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scrivere per crescere

Scrivere: uno strumento per capire e per crescere

Scrivere mi piace un sacco, non posso nasconderlo: sarà perché sono un’introversa, sarà perché mi viene facile, sarà perché non lo so, ma per me scrivere è prima di tutto tenere traccia di quel che mi accade, tenere il filo della mia vita, di quel che mi succede e di come mi sento.

E poi perché questa attività mi fa bene, mi fa stare bene. Così. Poi mi sono informata un po’ sull’argomento e mi sono accorta che non sono proprio l’unica a pensarla così (il che fa sentire meno soli – e meno ‘strani’) ma che anzi, scrivere ha molti, moltissimi vantaggi.

Per questo, mi sento di consigliarlo, e vivamente, a tutti.

Cos’è un’introversa

L’introversione è, secondo la tipologia di C.G. Jung, la caratteristica che contraddistingue coloro che regolano il loro pensiero e il loro comportamento dirigendo prevalentemente l’interesse verso la propria persona e il proprio mondo interiore” (Enciclopedia Treccani)

Sono un’introversa, e per molto tempo mi sono sentita sbagliata perché non mi piacevano, o non mi divertivano, le cose che divertivano gli altri: le feste, i ritrovi di massa, la confusione, le chiacchiere tanto per chiacchierare. Poi un giorno ho scoperto che non ero sbagliata, ero solo diversa: ero (e sono) introversa. E non è un problema, è semplicemente una caratteristica, come avere i capelli biondi o rossi o castani: tutto sta a saperli trattare, e saper sfruttare questa caratteristica.

Gioie e dolori di un’anima rinascimentale

Anima rinascimentale, multipotenziale, scanner: 3 parole che identificano quelle persone che non hanno una sola vocazione nella vita, non vogliono diventare espertissimi in un campo del sapere, in un’attività, ma vogliono spaziare tra diversi interessi, vogliono esplorare.

Quanto è difficile ascoltarsi davvero?

Capita anche a voi di sentire che c’è qualcosa che non va, ma di non riuscire a dare un nome a questo qualcosa che non va? A me sì. Talvolta è un mal di pancia, talvolta un non ben identificato malessere, talvolta un fastidio generale che, appunto, ci infastidisce ma per il quale non sappiamo bene chi o che cosa ringraziare. Ecco.

Non voglio scegliere, sono una multipotenziale

Non sono mai stata una da cui potessero uscire le parole ‘da grande voglio fare il pompiere’ come diceva il draghetto Grisù, e nemmeno ‘farò il dottore’, non ho mai avuto le idee così chiare. Sì, in effetti qualche volta mi è scappato che volevo fare la parrucchiera, ma poi è passata 🙂

Non sono mai stata brava a decidere, o meglio a scegliere. Ogni scelta era ed è un tormentato tragitto dal ‘se scelgo questo perdo quello’ fino al ‘…e se scelgo questo poi come farò a fare anche quello?’. Sempre stato difficile. Non sono capace di scegliere, è questo il punto (non il problema, ma il punto, sia chiaro).

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