Se essere soddisfatti sul lavoro aumenta il nostro rendimento, essere insoddisfatti del proprio lavoro è un sentimento piuttosto comune: lo vedo con le persone che si rivolgono a me, e ci sono passata io stessa (e diverse volte). Secondo alcuni ricerche addirittura solo il 50% delle persone che lavorano si dicono soddisfatte (forse anche meno in questo periodo storico, ce lo dirà la storia).

Ma quali sono le variabili che possono influenzare la soddisfazione al lavoro? E possiamo influenzarle in qualche modo? Alcune sì, altre un po’ meno. Vediamo quali sono le principali, innanzitutto:

  • il proprio valore personale
  • il tipo di lavoro
  • la soddisfazione generale della tua vita

Il tuo valore personale

Ossia le qualità fondamentali che pensi di avere, risultato della tua auto-valutazione; in particolare

  • autostima (livello di)
  • auto-efficacia (credere nelle tue capacità di gestire e soddisfare le richieste altrui)
  • assertività (= capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni)
  • estrema stabilità emotiva (che non significa soppressione delle emozioni!)

Tutte e 4 hanno una relazione positiva con la soddisfazione lavorativa. L’intensità di tale relazione è però diversa. L’auto-efficacia è la qualità che ha la relazione più forte con la soddisfazione lavorativa: ciò significa che chi è convinto di poter affrontare le situazioni anche sotto pressione, rispettare le scadenze e il carico di lavoro, e riuscire bene, di solito trae una maggiore soddisfazione. Ciò significa anche saper gestire lo stress e l’ansia, e sapersi fissare obiettivi e scadenze realistici.
L’autostima deve essere equilibrata, cioè né troppa né troppo poca: sentirsi di essere capace di, abbastanza bravi per: ci si può lavorare su con l’aiuto di un coach o di un terapista. Lo stesso dicasi per l’assertività e la stabilità emotiva, ossia la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni e non farsi sopraffare da esse.

La natura del tuo lavoro

La maggior parte delle persone ritiene che il tipo di lavoro costituisce l’aspetto più importante, ancora più importante dello stipendio ricevuto. Si preferisce cioè un lavoro stimolante e interessante piuttosto che un salario più alto (e io sono assolutamente d’accordo!).

Allo stesso modo, avere obiettivi definiti e piani d’azione ben pensati è considerato meglio che partecipare al processo decisionale.

Come fare per aumentare la soddisfazione sul lavoro dunque? Trovando un senso in ciò che il tuo lavoro comporta, e scoprendo su chi impatta. Conoscere i tuoi clienti e capire che effetto ha il tuo lavoro su di loro, e stare in contatto con loro regolarmente.
Chiedersi, inoltre, quali parti del tuo lavoro ti piacciono e perchè. Tornare indietro con la memoria al perché hai scelto questo lavoro, e perché finora ci sei rimasto. Oppure cambiare!
Ancora: può essere utile ritornare alle basi e verificare se i tuoi valori, ciò che ti ha guidato nella scelta del tuo lavoro, sono ancora gli stessi, o se sono cambiati. O se è cambiata l’azienda per cui lavori e i rispettivi valori non coincidono più. Anche in questo caso cambiare potrebbe essere una strada.
Infine, cercare di raggiungere ruoli più senior in modo da vedere ancora meglio l’impatto del tuo lavoro. Poniti degli obiettivi chiari in modo da raggiungerli e in modo da rispettare le scadenze, ed eventualmente evidenziare lacune da colmare nelle tue competenze.

Soddisfazione nella vita

Anch’essa incide sulla soddisfazione lavorativa. E viceversa! Ma sicuramente essere soddisfatti della propria vita porta spesso a essere soddisfatti anche del proprio lavoro. E’ un circolo, e dobbiamo fare in modo che sia virtuoso e non vizioso. Per capire se senti di essere soddisfatto della tua vita puoi cominciare a chiederti se i tuoi bisogni vitali sono soddisfatti: dormire abbastanza, mangiare bene, avere del tempo per ricaricarti, fare sport, trascorrere tempo all’aperto e frequentare amici e parenti.

In secondo luogo, creati delle abitudini di mindfulness che ti aiutino a gestire stress e ansia – in caso insorgano.

In terzo luogo, usa il tempo libero come… tempo libero. Anche se a volta dobbiamo occuparci di cose amministrative o personali, non usare il tuo tempo libero solo per quello. Fai qualcosa che vuoi fare. Pianifica un weekend via, prenota, organizzati per tempo, e vai!

Se ti si è disegnato un grande punto di domanda di fronte a “tempo libero”, e ti stai chiedendo se c’è qualcosa oltre il lavoro, te lo dico: sì! Forse però potresti avere bisogno di una mano per riscoprirlo, nel qual caso puoi provare a guardare qui.

 

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