Tag: Spazi per sè Pagina 1 di 2

minimalismo

Minimalismo e semplificazione per la cura di sé

Mi sono avvicinata al minimalismo parecchi anni fa, quando sentivo il bisogno di andare all’essenza delle cose (che avevo) invece che trascinarmi fardelli intrasportabili – in tutti i sensi. Amo le case semi-vuote, minimal appunto, e periodicamente, anche se meno di quanto vorrei, mi libero di oggetti che sento mi ingolfano, mi occupano spazio, nella mente e nel cuore. Non sono sempre cose che detesto, che mi ricordano brutti momenti o brutti incontri (quelle le ho eliminate da un pezzo!), ma soprattutto cose che hanno fatto il loro tempo, hanno svolto il loro servizio e ora possono tranquillamente passare ad altri, magari anche allietare la vita di altre persone così come hanno fatto con la mia.

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cura di te

Perchè prendersi cura di sé non è una perdita di tempo

Se parlo di cura di sé, a cosa pensi? Pensi di dover andare dall’estetista o dal barbiere? E se invece ti dicessi di ‘perdere tempo’ – se te lo dessi come compito – a cosa penseresti (oltre a un ‘questa è matta!’)? Viviamo in un’epoca di grande iperattività, grandi quantità di impegni, in cui ‘essere occupati’ (o busyness, come dicono gli anglosassoni) sembra essere la cosa più figa del mondo. Ma siamo davvero sicuri? Non sarà che ogni tanto è meglio fermarci, e sì, ovvio, prenderci cura di noi stessi? E perché leghiamo la cura di sé al ‘perdere tempo’?

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Cura di sé: egoismo o strumento essenziale per vivere bene?

Quando pensiamo alla cura di noi stessi subito veniamo colti da sentimenti contrastanti: farò bene a prendermi del tempo per me? Ci sono molte cose più importanti da fare! Vado a fare una passeggiata o resto seduta qui a lavorare? Cosa mi spinge a scegliere una alternativa o l’altra? Cosa a scegliere molto spesso il dovere, o quello che penso essere il mio dovere, a scapito di una cosa che mi fa stare bene? Non è forse anche quest’ultimo, in fondo, un mio ‘dovere’?

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Perché fare una wish list – oltre alla to-do list

Ho molte amiche che mi parlano spesso delle loro to-do list, spesso infinite, lunghissime, dalle quali cancellano ogni giorno qualcosa, ma alle quali aggiungono spesso molto di più di quello che tolgono, che riescono quindi a fare. E queste to-do list diventano fisse, non si accorciano mai, possibilmente si allungano e danno un senso di ansia e sopraffazione che si conclude con l’affermazione “non ce la farò mai…!”

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Impara a dire di no

In una gestione ottimale del tempo non è possibile dire sì a qualsiasi richiesta, altrimenti non riuscirai mai a portare a termine le cose per te prioritarie. Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi, devi imparare a dire di no.

Che ci piaccia o no, dato che il tempo è limitato, e la giornata di 24 ore, tolto sonno, sostentamento e altro, ci restano tra le 13 e le 16 ore da utilizzare per fare tutte le cose che ‘abbiamo da fare’.

Per farci stare tutto – o quasi – senza morire, senza andare in burn out, senza soccombere, dobbiamo imparare a dire di no a qualcosa.

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