Quando ho cominciato a pensare che avrei tanto voluto fare un podcast, perché io stessa adoro i podcast, non pensavo proprio che ci avrei messo quasi 2 anni per renderlo reale, ma ora il mio podcast è qui!
Ho passato un sacco di ore a riflettere, pensare e ripensare, poi ho cominciato a leggere, a informarmi, e nel mentre ne ascoltavo di ogni genere perché accompagnavano – e accompagnano – le mie camminate, i momenti di relax, quando guido, quando faccio qualcosa di manuale, ogni occasione è buona per ascoltare qualche bella storia, ben raccontata.
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Se essere soddisfatti sul lavoro aumenta il nostro rendimento, essere insoddisfatti del proprio lavoro è un sentimento piuttosto comune: lo vedo con le persone che si rivolgono a me, e ci sono passata io stessa (e diverse volte). Secondo alcuni ricerche addirittura solo il 50% delle persone che lavorano si dicono soddisfatte (forse anche meno in questo periodo storico, ce lo dirà la storia).
Ma quali sono le variabili che possono influenzare la soddisfazione al lavoro? E possiamo influenzarle in qualche modo? Alcune sì, altre un po’ meno. Vediamo quali sono le principali, innanzitutto:
- il proprio valore personale
- il tipo di lavoro
- la soddisfazione generale della tua vita
La mia risposta è ovviamente SI! e ad essa aggiungerei che devono viaggiare assieme! Ma basta salire su un treno della metropolitana – qui a Milano – nell’ora di uscita dall’ufficio per sentire un sacco (davvero un sacco) di conversazioni telefoniche che hanno per oggetto l’appena trascorsa giornata lavorativa, e di solito le lamentele riguardo all’organizzazione del proprio ufficio (scarsa e/o inefficiente), la disponibilità dei colleghi e dei capi al confronto (scarsa e/o assente), la sensazione del ‘così non si può andare avanti, non ce la faccio più’.
Capita a volte di sentirsi talmente incazzati, frustrati, insoddisfatti del proprio lavoro e di pensare che l’unica soluzione sia il ‘mollo tutto e me ne vado’, con l’aggiunta di variabili che vanno da ‘apro un Chiringuito sulla spiaggia’ a ‘apro un bed&breakfast in quella-splendida-località e non ci penso più’. Già. Ma non è detto che sia così facile e non è detto che sia una cosa per tutti, o una possibilità per tutti.
Ho incontrato diversi clienti ultimamente che non hanno – o non hanno avuto – una carriera ‘lineare’, ossia una carriera che si è svolta classicamente da una laurea o un diploma in un certo ambito, e a seguire un lavoro – o più lavori – nello stesso settore, ma piuttosto un alternarsi di scelte diverse di impiego, apparentemente slegate l’uno dall’altro. Ed ecco la parola chiave: apparentemente.
Altre persone sono molto preoccupate dell’idea che si faranno gli altri, di come la prenderà il mondo del lavoro, di come verrà vista una loro eventuale scelta ‘non lineare’.