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Ascoltare il proprio corpo

Siamo un sistema olistico, il che significa che siamo un ‘tutto’ formato da anima e corpo: se l’uno non funziona, non funziona neanche l’altro.

Siamo sempre pronti a ricevere, ad accogliere, talvolta acriticamente, tutti gli input che ci arrivano dall’esterno, ma abbiamo dimenticato quanto sono importanti quelli che vengono dall’interno, e in particolare quelli che arrivano dal nostro corpo.

Ogni tanto, invece, dovremmo fermarci e chiederci cosa ci sta dicendo il nostro corpo, perché se il nostro corpo ci manda ko, vuol dire che la nostra mente e la nostra anima sono ko, ed è ora di fermarsi.

Sei abbastanza brava per fare bene: e allora fallo!

Conoscerete sicuramente anche voi, come me, un sacco di persone che si lamentano, e tendenzialmente di tutto: se piove, se c’è il sole, per il freddo o per il troppo caldo e, in definitiva, per qualsiasi cosa.

Lo confesso: di fronte ai lamentosi mi sento intollerante. Molto intollerante. E probabilmente lo sono. La mia intolleranza è forte, fatico a tenerla sotto controllo, quindi in genere cerco di scansarli. Anche perché, oltre a lamentarsi, queste persone non fanno assolutamente nulla per cambiare le cose, per modificare la propria situazione, per uscire da una relazione, per cercare un nuovo lavoro o per… cambiare e basta.

Lamentarsi è facile, facilissimo.

Sentirsi inadeguati e andare avanti lo stesso

Ogni giorno leggo dei grandi successi delle persone che conosco, i cui post mi appaiono nella timeline di Facebook. E ogni giorno penso che dovrei uscire da quella bolla e guardare il mondo come è davvero.

Perché è sicuramente vero che molte persone hanno successo e fanno le cose e sono super organizzate e altrettanto super produttive, ma è anche vero che tendiamo a mostrare – soprattutto sui social – solo quello che ci rende migliori agli occhi degli altri, solo la versione migliore di noi stessi.

Multipotenziale, chi è mai questo sconosciuto

Quali sono le caratteristiche della persona multipotenziale? E’ un bene o un male sentirsi tali? Come si supera? È una malattia grave??? Niente di tutto ciò! E qui provo a spiegarti come la vedo io, partendo da Emilie Wapnick (puttylike.com), colei che ha coniato il termine “multipotentialist”, ed ha riportato in auge un concetto che era già stato studiato da altri nel recente passato, da Barbara Sher (Refuse to choose) e da Margaret Lobenstine (Renaissance Soul).

Autostima, questa sconosciuta

Durante il tirocinio di coaching (100 ore gratuite sotto supervisione) che feci per diventare coach, ho incontrato un sacco di donne alle quali avrei potuto mettere il titolo di questo post, e che esordiscono dicendomi che sono stufe, stanche di dover rincorrere un’ideale che si allontana sempre più dalla loro realtà, stanche di non sentirsi mai all’altezza di niente, di nessuna situazione. Stanche di non riuscire a fare tutto.

Stanche di essere sempre insofferenti, insoddisfatte, e desiderose invece di raggiungere degli obiettivi, personali e/o professionali.

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