Il Job crafting viene descritto come il modo in cui i dipendenti possono assumersi un ruolo attivo nell’innescare cambiamenti nelle caratteristiche fisiche, cognitive o sociali del loro lavoro. E’ un processo informale che i lavoratori usano per modellare il lavoro che svolgono in modo che si avvicini sempre più ai loro interessi e ai loro valori. In questo senso, il job crafting è una forma di comportamento proattivo guidato dai dipendenti anziché dal management (Grant & Ashford, 2008)
Il termine Job crafting è stato coniato dalle Professoresse Amy Wrzesniewski e Jane Dutton nel 2001: si tratta di fare dei passi e delle azioni per ridisegnare e modellare il proprio lavoro adattandolo a nuove esigenze, interessi o gusti personali, cambiando mansioni, relazioni e percezioni riguardo il proprio lavoro. La premessa è che si rimane nello stesso ruolo, ma si riesce a trarre maggiore soddisfazione dal proprio lavoro semplicemente cambiando ciò che facciamo e quel che ci sta dietro.
“Mi sento in trappola” è una frase che ricorre spesso nelle chiacchierate con i miei clienti: sono in tanti a sentire di stare vivendo una situazione, lavorativa molto spesso, talvolta anche personale, che è diventata intollerabile. e che al tempo stesso non sappiano da che parte sbattere la testa per venirne fuori.
Ascoltare chi abbiamo di fronte e ci racconta qualcosa è una capacità in via di estinzione. Ascoltare bene è molto di più che limitarsi a parlare di meno: è un insieme di capacità di domandare e rispondere, mostrare interesse in ciò che l’altro dice piuttosto che prepararsi una risposta, un giudizio, un consiglio. È ascoltare, e niente altro.