Abbiamo cominciato a pensare al progetto Colori d’estate durante una call del Gruppo di Mentoring 24/25, che tengo annualmente con donne che lavorano in proprio. La call era un po’ sottotono, pareva ci fossero solo cose brutte da raccontarci (“questa cosa non ha funzionato, questo mese ho venduto poco, odio i social e non voglio più usarli, nessuno mette like ai miei post”, cose così). Nel corso delle nostre call di Mentoring ci interroghiamo e confrontiamo spesso su cosa funziona e cosa no, e su come far funzionare ancora di più quel che funziona, ma in quella call eravamo tutte un po’… sconsolate.
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Come posso riuscire a vendere quello che faccio se non credo fortemente che valga qualcosa?
E che io, come persona, valga qualcosa? Se non ho fiducia che quello che propongo ha una qualche utilità, soddisfi un bisogno? Se vengo assalita tutte le volte da dubbi di ogni genere sulla bontà del mio prodotto, nonostante i feedback positivi?
Come possiamo avere un business, in definitiva, se non crediamo fortemente nelle nostre capacità?
Cosa si frappone tra te e la vendita di quello che fai? Come si fa a vendere senza paura?
Certamente qualcosa lì in mezzo c’è, che ti trattiene, a cui fai resistenza, e che ti impedisce di trasformare quello che fai da hobby o passione a business vero e proprio. E io ho un’idea di cosa potrebbe trattarsi.
Lavoro in proprio, nel senso proprio del termine, da quando sono coach, ossia dal 2016. Ma sono sempre stata una freelance e ho raramente lavorato come dipendente. Questa più recente esperienza, tuttavia, è stata decisamente la più formativa sia grazie alla natura del lavoro che svolgo – che è di per sé formativo e di crescita – sia perché effettivamente è stata la prima esperienza da “one (wo)man show”. E ho imparato davvero un sacco di cose.
Il mindset, o forma mentis, con cui vediamo noi stessi e il mondo non è un elemento immutabile ma può invece essere modificato – con un po’ di tempo e di impegno – da statica a dinamica, ovvero da un modo di pensare le capacità come qualcosa di innato al pensare che tali capacità si possono acquisire e sviluppare lungo tutta la nostra vita fino a raggiungere traguardi inaspettati.