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Pianificare i propri obiettivi per capire cosa vogliamo veramente

Me lo sono chiesto a lungo perché pianificare… Finché ancora una volta, anche in questo campo, non ho trovato il mio sistema, la mia modalità, la mia via per la pianificazione. che sembra una cavolata detta così, ma per me è importante: trovare il proprio modo di fare le cose è l’unico modo che conosco per riuscire davvero a farle mie.

Sono una che sfugge gli schemi rigidi, le agende superorganizzate, la programmazione in generale: non la amo, non riesco ad amarla, perché mi sembra tanto che pianificare mi faccia entrare in una gabbia da cui poi non posso uscire MAI PIU’, e quindi finisce per mettermi ansia anziché aiutarmi.

Perché fare una wish list – oltre alla to-do list

Ho molte amiche che mi parlano spesso delle loro to-do list, spesso infinite, lunghissime, dalle quali cancellano ogni giorno qualcosa, ma alle quali aggiungono spesso molto di più di quello che tolgono, che riescono quindi a fare. E queste to-do list diventano fisse, non si accorciano mai, possibilmente si allungano e danno un senso di ansia e sopraffazione che si conclude con l’affermazione “non ce la farò mai…!”

Il diario della gratitudine (e come può cambiarti la vita)

“YOU ALREADY POSSESS ALL YOU NEED TO BE GENUINELY HAPPY. ALL YOU TRULY NEED IS THE AWARENESS OF ALL YOU HAVE. TODAY.”

Nel corso del 2016 ho fatto un intero percorso che dura, appunto, un anno: Simple Abundance – A Daybook of comfort and joy, di Sarah Ban Breathnach. Ogni giorno una paginetta da leggere, al mattino, e alcune attività o riflessioni da fare durante la giornata. Ma soprattutto: il diario della gratitudine, un piccolo diario sul quale annotare, la sera prima di addormentarsi, le cinque cose per cui siamo grati di quella giornata. “Questo strumento – afferma l’autrice – è in grado di cambiare la qualità della tua vita oltre ogni immaginazione“.

Impara a dire di no

In una gestione ottimale del tempo non è possibile dire sì a qualsiasi richiesta, altrimenti non riuscirai mai a portare a termine le cose per te prioritarie. Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi, devi imparare a dire di no.

Che ci piaccia o no, dato che il tempo è limitato, e la giornata di 24 ore, tolto sonno, sostentamento e altro, ci restano tra le 13 e le 16 ore da utilizzare per fare tutte le cose che ‘abbiamo da fare’.

Per farci stare tutto – o quasi – senza morire, senza andare in burnout, senza soccombere, dobbiamo imparare a dire di no a qualcosa.

cambio di lavoro e fiducia

Done is better than perfect

Questa l’ho rubata alla mia amica Micaela, e da quando l’ho fatta mia Done is better than perfect è la frase-mantra che mi ripeto tutte le volte che parto (e capita spesso) con un ‘oh no, fa schifo’ e proseguo con ‘non vorrai veramente pubblicare/fare/dire questa roba???’ e infine ‘uhm, no, non mi convince, no, no, aspettiamo; ci rifletto ancora un po’, magari mi viene un’altra idea, magari riesco a migliorare qualcosa, magari non è ancora perfetta come vorrei’.

Come questo post, come qualsiasi altro post: aspetta, lo rileggo, ci ripenso, ci rifletto e bla bla bla.

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