Pianifico, organizzo, sistemo, riordino.Poi la vita accade e allora: pianifico, organizzo, sistemo, provo a rimettere in ordine. E ricomincio. Ancora e ancora. È un continuo. Un loop infinito che per anni mi ha fatto sentire come se stessi correndo su un tapis roulant senza mai arrivare da nessuna parte. Ma da quando mi sono messa in proprio, le cose sono cambiate, in meglio ma non come avevo immaginato.
Quando la pianificazione mi sembrava una gabbia
Prima di mettermi in proprio ho sempre pensato che pianificare fosse esattamente questo: una gabbia. Rigida, soffocante, che non lasciava spazio all’imprevisto. E siccome di imprevisti la vita è piena, ho passato i primi tempi da freelance a evitare di pianificare. “Tanto poi salta tutto”, mi dicevo. “A che serve? Tanta fatica buttata”.
Il risultato? Caos totale. Quella sensazione costante di rincorrere le cose, di essere sempre in ritardo, di aver dimenticato qualcosa di importante. Di non avere mai il controllo.
L’illusione della perfezione
Poi sono passata all’estremo opposto. Ho scoperto il potere della pianificazione e mi sono buttata a capofitto: “Ma è bellissimo, tutto chiarissimo e al suo posto!”.
Planner perfetti. To-do list dettagliate. Ogni ora della giornata mappata. Codici colore. Sistemi su sistemi. L’illusione del controllo totale. Bellissimo. Per circa due settimane.
Poi arrivava l’imprevisto, professionale o personale. Un figlio che si ammala, un cliente che cambia idea e programmi. E io, con il mio piano perfetto, mi ritrovavo a dover ricominciare da capo. Frustrata e delusa. Con la sensazione di aver lavorato inutilmente
Perché nessuno mi aveva detto che la pianificazione perfetta non esiste, che la vita non è lineare e che essere freelance significa proprio questo: navigare l’incertezza.
Benvenuta nella pianificazione del caos
E così sono arrivata a quello che chiamo la “pianificazione del caos”. Un lavoro continuo. Flessibilità e adattabilità all’ennesima potenza, ma solo se hai una base da cui partire e ritornare, altrimenti vai alla deriva.
Altro che gabbia. È più come una gelatina che allunghi, tiri, adatti, stacchi per coprire un buco e vai avanti così. O come una coperta troppo corta: appena ti giri ti scopre un po’ la schiena oppure i piedi, ma alla fine in qualche modo ti tiene al caldo.
Non è elegante. Non è instagrammabile. Ma funziona.
Perché la verità è questa: pianificare non significa avere tutto sotto controllo. Significa sapere dove stai andando anche quando la strada cambia.
Cosa cambia davvero
Quando smetti di cercare la pianificazione perfetta e ti accontenti di pianificare il caos, cambiano alcune cose, soprattutto nella tua testa!:
- smetti di sentirti in colpa. Il piano che salta non è un fallimento, è semplicemente la vita che accade. La tua coperta è corta? Va bene, decidi cosa tenere al caldo oggi e cosa può aspettare.
- diventi più veloce ad adattarti. Quando accetti che la gelatina si muove, smetti di sprecare energie a cercare di tenerla ferma. Impari a spostarla dove serve, quando serve.
- ritrovi il respiro. Quella sensazione di soffocamento della gabbia? Sparisce. Hai ancora una direzione, ma anche lo spazio per cambiare rotta.
- paradossalmente, hai più controllo. Non sul risultato perfetto, ma sul processo. Sai cosa è importante. Sai cosa può aspettare. Sai riconoscere quando serve tirare la coperta verso i piedi e quando verso la testa.
Come si pianifica il caos (davvero)
Non ti sto quindi dicendo di non pianificare, anzi! Ma di farlo in un modo diverso, che sia più in linea con chi sei e la vita che fai, e che ti faccia sentire di avere comunque il controllo di ciò che accade e di non essere trascinata dagli eventi.
I principi che seguo nella pianificazione potrei riassumerli così:
Pianificare per priorità: Cosa è davvero importante questa settimana? Questo mese? Parti da lì. Il resto si sistema.
Abbandonare la perfezione, che ci ingabbia in un dover fare che ci fa solo male
Lasciare spazi bianchi, margini di respiro. La vita li riempirà comunque, meglio prevederli.
Rivedere spesso quello che hai pianificato: la pianificazione non è qualcosa che fai a inizio anno e poi segui ciecamente. È un check-in continuo: dove sono? Dove voglio andare? Cosa è cambiato? Continuo diritto o giro?
Festeggia le cose sistemate, non solo quelle completate: hai dovuto riorganizzare tutto a metà settimana? Brava. Hai salvato il salvabile e sei andata avanti. Questo è un successo e va celebrato.
E adesso?
Se ti riconosci in questo loop continuo di pianificazione-caos-riorganizzazione, sappi che non sei sola. E soprattutto: non stai sbagliando niente.
La pianificazione elastica, imperfetta si impara. Si allena. Si affina con la pratica.
Ed è esattamente per questo che ho creato IL TUO 2026: quattro incontri tra dicembre e gennaio per pianificare insieme il nuovo anno. Non con l’illusione della perfezione, ma con la consapevolezza del caos. Per costruire una pianificazione che ti tenga al caldo, anche quando la coperta è corta.
Perché sì, la vita accadrà, i piani fatti salteranno, ma almeno saprai dove stai andando. E come adattarti lungo la strada.
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Pronta a pianificare il tuo 2026?
4 incontri online (per chi è Milano e ha piacere, anche in presenza!) dal 9 dicembre, al prezzo di 150€:
martedì 9 dicembre 10-13
martedì 16 dicembre 10-13
martedì 13 gennaio 10-13
martedì 20 gennaio 10-13
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