Capire di essere in burnout è difficile ma non impossibile; capire come invece adoperarsi per uscire da una situazione di grande disagio sul lavoro richiede invece uno sforzo in più, richiede capire che stiamo affrontando un momento difficile, riconoscerselo, e non sentirsi in colpa se non si riesce fare tutte le cose che ci sono da fare perché forse sono, semplicemente, troppe. Troppe per noi, troppe per un essere umano, troppe per questo momento della nostra vita. Troppe, e basta.

Tante volte invece la prima reazione di fronte a una mole di lavoro che aumenta di giorno in giorno, che ci crea ansia e che tende a diventare invasiva di ogni altro ambito della nostra vita diventa un modo per autoaccusarsi: non sono abbastanza brava/intelligente/in gamba per fare questo lavoro. MA non così.

Superlavoro e burnout

Certo, ci sono sempre periodi di superlavoro, in cui per una consegna o una scadenza lavoriamo più del dovuto, più del nostro orario, più di quello che ci compete; ma se è un periodo, ossia un arco di tempo limitato, è un conto. Se invece diventa la norma, ecco che non ci siamo, il nostro corpo si rifiuta, la nostra mente va in tilt, facciamo molta più fatica di prima a fare le cose di sempre (certo, siamo esauste!), siamo nervosi, poco o per niente tolleranti, dormiamo poco e male, e via così con una serie di sintomi che quasi non vediamo, perché quello che conta è andare avanti, a testa bassa, completare un altro task sulla nostra to-do list e pregare che non diventi sempre più lunga, domani.

E invece questa to-do list non finisce mai, e questi compiti, queste attività le possiamo fare solo noi, perché siamo gli unici, o perché i colleghi sono oberati tanto quanto noi. Oppure perché non sappiamo delegare, direi che forse possiamo farci anche questa domanda… davvero devi fare tutto tu? Non è che magari sei in una posizione in cui puoi delegare a qualche sottoposto? O forse non lo fai perché non ti fidi di come potrebbe fare lo stesso lavoro qualcun’altro? Anche sentirsi insostituibili è pericoloso, stai attento!

Riconoscere di avere troppe cose da fare è un primo passo

Alle volte invece diamo per scontato, come fosse normale, che la quantità di attività che abbiamo da svolgere ogni giorno sia enorme. E invece non è così. La prima obiezione che arriva dalle persone, dai miei clienti, è questa: ma gli altri lo fanno. Sicuri? Sicuri, sicuri, sicuri? Sicuri che le vostre condizioni di lavoro siano sovrapponibili al 100%? E che sia davvero vero che il collega di scrivania o di ufficio fa la stessa quantità di cose, che richiedono lo stesso impegno, e lo stesso tempo? E sicuri che la distribuzione del lavoro sia avvenuta in maniera ponderata, valutando le qualità di ognuno e le competenze di ognuno in modo da affidare ad ognuno il lavoro, la mansione, per il quale è più efficiente? Io non lo credo, non sempre quantomeno, ma posso sbagliare.

La delega: un problema, o un’opportunità

Delegare è difficile, non c’è dubbio. Ma può essere vitale in talune situazioni. Non possiamo fare tutto, non è proprio possibile. Se ti senti quindi di avere troppe, troppe, troppe cose da fare, forse è il momento di intervenire con un meccanismo di delega che funzioni. Ovvio che il delegato deve essere in grado di fare ciò che gli deleghi; ovvio anche però, che se non l’hai mai fatto devi essere un po’ tollerante al riguardo nei primi tempi, magari ricordandoti quanto ci hai messo tu ad imparare a svolgere quel compito. Perché ora che ti è diventato abituale, lo trovi facilissimo, ma forse all’inizio non è stato così. Altrimenti rischi di caricare il tuo delegato di aspettative impossibili, primo passo verso un meccanismo di delega che non funziona. Quindi meglio partire con il piede giusto, no?

Cosa deve avere una delega efficace? Alcuni consigli pratici

  1. indicare i risultati attesi
  2. fornire le informazioni necessarie
  3. essere esaustivi e non sbrigativi
  4. farne una pratica usuale, e non qualcosa a cui ricorrere all’ultimo minuto
  5. delegare alla persona giusta, ossia che abbia le competenze e le capacità per svolgere il lavoro delegato
  6. formare adeguatamente la persona delegata
  7. essere predisposti alla delega, e/o impegnarsi per migliorare continuamente le proprie capacità di delega

Iscriviti a Il lavoro che fa per te esiste