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Il self care è una cosa seria

Siamo abituate a pensare – o forse dovrei dire siamo condizionati a pensare – che il self care sia mettersi il rossetto, andare dal parrucchiere, fare di tutto per essere belle esteticamente. Certamente ci sta anche questa parte, ma prendersi cura di sé ha a che fare sia con il contenitore, sia con il contenuto. Ciò significa che va benissimo la cura estetica del corpo – magari senza le esagerazioni del marketing che ce la fa vivere come una cosa vitale e necessaria, obbligatoria anzi, per essere felici – ma ad essa deve per forza unirsi una cura molto attenta del contenuto, di ciò che è dentro di noi.

Tutto quello che posso darti gratuitamente

Il mio lavoro è aiutare le persone a essere più felici. Non leggo il futuro e non ho una palla di vetro, ma sono brava in quello che faccio semplicemente perché… lo faccio fare a te!

Cosa significa per me lavorare in proprio

Lavorare in proprio: cosa significa per me

Lavoro in proprio, nel senso reale del termine, da circa 6 anni nel mondo del coaching. Ma in modo “fittizio” sono sempre stata una freelance e ho raramente lavorato come dipendente. Questa recente esperienza, tuttavia, è stata decisamente la più formativa sia grazie alla natura del lavoro che svolgo – che è di per sé formativo e di crescita – sia perché effettivamente è stata la prima esperienza da “one (wo)man show”. E ho imparato davvero un sacco di cose.

Tempo per stare da soli

La fatica da “privazione” di solitudine

L’uso che facciamo della tecnologia è tale per cui ci lascia senza del “vero” tempo solitario. Anche quando siamo/stiamo da soli non stiamo davvero trascorrendo del tempo da soli con i nostri pensieri, non se siamo costantemente sintonizzati su altri contenuti: ascoltare un podcast, scrollare i feed dei social, eccetera.

Sindrome dell’impostore: una lettura culturale

Di fronte a degli ostacoli, spesso lasciamo la possibilità del successo agli altri, perché non ci riteniamo dei vincenti. Quando consideriamo l’ipotesi di acquisire responsabilità o prestigio, ci convinciamo subito di essere semplicemente degli “impostori”, come un attore che interpreta il ruolo di un pilota, mentre indossa l’uniforme e fa i suoi annunci dalla cabina, e non è in grado di avviare i motori.

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