La creatività è quell’idea che ci viene in mente sotto la doccia, mentre camminiamo in un parco o mentre facciamo la doccia: insomma, mentre stiamo facendo ‘altro’, rispetto al nostro lavoro, la nostra attività, la nostra arte. Mentre il nostro corpo è impegnato a fare delle cose, muoversi, lavarsi, correre, la nostra mente è libera di andare dove vuole e di trovare connessioni inaspettate tra cose apparentemente molto lontane tra loro, soluzioni ‘geniali’ ad annosi problemi, momenti “aha”, ossia momenti in cui abbiamo una rivelazione su qualcosa o qualcuno.
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Non sempre cambiare lavoro è la cosa giusta da fare (ne ho parlato anche in questo recente post), ma tante volte sentiamo che sì, è proprio la cosa giusta, quello che ci vuole per noi in quel momento. Il problema è che spesso non sappiamo verso dove, verso cosa. Nella mia esperienza lavorativa è stata sempre la noia la nemica più temuta, la molla che mi ha fatto sempre fare degli scatti in avanti, di lato, in qualsiasi direzione pur di spostarmi da dov’ero.
[articolo tradotto da quietrev.com]
Lo scorso anno, la divisione aziendale a cui appartengo (corporate services) – circa 20 persone – partecipò a una sessione di team building che comportava preventivamente la compilazione del test MBTI – Myers-Briggs Type Indicator. Ricevemmo i report dei nostri profili durante la sessione durante la quale spendemmo la maggior parte del tempo a discuterne i risultati.
Dire un no importante, fare una cosa nuova, partire per un luogo sconosciuto o buttarsi in una festa per conoscere persone nuove (parlo per gli introversi!), sono tutte situazioni nelle quali in molti casi si fa strada la paura, una delle emozioni più forti che proviamo, una di quelle che sentiamo subito nel corpo, e che rischia di bloccarci, di impedirci di fare ciò che vorremmo.
La paura, come le altre emozioni, va riconosciuta e accettata, e poi usata per oltrepassare i nostri limiti e sentirci, dopo, molto soddisfatti, ‘potenti’ e capaci.
Perché è importante che chi fa una libera professione, la freelance, l’imprenditrice sia fornita di una solida autostima? Sembra una domanda banale, e anch’io quando me la sono posta mi sono detta ‘beh, vabbé, è logico no? Passiamo oltre’, ma in realtà ci sono alcuni aspetti che non vengono presi abbastanza in considerazione quando si decide di mettersi in proprio.
Non parlo ovviamente di questioni puramente legate all’organizzazione del proprio business, alla sostenibilità economica, al business plan eccetera, ma parlo di ciò che sta a monte di tutte le competenze tecniche che ho appena citato.