Se parlo di cura di sé, a cosa pensi? Pensi di dover andare dall’estetista o dal barbiere? E se invece ti dicessi di ‘perdere tempo’ – se te lo dessi come compito – a cosa penseresti (oltre a un ‘questa è matta!’)? Viviamo in un’epoca di grande iperattività, grandi quantità di impegni, in cui ‘essere occupati’ (o busyness, come dicono gli anglosassoni) sembra essere la cosa più figa del mondo. Ma siamo davvero sicuri? Non sarà che ogni tanto è meglio fermarci, e sì, ovvio, prenderci cura di noi stessi? E perché leghiamo la cura di sé al ‘perdere tempo’?
Tag: Mindset Pagina 4 di 8
Possedere la propria storia, mettere insieme gli eventi della nostra vita, impilarli uno sull’altro e dargli un senso, un filo conduttore, e poi unire i dati asettici alle emozioni che abbiamo provato in quelle occasioni, è il modo migliore per procedere nella direzione che intendiamo dare alla nostra vita, senza scheletri nell’armadio e senza ombre che possano un giorno tornare fuori e farci lo sgambetto. Semplice? Non scherziamo…! Necessario? Sì, se vuoi vivere una vita piena e autentica.
Quando pensiamo alla cura di noi stessi subito veniamo colti da sentimenti contrastanti: farò bene a prendermi del tempo per me? Ci sono molte cose più importanti da fare! Vado a fare una passeggiata o resto seduta qui a lavorare? Cosa mi spinge a scegliere una alternativa o l’altra? Cosa a scegliere molto spesso il dovere, o quello che penso essere il mio dovere, a scapito di una cosa che mi fa stare bene? Non è forse anche quest’ultimo, in fondo, un mio ‘dovere’?
Sono una persona tendenzialmente pigra, ma camminare mi piace molto, e ogni volta che cammino ne traggo beneficio, in città al parco, in montagna, al mare, sempre. Così quest’anno ho voluto sfidarmi con qualcosa di più impegnativo: un pezzo del cammino di Santiago, un’esperienza che da tempo volevo fare e che sapevo mi avrebbe portato lontano, in tutti i sensi.
Siamo spesso tentati di lanciarci a fare qualcosa di artistico o creativo, disegnare, dipingere, suonare uno strumento musicale, e qualsiasi altra cosa vi venga in mente, ma poi ci blocchiamo (quasi) subito di fronte al dubbio: ma sarò brava a farlo? Sarò capace? E se viene una schifezza? Cosa penseranno di me gli altri?