“Ognuno ha una storia unica, ma non tutti riescono a sfruttarne il valore”

Nel mio lavoro mi capita spesso, spessissimo direi, di incontrare persone che vogliono cambiare carriera (lavoro, posto di lavoro, tipo di carriera) e che sono mediamente molto spaventate dall’idea. Le ragioni sono tante: aver fatto un percorso di studi di un certo tipo, e che sembra di buttare via mettendosi a fare altro, aver ormai trascorso tanto tempo all’interno della stessa azienda o dello stesso settore, sentirsi troppo vecchi (anche quando si è molto giovani!), non sentirsi in grado di fare altro, aver timore del giudizio altrui – cosa penseranno di me?

E, infine, per chi magari riesce a tenere a bada questi pensieri, lottare strenuamente con il pensiero di mettere assieme tutti i pezzi, metterli al meglio, raccontarli nel miglior modo possibile.
Insomma: cambiare carriera comporta un po’ di fatica, inutile dirlo, ma se ciò che stai facendo non ti soddisfa (più), forse è il caso di affrontare la situazione e ritrovare motivazione. Ecco alcuni consigli su come fare.

Come lasciare da parte pregiudizi, senso di fallimento e/o vergogna

Se sei immerso in pensieri negativi come quelli di cui parlavo all’inizio, forse ti è utile cominciare ad avere dei dati: negli Usa il lavoratore medio cambia lavoro 12 volte nell’arco della sua carriera lavorativa. Non conosco i dati italiani, ma so che mediamente ogni 5/6 anni chi vuole ‘fare carriera’ cambia posto di lavoro, il che non significa che cambi anche il tipo di lavoro, ma è comunque un dato. Come è un dato il fatto che molti, ma proprio molti, non siano soddisfatti di quello che fanno e cerchino il modo di fare altro.

Diversamente dai membri della mia famiglia, non ho seguito un percorso ‘logico’ e lineare dal punto di vista professionale; e la maggior parte delle volte i miei genitori non sapevano che cosa facessi di lavoro. Sono una di quelle a cui l’idea di lavorare nella stessa azienda o organizzazione, a fare lo stesso lavoro, per decadi sembra improbabile ma soprattutto: noioso. Per me è così. Ma questo non mi ha permesso di evitare di provare un po’ di vergogna e un po’ di senso di colpa tutte le volte in cui mi sono ritrovata a non seguire un percorso prevedibile, pratico, sensato.

Quello che ho capito è che se non c’è nulla di strano ad avere un approccio ‘tradizionale’ alla carriera, non è l’unica strada. E soprattutto, io non la volevo seguire. E’ necessario però spazzare via ogni preconcetto riguardo a cosa ‘dovresti’ fare e farti i complimenti per aver coraggiosamente (a volte anche un po’ incoscientemente) scelto una strada, o addirittura creato una strada laddove non c’era: una strada che è tua, e tua soltanto. E come dice una delle mie autrici preferite, Brené Brown, ‘Il coraggio comincia con il rendersi visibile e lasciare che gli altri ci vedano’.

Come raccontare il tuo cambiamento di carriera?

Come fare però concretamente per evitare di fare danni e partire con il piede giusto? Ci sono alcune cose da tenere in considerazione e sui riflettere, come ad esempio:

  • ‘Vendi’ il tuo destino, non la tua storia
    Quando parti verso un nuovo percorso lavorativo è facile rimanere incagliati nel modo di pensare precedente: quando ne parli con gli altri potresti essere tentato di raccontare tutto ciò che hai fatto, per paura di lasciar andare qualcosa della tua pregressa esperienza.
    Qual è il problema di questo approccio? La mancata selezione. Se qualcosa di quel che hai fatto in passato non è più rilevante, o peggio è qualcosa che non vuoi più fare, ‘sporca’ il tuo messaggio, la tua comunicazione, e rischia di confondere le persone a cui ti rivolgi.
    Quindi fai innanzitutto chiarezza, e sii spietato nel modificare la tua storia professionale in tal senso, per supportare quello che vuoi fare ora, non quello che facevi in passato.
    Non ce la fai proprio a staccarti da un ruolo del passato? Un’altra strategia potrebbe essere…
  • Identifica un filo conduttore
    Questo serve soprattutto se hai già cambiato diverse volte – come è stato nel mio caso (e si sopravvive!) – e vuoi nuovamente metterti in corsa. Anche se hai una serie di lavori apparentemente slegati tra loro in diversi settori, prova a identificare un tratto comune e ricorrente che tiene assieme le tue esperienze personali e professionali.
    Inoltre, tieni presente le tue skills che prescindono dal settore o dai lavori che hai fatto. Cerca di vedere al di là dei job title per identificare una naturale progressione di ruoli e/o responsabilità, specialmente in caso di un nuovo settore, in modo da collegare i puntini per coloro che devono assumerti o decidere di collaborare con te.
  • Pensa come un “Thought Leader”
    I più ferrati, i più scaltri, i più credibili si attengono a due regole fondamentali di personal branding quando si tratta di raccontare la loro storia professionale: consistenza e disciplina. Cosa significa?
    Consistenza significa mantenere lo stesso tono di voce, e aspetto e modo di porti in tutta la tua comunicazione. In questo modo, la gente si aspetterà di sentire il tuo punto di vista e la tua prospettiva unica. Per fare un esempio: se dopo aver visto il tuo profilo Linkedin ti incontrassero di persona, non ci sarebbero assolutamente sorprese.
    Disciplina significa che ti attieni alle aree in cui hai esperienza, ed eviti di parlare di altro, o peggio a caso, nella tua comunicazione. Significa dire no alle cose che non si allineano con il tuo personal branding, o con quello che desideri ottenere, anche se prima erano parte della tua storia professionale.
    Invece che vedere consistenza e disciplina come una gabbia, una costrizione, usale per rafforzarti mentre crei e alimenti la tua nuova storia professionale.

Tutti hanno una storia unica, ma non tutti ne comprendono la forza. Se opportunamente plasmata, la tua storia ti aiuta a differenziarti dai tuoi competitor, a renderti diverso da chiunque altro fa o vuol fare il tuo stesso lavoro, a evidenziare il tuo valore, e ad attirare gli altri verso di te. Conoscere e riuscire ad articolare con chiarezza la tua storia professionale – specialmente quando desideri cambiare settore – è  trasformativo; usalo in modo saggio!

 

(per questo articolo ho preso ispirazione da How To Tell Your Career Story When You’re Shifting Industries, di Amy Blaschka)

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