell’artista, per – dice lei stessa – drenare la mente e contestualmente per recuperare la propria creatività, per far riemergere l’artista che è dentro di noi, dentro ognuno di noi.
La scrittura delle pagine del mattino ha delle regole un po’ più rigide:
– devono essere scritte al mattino, appena svegli
– devono essere scritte a mano, con la penna
– bisogna scrivere almeno 3 pagine
– non bisogna rileggerle (quantomeno non all’inizio).
Concepite dalla loro autrice per questo scopo preciso, le pagine del mattino sono uno strumento eccezionale di auto cura e di riscoperta della propria creatività, intesa come capacità di creare connessioni tra mondi lontani e di trovare idee nuove che possono aiutarci a superare le impasse che la vita ci mette davanti.
L’importanza di scrivere a mano
La grafia, termine che deriva dal greco e che significa anche “disegno”, “descrizione”, “studio”, “trattato”, richiama il nostro carattere, quello interiore e la nostra emotività. La scrittura manuale comporta un uso specifico del nostro cervello: “Abbandonare la scrittura a mano significa non usare il cervello. È più in linea col nostro pensiero e quindi favorisce lo sviluppo del pensiero critico, la capacità di concentrazione, di memoria e di sintesi. In particolare il corsivo meglio rappresenta la coesione col nostro pensiero”. Così afferma la grafologa Maria Teresa Morasso, che aggiunge che la scrittura è come il Dna o le impronte digitali: indicano la nostra unicità, nessuno li ha uguali a noi né si possono imitare.


